San Valentino in Sicilia nelle parole di Pitrè

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«San Valentinu, lu zitu è vicinu» riportava Pitrè nei suoi studi dedicati alle tradizioni popolari. Nella Sicilia di un tempo il giorno di San Valentino aveva una fortissima valenza simbolica. 


Il 14 febbraio è una data indimenticabile: cade la ricorrenza del cosiddetto “giorno più romantico dell’anno”, San Valentino. La «festa degli innamorati», come ogni festività, serve a ricordarci qualcosa; c’è chi si ricorda di dover fare un regalo in fretta e furia e chi invece, attorniato da coppie innamorate, si ricorda di essere single anche quel giorno (per questo c’è pure San Faustino, il 15 febbraio, la «festa dei single»).

San Valentino è sicuramente la festività più discussa tra tutte: i commenti a riguardo sono sempre all’opposto tra loro. La descrizione che va per la maggiore è quella di una ricorrenza meramente consumistica – c’è davvero una festa che non lo sia? – e in cui non c’entri propriamente il senso dell’amore.

san valentino palermo

L’interpretazione più originaria ci suggerisce un aspetto ben più edonistico del senso cristiano e romantico di questo giorno; eppure, sotto sotto, chi quel giorno non riceve una rosa, un orsacchiotto, una scatola di cioccolatini o qualcosa di più originale, ci rimane male.

In un mondo segnato da pandemia e regole che vietano di conseguenza qualsiasi tipologia di contatto fisico, c’è chi spera di trovare la famosa, ma irriconoscibile, anima gemella.

Giuseppe Pitrè, etnologo palermitano, nella sua celebre raccolta Feste e tradizioni popolari, racconta di una vecchia usanza siciliana, tipica della città di Modica, che serviva alle donne zitelle del posto, a riconoscere il loro futuro amante eterno.

Come qualsiasi ritualità ci sono delle fasi ben precise da rispettare, che il Pitrè ci fornisce come delle istruzioni per l’uso: «Ogni zitella che desidera conoscere se si mariterà, e quale sarà press’a poco la figura e l’età del futuro compagno, si affaccia alla finestra o sulla porta una mezz’ora prima che spunti il sole. Se in quella mezz’ora non passerà nessuno, addio matrimonio! Se invece un uomo passerà, le nozze son certe; e dall’età e dalle fattezze del passeggero, presagiscono l’età e i pregi personali del futuro marito». Da qui il detto: “San Valentinu, lu zitu è vicinu” .

Quindi per chi fosse zitella, zitello o zitell* e volesse trovare moglie o marito, questi sono i consigli delle nostre nonne e bisnonne. Bisogna affacciarsi alla finestra di casa propria, ma soltanto trenta minuti prima dell’alba della giornata di San Valentino

Se non passerà nessuno da lì, significa che bisognerà ancora attendere per un fidanzamento. Un ottimo consiglio anche in periodo di Covid-19, rispettando quindi ogni precauzione anti-contagio. Un metodo molto alternativo ai social network e alle varie chat d’incontri.


Gaia Garofalo

Scrivere, leggere, passeggiare ed ascoltare musica sono i miei passatempi principali. Credo nelle storie che continuano a resistere: solo queste ci salvano dal resto.

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