Dalle Madonie all’universo: la Sicilia torna a scrivere la storia delle stelle
Sono passati 224 anni dal primo, epocale avvistamento di Cerere. Oggi la Sicilia torna protagonista con una scoperta che porta il nome di Isnello, nel cuore delle Madonie, che con il suo GAL Hassin – Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche, è ormai un avamposto di ricerca tra i più promettenti d’Europa.
Isnello scopre un nuovo asteroide
La scoperta è stata effettuata grazie al Wide-field Mufara Telescope (WMT), installato sul Monte Mufara a 1.865 metri di altitudine. Si tratta di uno strumento unico, capace di individuare oggetti rapidissimi. Proprio con questo telescopio, nella notte del 22 agosto, è stato rilevato un nuovo asteroide, denominato 2025 QK3.
«Eravamo certi che lo strumento avrebbe portato a risultati eccezionali», ha commentato Giuseppe Mogavero, presidente della Fondazione GAL Hassin, «ma vederlo accadere davvero è un’emozione enorme».
L’asteroide appartiene alla classe Amor, ovvero a quei corpi celesti che orbitano all’esterno dell’orbita terrestre ma all’interno di quella di Marte. Non rappresenta quindi un pericolo per il nostro pianeta: il suo massimo avvicinamento alla Terra è avvenuto il 26 agosto 2025, a circa 4,4 milioni di chilometri di distanza, pari a oltre undici volte la distanza Terra–Luna. Una configurazione simile si ripeterà soltanto nel 2081.
A firmare l’impresa un team giovane e motivato: Alessandro Nastasi e Sabrina Masiero (GAL Hassin), con la collaborazione di Riccardo Furgoni (Polo Universitario Mantovano), Alessio Squilloni e Francesco Cheli (Osservatorio Beppe Forti di Montelupo Fiorentino).
Palermo, la culla dell’astronomia moderna
Se Isnello è il presente e il futuro della ricerca, Palermo è la radice storica che rende questa scoperta ancora più simbolica.
L’Osservatorio Astronomico di Palermo, fondato nel 1790 per volontà di Ferdinando I di Borbone, conta una scoperta unica avvenuta nel 1801: l’asteroide Cerere, oggi considerato un pianeta nano. La sua scoperta si deve a Giuseppe Piazzi, sacerdote e astronomo, che scrutando il cielo con il celebre Cerchio di Ramsden, scoprì il primo e più grande degli asteroidi fino ad all’ora individuati.

Ancora oggi, passeggiando tra le sale dell’Osservatorio, si respira quell’atmosfera di pionierismo. Gli strumenti storici sono custoditi come reliquie: non solo macchine scientifiche, ma testimoni di un’epoca in cui la Sicilia era al centro della rivoluzione astronomica mondiale. E ora, con Isnello, quella eredità sembra rinata.
La Sicilia torna protagonista del cielo
Questa scoperta non è soltanto un traguardo scientifico: è un ponte tra passato e futuro, tra le antiche cupole dell’Osservatorio di Palermo e le moderne tecnologie.
Isnello, con il suo GAL Hassin, dimostra che la Sicilia non è solo custode di un’eredità straordinaria, ma anche laboratorio di innovazione e ricerca, capace di formare nuove generazioni di astronomi e di restituire all’isola il ruolo di protagonista nello scenario internazionale.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito ufficiale del GAL Hassin.


