Eurostat, i dati sulla disoccupazione in Europa

Il 2 dicembre, Eurostat ha rilasciato i nuovi dati sull’andamento del tasso di disoccupazione in Europa.


Eurostat ha rilasciato i nuovi dati sull’andamento della disoccupazione a livello continentale nel mese di ottobre e ciò riguarda sia il dato della zona Euro sia quello dell’Unione Europea (UE) nel suo complesso. Entrambi possono essere considerati buoni, sebbene sembrerebbe che la forte discesa dei mesi precedenti stia in parte rallentando. Il dato della disoccupazione per l’area dell’euro è del 7,3%, in calo rispetto al 7,4% del mese di settembre. Quello relativo all’UE, invece, per il mese di ottobre è rimasto invariato al 6,7%, rispetto al mese precedente.

Oltre al dato complessivo, è stata pubblicata un’interessante analisi sia sull’andamento del dato della disoccupazione degli under 25, sia a livello di genere. Per quel che concerne i giovani, il dato sulla disoccupazione si attesta sul 15,9% ed è identico sia per la zona Euro sia per l’Unione nel suo complesso. In entrambi i casi, è presente un lieve calo rispetto al mese precedente che vedeva un dato del 16% per l’eurozona e del 16,1% per l’UE. Analizzando il dato della disoccupazione per genere, invece, è evidente come anche in questo caso si confermi un lieve calo. 

Cominciamo riportando quello dell’Unione nel suo complesso: nel caso delle donne, il tasso è al 7% nel mese di ottobre, in lieve calo rispetto al 7,1% del mese precedente; nel caso degli uomini, il tasso è pari al 6,4% in calo rispetto al 6,5% del mese di settembre. Per quel che concerne l’area dell’Euro, il dato di ottobre delle donne si attesta al 7,7%, in calo di 0,1% del mese precedente; quello degli uomini è rimasto, invece, stazionario rispetto al mese precedente al 7%. 

I dati dell’Eurostat presentano, inoltre, una differenziazione su base nazionale relativamente all’andamento del tasso di disoccupazione e, analizzando la voce Paese per Paese, è possibile osservare come l’Italia sia l’unico Stato a presentare un tasso di disoccupazione in crescita rispetto al mese precedente e persino rispetto al dato di luglio scorso. Andando a scavare sul dato – singolare visto il forte traino della ripresa economica sull’occupazione – è un apparente controsenso: cioè, un’economia in forte espansione e una crescita contemporanea della disoccupazione. È possibile, però, trovare un chiarimento in merito a ciò sul sito del nostro Istituto di Statistica (Istat). 

Infatti, i dati provvisori presentati dall’Istat, sui quali si basa il lavoro dell’Eurostat, mostrano come nel nostro Paese è in miglioramento il dato sull’occupazione, ma in peggioramento quello sulla disoccupazione. Per quel che concerne l’occupazione, essa risulta essere in crescita dello 0,2% (circa 35.000 nuovi occupati, quasi del tutto rappresentati da uomini nel settore del lavoro dipendente, nelle fasce di età 15-24 anni e over 50). 

L’incremento del tasso di disoccupazione, dunque, non dipende da una diminuzione del numero degli occupati, ma dalla netta crescita del numero delle persone in cerca di occupazione esplosa del 2,2% (circa 51.000 persone) ed equamente distribuiti per sesso e fasce d’età. Il dato delle persone in cerca di occupazione è coerente col quadro complessivo di crescita economica. In una situazione nella quale si tende a vedere accresciuta la fiducia di trovare un lavoro, le persone sono tornate a mettersi in gioco.

Buone notizie provengono invece dal dato degli under 25, nonostante sia in apparente controtendenza rispetto al quadro europeo, relativamente al tasso di disoccupazione complessivo. In questa fascia d’età, il nostro Paese segna un calo dell’1,4%, nonostante la crescita delle persone in cerca di occupazione. Il dato è particolarmente buono perché presenta un calo rispetto all’anno precedente pari al 2,7%.

In conclusione, il dato europeo sulla disoccupazione mostra un quadro stazionario, sebbene in lieve diminuzione, rispetto al mese precedente, ma in netto miglioramento rispetto all’anno scorso. In realtà, l’immobilità della situazione è una buona notizia, visto che l’epidemia da Covid-19 è tornata critica proprio a partire dal mese di ottobre, in particolare nel nord Europa e, in misura minore, anche nel nostro Paese. 

La forte diffusione del contagio a partire da fine ottobre, pur non avendo ancora fatto scattare misure draconiane in casa, ha avuto un forte impatto all’estero, dove alcuni Paesi sono andati in lockdown o hanno predisposto misure stringenti per limitare la circolazione del virus. Non è da escludere, quindi, un peggioramento del dato economico a livello continentale, e a cascata sul nostro Paese, che potrebbe essere riscontrato nei dati di novembre, dicembre e forse anche in quelli dei mesi successivi. Nonostante ciò, l’impatto dovrebbe comunque essere molto più limitato rispetto ai momenti peggiori che abbiamo dovuto affrontare nel recente passato.


Francesco Paolo Marco Leti

Tesoriere di Eco Internazionale. Classe 1984, manager culturale, esperto in economia internazionale, storia dell’economia e storia del pensiero economico.

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