David Gilmour, 80 anni per l’autore dell’assolo più iconico del rock
Ottant’anni per David Gilmour. Quell’uomo, artista, genio, leggenda che ha cambiato il volto e il sound di una delle band “monolitiche” del Rock, compie ottant’anni.
L’autore di quello che è stato definito da innumerevoli classifiche “l’assolo di chitarra più bello della storia”, David Gilmour, non avrebbe mai potuto immaginare di star componendo un mattoncino fondamentale nel grande muro della musica del Ventesimo secolo. È lui, l’assolo perfetto, l’assolo di Comfortably Numb. È solo uno degli innumerevoli motivi per celebrare il chitarrista dei Pink Floyd, ma è uno di quelli che vale sempre la pena ricordare. E con inevitabile commozione.
Quando The Wall dei Pink Floyd uscì nel 1979, fu un evento. Fu atteso per settimane nel mondo. Quando ancora i dischi si attendevano fuori dai negozi con ansia spasmodica. Una volta acchiappato il vinile, erano feste d’ascolto in stanze di dormitori con luci abbassate, candele accese, puntina dello stereo abbassata.
Il disco era un oscuro viaggio attraverso la mente ancora più oscura di Roger Waters nei panni della rockstar disillusa “Pink”, con un pizzico di Syd Barrett, fra traumi infantili, isolamento, scuole britanniche abusive, mogli infedeli, madri manipolatrici. Ma c’era quella traccia epica che riassumeva il trauma, il contributo di David Gilmour, il più evidente in un album costruito intorno all’opera rock di Waters, appunto Comfortably Numb. Il brano raccoglie tutto il dolore espresso nell’album e il desiderio di scappare o nascondersi in qualche modo da esso.
Comfortably Numb fu scritta a quattro mani da Waters e Gilmour, ma si trattava di un brano quasi pronto per un imminente progetto solista del chitarrista. Waters scrisse il testo, in parte basato sull’esperienza vissuta con tranquillanti durante una precedente tappa del tour nel 1977, quando un medico gli diagnosticò un disturbo allo stomaco e gli diede qualcosa che lo rese “quasi insensibile”. Waters era riluttante a includere il pezzo di Gilmour perché voleva prendersi il merito dell’intero progetto. I due litigarono spesso durante la registrazione: Waters preferiva un trattamento orchestrale più corposo del brano, mentre Gilmour preferiva una versione più essenziale. Il risultato finale unì le idee di entrambi. Per fortuna.
Due cose spiccano: gli assoli di chitarra di Gilmour. Il primo è considerato uno dei più brillanti mai eseguiti. Il secondo assolo, più cupo, è una vorticosa discesa agli Inferi. Entrambi si collocano ai primi posti in molte classifiche dei Grandi Assoli di Chitarra. Il secondo è quello che alcuni definiscono “l’assolo perfetto”. E hanno ragione.

Le versioni live del brano, praticamente tutte, sono diventate leggendarie per un motivo o per un altro. Principalmente per uno, il più puramente artistico: David Gilmour non suona l’assolo finale in un solo modo, fedele all’originale: ogni volta diventa qualcosa di unico e speciale. Sempre meravigliosamente struggente.
Nonostante Gilmour e Waters abbiano avuto un rapporto controverso per decenni, ci hanno regalato alcuni brani epici. A volte dagli scontri più autentici tra fortissime personalità artistiche nascono opere creative semplicemente sublimi. Comfortably Numb, con l’inconfondibile chitarra che domina la scena, è (ovviamente) nella lista delle “500 migliori canzoni di sempre” di Rolling Stone.
Sia Waters che Gilmour continuano a eseguirla nei loro concerti, anche se in modi diversi. La canzone è tragica, bellissima e, nonostante tutti questi anni, senza tempo. Ancora più drammatica se incastonata nella prospettiva di una collaborazione che vede la band al suo apice prima di disintegrarsi definitivamente dalla sua formazione più amata.


