Diritto di voto e democrazia: non c’è ancora domani

Diritto di voto e democrazia: non c’è ancora domani

A pochi giorni dal voto, vediamo come i dati sull’affluenza alle urne continuino a calare in tutta Europa. Metà della popolazione europea ha lasciato in mano al prossimo il proprio futuro. Andando avanti su questa china, il rischio è che per la democrazia non esista un domani.


Chissà come si sarà sentita Paola Cortellesi all’indomani di questa tornata elettorale. No, non era tra i candidati, benché non sarebbe stata tra i meno eleggibili ma, molto più di qualunque candidato, lei ci aveva messo la faccia. 

L’attrice e regista ha girato un film che ha sbancato i botteghini e superato i confini della Penisola con il solo scopo di ricordarci quanto il diritto di voto sia un privilegio. Un diritto ottenuto da lotte, lacrime e sangue, che ci permette di scegliere il nostro futuro con l’unico costo di doverlo applicare. Chissà quanta amarezza avrà provato nel capire che il suo lavoro, quel successo che milioni di persone le hanno riconosciuto, non è valso lo sforzo, perché quelle persone, in fondo, non avevano capito niente. 

Potremmo di certo scrivere delle nostre preoccupazioni per lo spostamento all’estrema destra di una comunità, quella europea, che è nata con il solo scopo di tenersene lontana, da quel radicalismo. Ma prima di preoccuparci del futuro, ci sembra adeguato interrogarci sul presente. 

Perché è oggi il momento in cui la metà della popolazione europea avente diritto nega la necessità di quest’ultimo. Chiunque abbia pensato che votare non avrebbe cambiato nulla, ha lasciato a qualcun altro il proprio diritto di scrivere il futuro, senza rendersene conto. 

L’Unione Europea, nata a garanzia della democrazia e della pace, fa un passo nella direzione opposta: con i suoi confini minacciati dalla guerra e i suoi cittadini ammaliati dalla retorica populista che promette di portare “meno Europa” in Europa. 

Diritto di voto e democrazia

A meno di tre generazioni di distanza dalla fine delle dittature nel nostro continente, la metà di noi si è dimenticata il valore della democrazia e il suo legame indissolubile con la nostra libertà di essere chi siamo. 

Con la memoria più breve di un floppy disk, ripetiamo che la nostra idea non può fare la differenza, dimenticando che il futuro si costruisce sulle idee di molti, e molte idee possono esistere solo se dietro ci sono singole menti che esprimono la propria opinione. 

Non è una coincidenza che in concomitanza a un astensionismo crescente si sia registrata una significativa svolta a destra degli ideali, sono sintomi di una stessa malattia: la mancanza di fiducia nella democrazia. 

Eppure, per quanta rabbia il presente possa farci, con le sue guerre, le crisi economiche, la disoccupazione e i politici da cabaret, è necessario tenere in mente una sacrosanta verità attribuita a Winston Churchill: 

«È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora». Abbandonarla non è un’opzione e il suo futuro, insieme a quello di ognuno di noi, è nelle nostre mani. Se continuiamo ad astenerci, a lasciare che qualcun altro decida per noi, allora per la democrazia non «c’è ancora domani».

vignetta Giuseppe castiglione, diritto di voto
vignetta di Giuseppe Castiglione

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