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Commissione europea, emessa la prima obbligazione sociale SURE

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Tra il 21 e il 27 ottobre scorsi è stata emessa e quotata la prima obbligazione sociale rientrante nell’ambito dello strumento SURE.


Lo scorso 21 ottobre, la Commissione europea ha emesso la prima obbligazione sociale da 17 miliardi di euro rientrante nell’ambito dello strumento “Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency” (SURE). Si tratta, nello specifico, di un’operazione mai verificatasi nella storia del processo di integrazione, che mette in risalto l’intento delle Istituzioni comunitarie di dare maggior peso alla tutela della dimensione sociale della cittadinanza europea, troppo spesso sacrificata in favore della compagine economica. 

Il meccanismo SURE, proposto dalla Commissione stessa lo scorso aprile e dalla portata di 100 miliardi di euro, è stato predisposto con l’obiettivo di attenuare i rischi di disoccupazione in fase di emergenza, fornendo un’assistenza finanziaria agli Stati membri dell’Unione Europea (UE) colpiti dalla pandemia nella protezione dei posti di lavoro. L’operazione del 21 ottobre scorso ha condotto all’emissione di due obbligazioni – rispettivamente di 10 e 7 miliardi, con scadenza decennale la prima e ventennale la seconda – a condizioni notevolmente favorevoli, suscitando l’enorme interesse degli investitori, la cui sottoscrizione ha superato di 13 volte l’offerta disponibile.


Nello specifico, i prezzi delle obbligazioni cui si fa riferimento sono stati fissati rispettivamente a 3 e 14 punti base al di sopra del tasso mid-swap, intendendo con tale espressione la media aritmetica della domanda e dell’offerta dei tassi di interesse offerti per ogni specifica scadenza dalle banche per scambiarsi denaro tra loro sul mercato interbancario. Per garantire l’efficacia dell’operazione, la Commissione europea ha manifestato, lo scorso 9 ottobre, la propria volontà di reperire ingenti risorse sui mercati, tramite l’invio di una richiesta di offerta a 20 istituti di credito: tra questi, quelli che hanno permesso l’esecuzione della transazione sono state Barclays (IRL), Deutsche Bank, BNP Paribas, Nomura e UniCredit.

I primi fondi erogati sono stati distribuiti in favore di tre dei 17 Stati membri che beneficeranno del sostegno finanziario previsto nell’ambito del programma SURE: nello specifico, si tratta dell’Italia, della Spagna e della Polonia, per un ammontare pari rispettivamente a 10 miliardi, 6 miliardi e 1 miliardo. Il sostegno che ne deriva, costituito da fondi concessi ai Paesi UE tramite prestiti a condizioni favorevoli, consentirà agli Stati membri di affrontare gli effetti economici negativi della crisi sanitaria, come i costi conseguenti al finanziamento dei regimi nazionali di riduzione dell’orario lavorativo o l’aumento della spesa pubblica nell’ottica di preservare l’occupazione. Secondo le stime della Commissione europea e con riferimento ai casi di specie, «completate tutte le erogazioni SURE, l’Italia riceverà un totale di 27,4 miliardi di €, la Spagna 21,3 miliardi di € e la Polonia 11,2 miliardi di €».

La strategia descritta si inserisce all’interno del quadro per le obbligazioni sociali, adottato dalla stessa Istituzione comunitaria al fine di garantire alla comunità degli investitori che le risorse raccolte attraverso il meccanismo SURE avranno quale scopo il perseguimento e la realizzazione di obiettivi sociali. In tal senso, spetterà agli Stati membri fornire un’appropriata rendicontazione sull’impiego dei prestiti e le adeguate relazioni alla Commissione europea, la quale ne potrà usufruire per rassicurare gli investitori circa l’impatto dei programmi finanziati in settori determinati, come quello ambientale o della governance societaria. 

Lo scorso 27 ottobre, inoltre, è stata registrata, presso la Luxembourg Stock Exchange (LuxSE), la quotazione della prima obbligazione sociale emessa nell’ambito del programma SURE. La relativa sottoscrizione ha ricevuto richieste superiori a 233 miliardi di euro; un dato, questo, che dimostra la fiducia e la sensibilità degli investitori nei confronti di un investimento di qualità «in linea con le priorità politiche strategiche dell’UE quali la sostenibilità, l’equità sociale e un’economia rispettosa dell’ambiente», come dichiarato dal Commissario europeo per il Bilancio e l’amministrazione, Johannes Hahn. L’emissione di obbligazioni sociali SURE, in aggiunta, è stata inserita nel listino della Luxembourg Green Exchange (LGX), ossia la Borsa verde di Lussemburgo, e contribuirà al raggiungimento di alcuni degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, quali il n. 3 (salute e benessere) e il n. 8 (lavoro dignitoso e crescita economica). 

Quanto delineato rappresenta «un passo senza precedenti, all’altezza del periodo eccezionale in cui ci troviamo», come affermato dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. La strategia volta a preservare l’occupazione e a ridurre l’impatto sociale del fenomeno epidemiologico del Coronavirus (SARS-Cov-2 o COVID-19) costituisce una tappa essenziale nella protezione e nel rilancio di quella dimensione sociale oscurata, in passato, dall’adozione di logiche economico-monetarie molto stringenti. Si tratta di un passo fondamentale che potrebbe fornire all’Unione Europea un ruolo di protagonista nei mercati mondiali dei capitali di debito: sarebbe auspicabile che determinate politiche, adottate in misura temporanea per fronteggiare i periodi di crisi, divengano strumenti permanenti nel quadro normativo comunitario.


 
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Vincenzo Mignano

Nutro profondo interesse per le tematiche giuridico-economiche dell’UE. Il mio impegno: "Informarmi per conoscere; conoscere per informare; informare per resistere”.

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