Moschea di Palermo, un esempio di inclusione e accoglienza

Moschea di Palermo

Mentre i fedeli musulmani affrontano il ramadan, la Moschea di Palermo si conferma un punto di ritrovo e accoglienza aperto a tutti, un luogo in cui la diversità è ricchezza a prescindere dall’etnia e dalla religione.


Palermo è la culla siciliana del multiculturalismo: ogni borgata della città è un richiamo ad un passato colorato e arricchito da culture diverse. Ma non è solo il percorso arabo-normanno patrimonio dell’UNESCO a renderla così inclusiva: persone, associazioni ed istituzioni si impegnano ogni giorno per rendere possibile una convivenza pacifica tra etnie e religioni diverse. 

In città sono presenti numerose moschee per accogliere le ricchezze culturali dei suoi abitanti: una in particolare, situata nel quartiere del Capo, è oggi un esempio di tolleranza e integrazione tra popoli. 

La Moschea, da chiesa a bene culturale 

La Moschea principale e più grande di Palermo si trova in Vicolo Gran Cancelliere, ed è stata ricavata dalla chiesa sconsacrata di San Paolino dei giardinieri, abbandonata negli anni ‘40. In origine era sede della confraternita degli ortolani, corporazione di mestiere attiva durante la chiesa rinascimentale di Alessandro VI. La sede originaria degli ortolani liguri era inizialmente la Chiesa di San Giorgio, finché nel 1587 decidero di costruire la confraternita sotto la protezione di San Paolino di Nola.

Moschea di Palermo

Durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, l’edificio è stato privato del tetto, motivo per cui la curia, negli anni ‘80, decise di darla in mano al Comune di Palermo. Su iniziativa del cardinale Salvatore Pappalardo, cominciò la trasformazione da rudere a moschea. 

I lavori di ristrutturazione, diretti dall’architetto Salvo Lo Nardo, sono stati conclusi nel 1990 con un costo totale di circa 250 mila euro. Dopo la ricostruzione, è stata ceduta in appalto all’associazione tunisina. Il 26 maggio 2023 la Regione Sicilia ha dichiarato ufficialmente il sito di interesse culturale. 

La nuova vita della Moschea di Palermo

Dal 2022, sotto la guida dell’Imam Badri El Madani, la Moschea sunnita tunisina di Palermo è diventata un luogo di culto, aperto alla condivisione e riveste un importante ruolo sociale nella comunità. 

Moschea di Palermo

L’Imam tunisino, al suo arrivo, ha infatti apportato alcune piccole rivoluzioni fondamentali nel processo di integrazione della comunità musulmana palermitana, che fino a qualche anno fa sembrava essere un gruppo culturalmente troppo lontano e inavvicinabile: l’introduzione delle 5 preghiere giornaliere (salat), un punto di ascolto e consigli per problemi familiari, e diversi incontri di insegnamento dei valori di tolleranza, condivisione e basi della religione musulmana (come la memorizzazione del corano), rigorosamente aperti a tutti. 

Inoltre durante il ramadan la Moschea di Palermo resta aperta per tutta la sera, e dopo aver pregato tutti insieme durante la giornata si cena nella sala principale condividendo piatti tipici e ricchi. Un momento importante che abbraccia una collettività unita e solida. 

«Si pensa che la moschea tunisina sia solo per musulmani e tunisini, invece è frequentata da tutte le nazionalità – bengalesi, senegalesi, marocchini, palermitani, eccetera – ed è aperta al dialogo con le altre religioni» ribadisce l’Imam. Sono tanti, infatti, gli incontri con le scuole, associazioni culturali o enti religiosi, mirati all’integrazione e alla conoscenza della cultura musulmana, così come gli interventi del capo della comunità islamica locale.

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