Addio a Totò Schillaci, il bomber palermitano che fece sognare l’Italia

È morto ieri all’età di cinquantanove anni Salvatore Schillaci, detto “Totò”, l’attaccante con la maglia della Nazionale che fu protagonista ai campionati mondiali del 1990 organizzati in Italia. 


Notti magiche, inseguendo un goal, sotto il cielo di un’estate italiana. E negli occhi tuoi, voglia di vincere: un’estate, un’avventura in più”. 

Erano queste le parole del ritornello di “Un’estate italiana”, la canzone che faceva da colonna sonora dei campionati mondiali di calcio organizzati in Italia, nel 1990. Cantata da Edoardo Bennato e da Gianna Nannini, la canzone accompagnò la nostra Nazionale, che sfiorò il trionfo, svanito solamente ai calci di rigore, in semifinale, contro l’Argentina di Diego Armando Maradona. Il protagonista assoluto di quel cammino azzurro fu Salvatore Schillaci, attaccante palermitano, scomparso prematuramente mercoledì 18 settembre 2024 a causa di un tumore al colon.

L’Ascesa di Totò Schillaci a Italia ’90

Schillaci partiva come riserva, ma dopo aver deciso la prima partita contro l’Austria – segnando pochi minuti dopo il suo ingresso in campo – seppe far cambiare idea ad Azeglio Vicini, commissario tecnico della Nazionale italiana. Le reti segnate contro la Cecoslovacchia nella terza partita del girone, contro l’Uruguay agli ottavi di finale e contro l’Irlanda ai quarti di finale, fecero di Schillaci il trascinatore della selezione azzurra.

Diventato ormai “Totò” per l’Italia intera, Schillaci firmò il tabellino anche nella sfortunata semifinale contro l’Argentina, per poi chiudere in bellezza il torneo nella finalina per il terzo posto contro l’Inghilterra. L’Italia chiuse il mondiale di casa al terzo posto e Totò Schillaci, con sei reti, si laureò capocannoniere del torneo, così come Paolo Rossi ai mondiali di Spagna nel 1982. A fine anno, in quel magico 1990, Schillaci sfiorò anche il Pallone d’oro, piazzandosi secondo dietro al tedesco Lothar Matthaus. 

La Carriera di un Campione

Occorre ricordare che nella stagione che precedeva il mondiale (1989/90), Schillaci aveva segnato quindici reti in campionato con la maglia della Juventus, finendo dietro in classifica marcatori solamente a Van Basten, Maradona e Baggio; in quella stagione Schillaci vinse inoltre la Coppa Uefa e la Coppa Italia. Complessivamente, nel corso della sua carriera, Schillaci ha collezionato 120 partite e 37 reti in Serie A e 105 partite e 39 reti in Serie B (torneo di cui fu capocannoniere nella stagione 1988/89, con la maglia del Messina). Concluse la sua carriera con la maglia del Jubilo Iwata, diventando il primo calciatore italiano a giocare nel campionato giapponese, dove disputò 78 partite e segnò 56 reti. 

Salvatore “Totò” Schillaci, l’eroe delle “notti magiche” di Italia ’90, aveva tenuto tutti col fiato sospeso da quando, lo scorso 7 settembre, era stato ricoverato all’ospedale Civico di Palermo. Il tumore al colon, per cui aveva già subito due operazioni, stavolta gli è stato fatale. Ieri mattina, pochi minuti dopo il comunicato col quale la direzione sanitaria dava la notizia del decesso, cominciava una serie infinita di messaggi di affetto e vicinanza nei confronti dei familiari di Schillaci: la compagna Barbara e i tre figli Jessica, Mattia e Nicole. 

L’ultimo saluto della città

Unanime il cordoglio da parte delle istituzioni siciliane al cospetto della morte prematura del campione palermitano. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ricordato così la stella di Italia ’90: “Totò ha amato profondamente la sua città, Palermo, operando nel sociale in favore dei giovani. Nell’onorare il ricordo di questo grande uomo di sport, rivolgo ai suoi familiari il messaggio di vicinanza e cordoglio mio personale e a nome di tutti i siciliani”. 

Per il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla «con la prematura scomparsa di Totò Schillaci, la città piange la perdita del calciatore palermitano più rappresentativo della storia a livello mondiale. Una popolarità che, però, non ha mai cambiato Schillaci, il quale ha sempre mantenuto un animo gentile, umile e disponibile» L’arcivescovo di Palermo, Monsignor Corrado Lorefice, sottolinea che «non va dimenticato l’impegno per cercare di dare una possibilità ai giovani che cercavano riscatto o, più semplicemente, di coltivare un sogno».

Già ieri pomeriggio, all’interno dello stadio “Renzo Barbera” di Palermo, è stata allestita la camera ardente, al fine di poter rendere omaggio al campione palermitano diventato, grazie alle sue reti ai mondiali del 1990, una vera e propria icona nazionale. Il lungo saluto da parte di tantissimi tifosi, amici ed ex compagni proseguirà oggi, mentre i funerali saranno celebrati presso la Cattedrale di Palermo. In memoria di Schillaci, la Figc ha comunicato che verrà osservato un minuto di raccoglimento prima delle partite di tutti i campionati in programma nel prossimo fine settimana. È il giusto riconoscimento che il mondo del calcio italiano vuole tributare a uno dei più grandi protagonisti della sua storia. 

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