W.E.B. Du Bois: vita e opere del padre del panafricanismo

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W.E.B. Du Bois, il più importante leader nero nella prima metà del XX secolo, rimane oggi uno degli intellettuali più influenti del nostro tempo.


Basta cercare informazioni biografiche su William Edward Burghardt Du Bois (d’ora in poi Du Bois) che saltano subito all’occhio numerosissimi titoli, professioni, meriti dell’attivista nero che ha cambiato la storia degli afroamericani a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Poeta, scrittore, sociologo, storico, saggista, e ancora attivista, editore, insegnante; nessuna esagerazione, perché Du Bois è stato tutto ciò, e rimane ancora oggi uno degli intellettuali più importanti della storia contemporanea con la sua opera visionaria e rivoluzionaria. 

La sua immensa opera è così vasta da attraversare lunghissimi periodi della storia della letteratura e dell’attivismo degli afroamericani negli Stati Uniti. Dalla ricostruzione dopo la Guerra di secessione americana, ai primi congressi panafricani fino ad arrivare al Secondo dopoguerra, Du Bois è stata una figura influente e con cui era necessario rapportarsi per comprendere le delicate tensioni che caratterizzavano il lungo e faticoso processo della lotta per i diritti civili degli afroamericani.

Le prime opere di W.E.B. Du Bois

Du Bois nacque il 23 febbraio del 1868 a Great Barrington, in Massachusetts. Si laureò alla Fisk University (un’università per neri) di Nashville, in Tennessee, e riuscì a entrare ad Harvard dove conseguì il suo master, per continuare poi con un dottorato a Berlino, dal 1892 al 1894. La sua ricerca, La soppressione della tratta degli schiavi africani negli Stati Uniti d’America, 1638-1870, diventò subito uno dei libri più letti nell’ambito della storia della schiavitù. 

Dopo aver ottenuto una cattedra al College of Pennsylvania nel 1896, condusse una riflessione sulla Settima circoscrizione della città di Philadelphia (un quartiere ad alta incidenza di comunità nere), distribuita nel 1899 come The Philadelphia Negro

In un tempo in cui la sociologia stava compiendo i suoi primi passi, la sua ricerca fu considerata uno dei più puntuali studi di caso fattuale utilizzato per scopi sociologici, e fu realizzato attraverso centinaia di interviste condotte porta a porta da Du Bois. Mappando la Settima circoscrizione e riportando attentamente le strutture familiari e lavorative, Du Bois concluse che le sfide più importanti per la comunità nera erano l’indigenza e il bisogno di ricevere un’istruzione adeguata. 

Le anime del popolo nero 

Grazie alle sue capacità di ricerca, Du Bois fu assunto dall’U. S. Bureau of Labor Statistics, che gli commissionò diversi studi sulle comunità nere di Alabama, Virginia e Georgia. 

Du Bois credeva che le scienze sociali potessero fornire la conoscenza per risolvere il problema razziale. Tuttavia, egli si convinse gradualmente che in un contesto di virulento e strutturale razzismo, concretizzato in mali quali il linciaggio, il peonaggio, il disfrancamento, le leggi di segregazione Jim Crow e le rivolte razziali, il cambiamento sociale poteva essere realizzato principalmente attraverso l’agitazione e la protesta.

È sulla base di questa convinzione, espressa poi in The Soul of Black Folk, che si cristallizzò l’opposizione con un altro grande influente nella comunità nera di quel periodo, Booker T. Washington. Quest’ultimo esortava i neri ad accettare la discriminazione e cercare di elevarsi attraverso il duro lavoro e il guadagno economico; Du Bois credeva fortemente che questa via avrebbe portato soltanto a perpetuare le profonde discriminazioni contro i neri.

Questa opposizione spaccò in due gli intellettuali afroamericani: i conservatori sostenevano la visione di Booker T. Washington e i “radicali” erano con Du Bois. 

In The Soul of Black Folks Du Bois esprime il concetto della “doppia coscienza” dei neri. Vale la pena riportare qui una citazione dall’opera, chiara espressione della difficile sovrapposizione di più identità, “anime”, all’interno della comunità afroamericana:

«Uno sente sempre la sua duplicità – un americano, un negro; due anime, due pensieri, due lotte non riconciliate; due ideali in guerra in un solo corpo scuro, la cui forza ostinata da sola non lo fa andare in pezzi. Egli vuole semplicemente rendere possibile ad un uomo di essere sia un negro che un americano, senza essere maledetto e sputato dai suoi compagni, senza avere le porte dell’Opportunità chiuse bruscamente in faccia».

Il Niagara Movement e il NAACP

Nel 1905 venne fondato il Niagara Movement, un’organizzazione di intellettuali neri guidati da Du Bois che supportava con forza il riconoscimeno dei diritti civili e politici per gli afroamericani. Una delle priorità del movimento fu la continua opposizione alla menzionata visione di Booker T. Washington sul riscatto dei neri. 

Il Niagara Movement fu il precursore alla National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) e del movimento dei diritti civili. La NAACP, fondata nel 1909, rimane oggi la più antica organizzazione in supporto ai diritti civili degli afroamericani, e le lotte e conquiste ottenute nella storia sono innumerevoli. I membri erano sia bianchi che neri, e comprendevano, lavoratori, attivisti, intellettuali, giornalisti. The Crisis, il magazine della NAACP fondato da Du Bois nel 1910, è pubblicato ancora oggi. 

Tra “nazionalismo” e panafricanismo

Nel corso degli anni, Du Bois espresse fortemente la sua posizione a favore di un nazionalismo nero, che si tradusse in diverse forme. Quella più nota è sicuramente il suo ruolo da leader nella prima Conferenza panafricana del 1900, e l’organizzazione di altre quattro conferenze sul panafricanismo dal 1919 al 1927. 

Du Bois articolò anche un nazionalismo “culturale”. Incoraggiò lo sviluppo della letteratura e dell’arte nera, esortando i suoi lettori a vedere la “bellezza nel nero”. La sua convinzione è che i neri dovevano sviluppare una economia separata di produttori e consumatori, come strumento per contrastare la povertà nera. 

L’influenza del marxismo e gli ultimi anni

Du Bois fu un simpatizzante della scuola di pensiero marxista per tutta la sua vita. Uno dei suoi lavori più celebri, pubblicato nel 1935, fu Black Reconstruction: An Essay Toward a History of the Part Black Folk Played in the Attempt to Reconstruct Democracy in America, 1860–1880: esso fu un’interpretazione di stampo marxista della ricostruzione post Guerra di secessione, un periodo che secondo Du Bois promise una democrazia governata dai lavoratori per sostituire l’economia delle piantagioni basata sulla schiavitù. 

Du Bois continuò la sua attività di ricerca durante gli anni ’40, ’50 e ’60. Nel 1951, per la sua vicinanza all’ideologia comunista, fu incriminato come “agente non registrato per una potenza straniera”. Sebbene un giudice federale avesse ordinato la sua assoluzione, Du Bois era diventato completamente disilluso dagli Stati Uniti, che lasciò nel 1961. Si trasferì in Ghana, dove iniziò a lavorare al suo ultimo, e incompiuto, progetto, l’Enciclopedia Africana.

Il 27 agosto 1963 Du Bois morì a 95 anni, e due giorni dopo fu sepolto in un funerale di Stato fuori dal Castello Osu, un tempo recinto per i carichi di schiavi diretti in America.


Immagine in copertina di United States Library of Congress’s Prints and Photographs division

Davide Renda

Caporedattore e Responsabile di "Orizzonti". Appassionato di storia, studi post-coloniali e del socialismo umanista.

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