Putin, supereroe russo e uomo riservato

Di Simonetta ViolaVladimir Vladimirovic Putin, chi è? Ritenuto da alcuni il «male supremo», l’ex uomo del KGB che porta con sé misteri inimmaginabili, in realtà è per molti un punto di riferimento, uno stratega in grado di riportare la Russia ai grandi fasti del passato. Ma chi c’è realmente dietro all’uomo che da 18 anni guida la Russia?

Molti analisti hanno analizzato la quotidianità dello stratega russo, e il ritratto che ci hanno fornito è quello di un uomo schivo, timido, che non ama vivere a Mosca ma preferisce la sua Dacia fuori dal centro, sportivo, senza alcun tipo di vizio, che mangia solo cibo salutare, dietetico e biologico Made in Russia solo dopo che l’abbiano assaggiato i suoi collaboratori. E’ un uomo che non parla, non sorride, non tradisce alcuna emozione perché fondamentalmente non ne sente il bisogno. Non si fida del telefono, della tecnologia e di internet; uomo freddo e solo, Vladimir Putin è stato lasciato dalla moglie in seguito ad un esaurimento nervoso.

Il Presidente russo è un uomo che incentra il suo pensiero nel concetto di “attacco prima che si venga attaccati”, un concetto molto street, classico di specifici ambienti. Basa il suo potere sulla totale verticalizzazione e nell’accentramento dei poteri: Putin non si fida delle regole, ma basa tutto sui rapporti stretti e personali; affida il potere solo ad una cerchia ristretta di fedelissimi.

Camminando per le strade di Mosca e intervistando molti uomini e donne delle più disparate età, tuttavia, si nota come Putin sia visto come un vero e proprio supereroe. Il segreto del successo di Putin sono i risultati: l’economia, nonostante alcuni alti e bassi avvenuti soprattutto nel periodo della crisi con l’Ucraina, ha avuto una forte crescita e ha visto mutamenti importanti che hanno portato ad una maggiore fiducia del popolo russo nei suoi confronti. Le infrastrutture sono migliorate in vista di eventi di fama mondiale ma anche e soprattutto per dare uno sprint essenziale all’economia.

Nonostante le politiche, secondo l’occhio occidentale, repressive, Putin è stato in grado di dare una direzione al popolo russo basata sui valori di grandezza tipici dell’epoca zarista. La Russia con Putin ha imparato a vedere le idee dell’Occidente come imposizioni ed intromissioni alle quali opporsi e si è stretta intorno a colui il quale ha dato un ordine a quello che era il caos economico, sociale e politico lasciato dalla caduta del comunismo e dai successivi strascichi.

Come tutti i grandi uomini di potere della storia, Putin ha i suoi pro e i suoi contro ed il suo comportamento a livello internazionale ha comportato sconvolgimenti di natura sia positiva che negativa. Il ritratto di una personalità così particolare come quella di Putin non potrà mai essere univoco, né semplice e lineare: un grosso peso avranno sempre le ottiche, occidentali o orientali che useremo per guardare l’operato di Vladimir Vladimirovic Putin.


3 risposte

  1. 24 Giugno 2018

    […] il padrone del torneo dal punto di vista meramente calcistico, questi sono di certo i mondiali di Vladimir Putin, al suo quarto mandato presidenziale e primo “sponsor” della selezione sovietica, così […]

  2. 2 Aprile 2019

    […] Come si dice in questi casi, Zelensky ha intercettato la “voglia di cambiamento”. D’altronde, non si è trattato di un’impresa particolarmente difficile. La popolarità di Petro Porochenko era in calo da tempo, complice una crisi economica irrisolta e una grave instabilità politica interna. In base agli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale, il PIL procapite è il più basso di tutta l’Europa, l’inflazione è superiore al 40 percento e il salario medio è sceso a 80 dollari al mese. La situazione è degenerata dopo che le proteste del 2013 contro il governo Yanukovich sono sfociate in una vera e propria guerra civile tra esercito regolare e separatisti filorussi. Una guerra che dura ormai da cinque anni, nonostante i tentativi di porre fine al conflitto armato con gli accordi di Minsk: al confine del Donbass, nell’area orientale del paese, si continua a sparare. E in quell’area si trovano le ultime industrie del paese, le uniche rimaste dopo la fine dell’Unione Sovietica. L’altra area strategica è la Crimea, controllata de facto dalla Russia di Vladimir Putin. […]

  3. 3 Aprile 2019

    […] Come si dice in questi casi, Zelensky ha intercettato la “voglia di cambiamento”. D’altronde, non si è trattato di un’impresa particolarmente difficile. La popolarità di Petro Porochenko era in calo da tempo, complice una crisi economica irrisolta e una grave instabilità politica interna. In base agli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale, il PIL procapite è il più basso di tutta l’Europa, l’inflazione è superiore al 40 percento e il salario medio è sceso a 80 dollari al mese. La situazione è degenerata dopo che le proteste del 2013 contro il governo Yanukovich sono sfociate in una vera e propria guerra civile tra esercito regolare e separatisti filorussi. Una guerra che dura ormai da cinque anni, nonostante i tentativi di porre fine al conflitto armato con gli accordi di Minsk: al confine del Donbass, nell’area orientale del paese, si continua a sparare. E in quell’area si trovano le ultime industrie del paese, le uniche rimaste dopo la fine dell’Unione Sovietica. L’altra area strategica è la Crimea, controllata de facto dalla Russia di Vladimir Putin. […]

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