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Notizie dal DEF

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Il Parlamento ha approvato la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza per il 2020 che definisce quali sono le strategie economiche per l’Italia.


Negli scorsi giorni sia la Camera che il Senato hanno approvato la Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Nadef): il Senato ha espresso il suo sì con 164 voti favorevoli, 121 contrari e 3 astensioni, mentre la maggioranza alla Camera ha potuto contare su 325 consensi. 

Prima di esaminare la Nadef 2020 e gli elementi di novità apportati (vi è un importante aggiornamento circa le strategie economiche da attuare), appare opportuno fare un passo indietro spiegando cos’è il DEF e perché è così importante.

Il Documento di Economia e Finanza (DEF) è un fondamentale strumento di programmazione economica nel quale il Governo inserisce le politiche che intende attuare in base alla previsione di crescita. Il documento deve essere presentato entro il 10 Aprile di ogni anno alle Camere, dopo aver sentito la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. 

Il DEF consta di tre sezioni: 

  • programma di Stabilità, che contiene tutti gli elementi e le informazioni richiesti dai regolamenti dell’Unione Europea e dal Codice di Condotta sull’attuazione del Patto di Stabilità e crescita, con specifico riferimento agli obiettivi da conseguire per accelerare la riduzione del debito pubblico;
  • analisi e tendenze della finanza pubblica, cioè la sezione in cui si illustrano i nuovi trend in tema di finanza pubblica;
  • programma nazionale di riforma, in cui si dà l’indicazione dello stato di avanzamento delle riforme richieste per rispettare i parametri finanziari europei e quanto previsto nell’ambito del semestre europeo, con particolare riferimento alla crescita della competitività.

Al documento viene affiancata, ogni anno, la Nota di Aggiornamento al DEF che deve essere presentata alle Camere entro il 27 settembre, come stabilito dall’art. 7 della Legge n. 196 del 2009. Tale documento  rappresenta lo strumento attraverso il quale il Governo aggiorna le previsioni economiche e di finanza pubblica in relazione ai nuovi quadri macroeconomici presenti. La Nota contiene dunque l’aggiornamento degli obiettivi programmatici, le osservazioni e le eventuali modifiche del DEF, in relazione anche alle raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea, anticipando i contenuti della successiva manovra di bilancio. A stabilire il contenuto della Nadef è l’art. 10 bis della Legge n. 196 del 2009. 

Insieme alla Nadef devono essere presentati anche i documenti che seguono:

  • nota illustrativa sulle leggi pluriennali di spesa di carattere non permanente, con indicazione di quelle che rivestono carattere di contributi pluriennali;
  • rapporto programmatico con gli interventi volti a ridurre, eliminare o riformare le spese fiscali;
  • eventuali disegni di legge collegati.

Alla luce di quanto detto, si comprende l’importanza della Nadef 2020 in quanto strumento approvato in un periodo storico di grave crisi socio-economica. Attraverso tale documento si ridisegnano, per il successivo triennio, una serie di strategie per il rilancio della crescita e dell’occupazione, in un’ottica di costante trasformazione e, nello stesso tempo, rendendo credibile la sostenibilità del debito pubblico. La Nota mira a tracciare un percorso per proseguire il passaggio dalla “protezione” del nostro tessuto economico-sociale a quella del “rilancio” delle economie, tenendo altresì conto della risposta positiva e reattiva delle Istituzioni europee.

Si delinea pertanto il perimetro di intervento della nuova Legge di Bilancio che avrà l’obiettivo di sostenere la ripresa economica italiana nel triennio 2021-2023, incorporando le risorse europee messe a disposizione nell’ambito del Recovery Fund. Viene poi fissato l’obiettivo del deficit al 7% del PIL rispetto ad un tendenziale 5,7%, con uno spazio di bilancio per una manovra espansiva di 1,3 punti percentuali di PIL, cioè oltre 22 miliardi. Per gli anni successivi si delinea un percorso di graduale rientro del debito, con l’obiettivo di riportarlo al di sotto del livello pre-Covid entro la fine del decennio. In sostanza, la manovra sarà di 40 miliardi, grazie a margini di deficit da circa 21-22 miliardi a cui si aggiungeranno le prime risorse del Recovery Fund per 17 miliardi.

Si consideri inoltre che, in coerenza con il deficit, l’avanzo primario dell’1,8% del 2019 diventa un deficit primario (7,3%). Si interrompe così una lunga serie di avanzi primari italiani: ad eccezione del 2009, si deve tornare al 1991 per trovare un deficit primario e addirittura al 1975 per trovarne uno dell’ampiezza di quello attuale.

Grazie allo stimolo di tali misure espansive, dopo un calo del PIL pari al 9% nel 2020, nel 2021 è attesa una crescita del PIL pari al 6%, che nel 2022 e nel 2023 si attesterà, rispettivamente, al 3,9% ed al 2,5     secondo il  comunicato di Palazzo Chigi

Sugli obiettivi di investimento da realizzare grazie alle risorse europee, il Ministro Gualtieri ha dichiarato che: «le risorse messe in campo dall’Unione Europea saranno utilizzate per conseguire gli obiettivi di innovazione e sostenibilità ambientale e sociale che caratterizzano il programma della nuova Commissione europea, pienamente coerenti con l’impostazione che si è dato il Governo sin dal suo insediamento». E ancora, nella premessa alla Nota, il Ministro ha affermato: «abbiamo di fronte a noi l’opportunità di rilanciare la crescita del nostro Paese in chiave di sostenibilità ambientale e sociale, nonché di sciogliere nodi strutturali, disparità sociali e territoriali che si trascinano da lungo tempo. Ciò richiede un cambio di passo e di mentalità da parte delle istituzioni e delle componenti dell’economia e della società italiana».

In tale ottica, la Legge di Bilancio andrà soprattutto a prevedere interventi a sostegno dei lavoratori dei settori più colpiti dalla pandemia, considerando altresì investimenti per l’innovazione. Accanto a tali obiettivi si prevede l’attuazione di una riforma fiscale per un sistema tributario più equo, più trasparente e con lo scopo ulteriore di ridurre  il carico fiscale sui redditi medio-bassi. Un fisco più semplice e sostenibile per i cittadini dunque: è questo l’obiettivo ambizioso di tale riforma, che il ministro dell’Economia e delle Finanze ripete già da settimane. Proprio nella Nadef 2020 si intravedono gli strumenti che il governo userà per raggiungerlo:

  • continuare a seguire la linea già intrapresa negli anni scorsi sul contrasto all’evasione;
  • ridurre il cuneo fiscale sul lavoro per i redditi medi e bassi (anche su questo punto, con la Legge di Bilancio si è fatto un primissimo passo avanti partendo dalle modifiche al cosiddetto bonus Renzi);
  • rivedere il sistema delle detrazioni e degli incentivi ambientali;
  • introdurre, a corredo della revisione della tassazione, un assegno universale per i figli.

Un ruolo cruciale verrà giocato dagli investimenti pubblici, che saranno sensibilmente aumentati al fine di riportarli ai livelli superiori sia alla media europea, sia a quelli precedenti la crisi del 2008. Del resto, l’unico strumento di politica economica anticiclica attuabile è proprio la spesa pubblica. «Tutti insieme siamo chiamati a una grande sfida di responsabilità nella selezione dei progetti, che devono essere valutati nella loro capacità di rilanciare in modo strutturale la crescita e l’occupazione di questo Paese, di ricucirne le fratture territoriali e sociali, di renderlo più innovativo, più forte e più giusto. Si tratta di un’occasione unica e irripetibile, non solo per superare le conseguenze della pandemia, ma anche per migliorare e rilanciare il nostro Paese e renderlo protagonista delle sfide del futuro», ha affermato il ministro Gualtieri a conclusione della premessa della Nadef.


 
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Rosa Guida

Laureata in giurisprudenza e attivista per i diritti umani. Appassionata di economia, storia e arte.

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