Il mondo in assenza del denaro contante

La maledizione del denaro (The curse of cash), libro uscito nel 2016 ad opera di Kenneth Rogoff, propone di sbarazzarsi gradualmente di buona parte delle valute di carta. Secondo quest’autore, il contante presenta molti benefici, ma questi non compensano gli svantaggi che derivano dai suoi lati più “oscuri”.

Per Rogoff, infatti, il grosso del contante dei paesi sviluppati è usato per facilitare l’evasione fiscale e attività illegali (traffico di esseri umani o il finanziamento del terrorismo) e per questo andrebbe progressivamente ridotta la sua circolazione incrementando, invece, l’uso della moneta elettronica. Un mondo senza contanti renderebbe più efficaci le politiche monetarie, poiché i risparmiatori non sarebbero più in grado di nascondere il loro denaro sotto il materasso in caso di tassi negativi. Inoltre, preferire i pagamenti elettronici al contante presenta altri vantaggi, come la sicurezza, costi di gestione più bassi, l’igiene e la praticità sia per i clienti sia per chi gestisce un’attività.

Nonostante gli evidenti vantaggi pratici, però vi sono alcune obiezioni da tenere in considerazione in merito a questa prospettiva. Se da un lato, infatti, vi sono problemi che si risolverebbero con l’eliminazione del contante, dall’altro vi sono problemi di non semplice risoluzione. I più evidenti sono la perdita dell’anonimato (ad esempio l’acquisto di beni quali quelli pornografici o l’erba) e il rischio che alcune parti della società restino escluse dal sistema finanziario. Infatti, in un mondo dove gli smartphone e le carte, di credito o di debito, diventano l’unico metodo di pagamento, l’eliminazione del contante e il completo pagamento tramite il metodo elettronico, provocherebbe l’esclusione, dal sistema finanziario, di diversi gruppi vulnerabili come gli indigenti, gli anziani ed i migranti provocandone un’ulteriore marginalizzazione. Mentre il problema dell’anonimato può essere in parte risolto utilizzando solo le banconote e le monete di taglio più basso, non permettendo così alla gente di acquistare proprietà immobiliari ma solo beni minori, la questione dell’esclusione finanziaria è più complessa.

Dal contante, dipendono in maniera importante anche le chiese, le associazioni benefiche, che vedrebbero diminuire le loro entrate, ed infine i senzatetto. Alcune misure per ovviare a questo problema, però, possono essere applicate in maniera graduale ed intelligente. Ad esempio si potrebbero offrire contributi su carte di debito prepagate fornendo, alle associazioni di beneficienza, dei lettori di carte contactless (senza contatto). In questo modo, si potrebbe aumentare l’inclusione finanziaria, permettendo a chi è fuori del sistema bancario di entrare a farne parte. Anche se l’eliminazione del contante potrebbe essere, sicuramente sotto molti aspetti, vantaggiosa, si ritiene in ambito accademico, che tale abolizione non porrà magicamente fine né al crimine, né al mercato nero. Questo perché, secondo questo filone di pensiero, le truffe elettroniche, il cybercrimine e i pagamenti anonimi in rete sono operazioni abbastanza semplici per persone dotate della capacità e della determinazione necessarie. Eppure man mano che i paesi ricchi rinunciano all’uso del denaro contante (ad esempio la Svezia), con alcuni negozi e caffè che rifiutano tout court questa forma di pagamento, è possibile già vedere i primi effetti positivi di un mondo senza la cartamoneta.

Ugo Lombardo


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