Quello che le donne non dicono, in Afghanistan
In Afghanistan la legge impedisce alle donne di far sentire la propria voce. Dopo aver negato loro il diritto all’istruzione, averle nascoste sotto un burqa, vietato le cure da parte di medici maschi e vietato ai medici donne di praticare la professione, ora i talebani ammutoliscono l’intera popolazione femminile.
Avete mai desiderato indossare un mantello dell’invisibilità? Quando la vita si fa dura e la routine diventa opprimente, avete mai immaginato di scomparire, anche solo per un momento? Spegnere il ronzio del mondo, prendere una pausa, e poi tornare quando le energie sono state ritrovate.

Il punto cruciale di questa fantasia è il ritorno alla vita, un ritorno che trasforma l’idea in una scappatoia dalla realtà, ben lontana da un impulso distruttivo. Tuttavia, per milioni di donne, questo ritorno alla vita non è più possibile da oltre tre anni.
Un mantello dell’invisibilità è calato su ogni donna in Afghanistan dal 2021, quando i talebani sono tornati al potere. Le promesse iniziali di moderazione sono state presto tradite, sostituite da leggi e restrizioni draconiane volte a limitare drasticamente la libertà femminile. Le donne sono state escluse dalla vita pubblica e costrette a un’esistenza di sottomissione e isolamento.

Ad agosto scorso, queste numerose restrizioni, che colpiscono non solo le donne ma anche l’intera popolazione, sono state codificate per la prima volta in un documento di 114 pagine e 35 articoli, rappresentando la prima dichiarazione formale delle leggi sul “vizio e la virtù”.
Il nuovo codice di condotta impone restrizioni senza precedenti, incidendo pesantemente sulla vita quotidiana delle donne. Norme che regolano il comportamento, l’abbigliamento e i movimenti femminili le hanno ridotte a una condizione di totale subordinazione e invisibilità.
Tra i divieti più severi, spicca quello che impedisce alle donne di far sentire la propria voce in pubblico, sia cantando, recitando o anche solo leggendo ad alta voce. Inoltre, sono obbligate a coprire completamente il corpo, incluso il viso, con abiti non trasparenti o attillati. Non possono guardare uomini con cui non sono imparentate né viaggiare senza un tutore maschio.
Le restrizioni riguardano anche gli uomini, a cui è proibito radersi la barba o accorciarla oltre una certa lunghezza, e che devono rispettare severe regole sull’abbigliamento. La musica, l’omosessualità, l’adulterio e le scommesse sono vietati.
Da quando i talebani sono tornati al potere, l’Afghanistan è sprofondato in un regime di oppressione. Le sanzioni economiche e le pressioni diplomatiche non sono sufficienti; è necessario un impegno continuo per i diritti delle donne.
La comunità internazionale deve sostenere le donne afghane attraverso l’educazione, la protezione dei diritti umani e il rafforzamento delle organizzazioni locali che operano sul campo. Solo così sarà possibile costruire una società in cui le donne possano vivere in libertà e dignità.


