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Il traffico: una piaga palermitana

«Ma dove possiamo fare e non facciamo, perché in buona sostanza, purtroppo… Non è la natura ma l’uomo, dov’è? È nella terza e più grave di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia e in particolare Palermo agli occhi de’ mondo… lei ha già capito, è inutile che io glielo dica… mi vergogno a dirlo… è il traffico! Troppe macchine! è un traffico tentacolare, vorticoso, che ci impedisce di vivere e ci fa nemici, famiglia contro famiglia, troppe macchine!»

Nel capolavoro di Benigni, datato 1991, l’ineffabile “avvocato-zio” illustrava, con queste parole, allo stralunato Dante, alias Johnny Stecchino, le tre grandi piaghe che noi palermitani, a fronte di inestimabili glorie e bellezze, dobbiamo sopportare; la terza, e più grave, delle disgrazie isolane (dopo l’Etna e la siccità) era il traffico.

Quasi trent’anni dopo, statistiche alla mano, dobbiamo confermare l’acuta diagnosi. Il TomTom Traffic Index 2019, ha infatti confermato come spostarsi nel capoluogo siciliano sia un vero e proprio incubo. Sulla base di una campionatura di ben 403 città e 56 Paesi, Palermo è risultata la seconda città d’Italia con più traffico dopo Roma, nonché la 48esima a livello mondiale. È come se durante le ore di punta del mattino o della sera gli automobilisti impiegassero , ogni mezz’ora, circa 17 minuti in più per spostarsi nel traffico. Da bollino rosso sono, in particolare, la fascia oraria delle 8 del mattino, quando si accumulano ritardi sino al 58 per cento e quella collocata tra le 5 e le 6 del pomeriggio, quando si impiega, mediamente, fino al 60 per cento del tempo in più. Ma sorprende il fatto che in orari intermedi, come a metà mattinata, tra le 10 e le 12, quando i flussi si dovrebbero ridurre, gli ingorghi non scompaiono per nulla: si può impiegare comunque dal 44 al 50 per cento del tempo in più. Nella comunicazione “L’Europa in movimento – Un’agenda per una transizione socialmente equa verso una mobilità pulita, competitiva e interconnessa per tutti” la Commissione Europea ha, a tal proposito, stimato che la congestione del trasporto su strada provoca sprechi il cui valore è dell’1% del prodotto interno lordo dell’Ue (100 miliardi di euro).

Veduta di Palermo – Pexels

Il settore dei trasporti risulta essere una delle principali fonti di emissioni di gas a effetto serra in Europa, superato solo da quello dell’energia, mentre le morti premature nell’Ue dovute all’inquinamento provocato dai trasporti sono quasi tre volte superiori a quelle causate dagli incidenti stradali. Per non parlare dell’impatto negativo sul benessere psico-fisico del singolo, in termini di stress e di tempo prezioso rubato al riposo e agli affetti personali.

Ma quali sono le cause e quali i possibili rimedi di questa piaga palermitana? Lo scorso anno i volontari di Legambiente hanno svolto un attento monitoraggio lungo le tre zone più trafficate della città: Corso Alberto Amedeo, Via Amari, Piazza Indipendenza. La rilevazione – della durata di due ore in ogni punto di osservazione – ha permesso di contare in media il passaggio di una bici ogni 92 automobili (con punte in corso Alberto Amedeo di una bici ogni 157 automobili) e di un autobus ogni 175 auto (si arriva ad un autobus ogni 570 automobili in via Emerico Amari). Nel complesso, nei tre punti monitorati, in un minuto, sono state conteggiate, in media, oltre 122 automobili, poco più di una bici (1,3) e meno di un autobus (0,7). Dunque il primo dato da rilevare è proprio quello del perdurante dominio incontrastato dell’automobile sui mezzi pubblici e sulla mobilità eco-sostenibile. È anzi cresciuta del 42 per cento nell’ultimo anno la domanda di vetture diesel che secondo GreenPeace costituiscono la maggiore fonte di inquinamento da biossido di azoto (NO2). A rilevarlo è l’Osservatorio di AutoScout24, portale di annunci di auto e moto che ha analizzato il mercato in Sicilia e in città nel 2019, evidenziando come nella scelta dell’auto i palermitani continuino ad orientarsi su vetture alimentate in modo tradizionale soprattutto per una questione di costi e di durata. Ancora, un ulteriore elemento alla base dell’incresciosa situazione del traffico cittadino, sarebbe da rinvenire secondo Confimprese nella moltitudine di lavori in corso che finiscono per ridurre in numero ed in larghezza gli assi viari di percorrenza. Gli scavi relativi al collettore fognario e quelli per il completamento dell’anello ferroviario a causa dei forti ritardi registrati hanno trasformato infatti intere strade in trincee, contribuendo dunque alla costituzione di percorsi obbligati in cui gli automobilisti si trovano inevitabilmente a confluire.

Viale della Regione Siciliana

La situazione risulta poi aggravata dalla crisi dell’AMAT. Lo scorso novembre i lavoratori della Sivibus, l’azienda che si occupa della manutenzione degli autobus, sono entrati in sciopero perché non percepivano lo stipendio da settembre, con conseguenti disagi legati alla scarsa frequenza dei mezzi in circolazione. Il numero delle corse inoltre risente della carenza di autisti mentre l’iter per i concorsi che dovrebbero consentire un centinaio di assunzioni resta ancora bloccato a Palazzo delle Aquile. A farne le spese principalmente le zone periferiche della città, dove la soppressione delle corse e i ritardi sono ulteriore volano di degrado e abbandono. Nel 2016 per migliorare la vivibilità della città e tutelare la salute dei palermitani, abbattendo i tassi d’inquinamento e limitando la pressione veicolare privata nella zona centrale, il Comune ha introdotto la ZTL, zona a traffico limitato nella fascia oraria dalle ore 8 alle ore 20 dal lunedì al venerdì, nel perimetro compreso da Porta Nuova a Porta Felice, da Piazza Giulio Cesare a Via Cavour. L’accesso alla ZTL è in particolare riservato ai possessori dei pass, rilasciati a chi è in regola col pagamento dell’assicurazione e con la revisione. Per i residenti il pass annuale ha un costo di 90 o 80 euro a seconda che si sia in possesso di auto più o meno inquinanti mentre per i non residenti il pass annuale è di 100 euro e quello giornaliero di 5 euro. In caso di violazioni i veicoli più inquinanti dovranno pagare una sanzione di 164 euro mentre quelli meno inquinanti una di 81 euro.

Tuttavia a fronte di quanto sopra esposto risulta evidente la difficoltà, se non l’impossibilità, per un simile meccanismo, di garantire pienamente il raggiungimento degli scopi desiderati. Una ZTL per poter essere davvero efficace deve necessariamente inserirsi all’interno di un contesto di altrettanto efficiente mobilità sostenibile. Bisogna che vi sia un più razionale coordinamento e una ancora più razionale programmazione degli interventi relativi al sistema dei mezzi pubblici o che comunque possano incidere in misura rilevante sulla viabilità esterna alla zona. Alla luce di ciò è possibile comprendere ancor di più le forti perplessità che nelle ultime settimane hanno accompagnato l’accesa discussione riguardante l’inserimento di un’ulteriore ZTL notturna. Quest’ultima doveva entrare in funzione già lo scorso venerdì ma il 4 sera è stata rinviata a data da destinarsi. Dopo 10 ore d’aula il Consiglio comunale ha infatti cestinato l’ordinanza dell’Assessore alla Mobilità Giusto Catania e ha dato mandato al sindaco di emettere un nuovo provvedimento: una Ztl notturna stagionale – venerdì e sabato – dalla prima settimana di maggio alla prima di novembre dalle 20 alle 6 del mattino e nel resto dell’anno a partire dalle 23. Il sindaco ha commentato: «Sulla Ztl notturna non arretriamo di un millimetro, apprezzando il fatto che la maggioranza consiliare abbia voluto manifestare il sostegno alla misura individuando, in un documento che ha trovato l’approvazione di 22 consiglieri, alcuni aggiustamenti così da rendere il provvedimento condiviso sia dalla Giunta che dalla maggioranza consiliare. Abbiamo scelto di confrontarci col Consiglio comunale sull’estensione della ZTL notturna, malgrado la competenza sia del sindaco e della giunta, per trovare una condivisione su una visione di città che sceglie, sempre di più, la sostenibilità e la vivibilità. Spiace che, dopo dieci ore di seduta, con argomenti che non rendono merito al ruolo delle istituzioni, le minoranze abbiamo impedito che il Consiglio comunale si potesse esprimere. Riteniamo importante che ci sia una maggioranza di consiglieri che ha espresso sostegno sulla visione di città e, pertanto, la ZTL notturna entrerà in vigore dopo i passaggi tecnici necessari per rendere operativo il provvedimento (nuova delibera di giunta e nuova ordinanza), in ogni caso non oltre il mese di gennaio».

Critica Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo: «Questa visione della città proprio non la comprendiamo. Siamo di fronte a una scelta ideologica e non certo logica per gli interessi collettivi. Scegliere la politica dei divieti che grave danno può arrecare alle imprese, senza peraltro la concertazione con le categorie produttive che hanno finora mostrato pazienza e spirito collaborativo, è una scelta individualistica che non fa sistema con gli interessi della città e che soprattutto mina la già fragile economia locale».


Beatrice Raffagnino

Beatrice Raffagnino

Il giornalismo, la scrittura e la fotografia sono stati sempre parte del mio modo d'essere proprio per questo motivo. È una forma d'amore e di ribellione il voler conoscere.