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Exarchia: tra anarchismo, resistenza e street art

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Scopriamo Exarchia, il quartiere anarchico di Atene simbolo della resistenza alla dittatura dei Colonnelli.


Ad Atene, città storica tra le più importanti al mondo e gigantesca metropoli che ospita quasi il 50% di tutta la popolazione della Grecia, esiste un quartiere che ha fatto dell’antifascismo, dell’anarchismo e della resistenza durante gli oscuri anni della dittatura fascista dei Colonnelli (1967-1974) il suo emblema: Exarchia (in greco Εξάρχεια). Il quartiere si trova a due passi dal centralissimo e turistico quartiere di “Monastiraki” e la famosa “Piazza Omonia”.

Exarchia deve il suo nome a un famoso uomo d’affari greco di nome Exarchon, il quale durante il diciannovesimo secolo vi aprì un enorme magazzino generale. 

Considerato uno dei quartieri più cool e alternativi di Atene, nonché una zona studentesca, colma di meravigliosa street art e graffiti, Exarchia è molto più di questo. Possiede, infatti, una profonda storia legata a una attività politica e intellettuale praticamente senza eguali all’interno della capitale greca. 

La zona è spesso definita come “una città all’interno della città”. Exarchia è da sempre meta di pellegrinaggio e rifugio per dissidenti politici, anarchici, antifascisti, artisti, writers e curiosi osservatori non solo greci, bensì di tutto il mondo. Con la costruzione del Politecnico di Atene, che attirò studenti da ogni angolo e ogni isola della Grecia, la zona divenne sempre più popolare, soprattutto tra gli universitari. Da quel momento iniziarono a fiorire centinaia di circoli politici, sociali e intellettuali all’interno di tutta l’area del quartiere. 

Proprio grazie agli studenti del Politecnico, il 14 novembre del 1973 iniziarono le enormi manifestazioni di protesta nei confronti del regime dei Colonnelli. Alle proteste di quei giorni seguirono dei veri e propri episodi di guerriglia urbana tra gli studenti di legge, barricati all’interno del Politecnico, e i carri armati militari greci. Tali episodi, caratterizzati dalla violenta condotta dell’esercito greco, contribuirono in maniera sostanziale e decisiva alla caduta della dittatura fascista in Grecia e all’instaurazione della democrazia.

Exarchia è a tutti gli effetti uno splendido esperimento sociale, con i suoi limiti e difetti. La vita sociale nella zona è basata principalmente sul principio della solidarietà, sulla democrazia diretta, sullo scambio e sull’autogestione. Numerosi squat diventano centri di accoglienza per rifugiati, migranti e persone senza fissa dimora o in situazioni di povertà estrema. A Exarchia è possibile imparare un’arte, uno strumento musicale o una lingua straniera in cambio di qualcosa che l’altro è disposto a insegnare. 

Fino a non molti anni fa Exarchia era una di quelle zone di Atene da “evitare assolutamente”. Veniva descritto come un quartiere malfamato, pericoloso e frequentato principalmente da tossicodipendenti e criminali. Niente di più falso, anche se ancora oggi molte persone sono spaventate solo all’idea di metterci piede (molti tassisti evitano di percorrere la zona di notte).

Negli anni, grazie anche alle nuove fonti di informazione, anche i più scettici iniziarono a ricredersi sulla fama di un’area di certo non perfetta, ma comunque esempio di una società che riesce a funzionare con una struttura fuori dagli schemi e dai dogmi imposti dall’organizzazione sociale più classica e borghese.

Oggigiorno Atene sta vivendo il suo periodo di gentrificazione, seguendo la scia di città come Barcellona e Bologna. Ciò ha comportato la grande espansione di AirBnb all’interno di molte zone della città, e conseguentemente un forte incremento del carovita. Exarchia non è di certo stata risparmiata da questo fenomeno. La zona è ormai considerata molto centrale, e i turisti affluiscono massivamente tra le sue strade praticamente ogni periodo dell’anno. 

Nonostante la grandissima presenza di bar e ristoranti di ogni tipo, il quartiere mantiene ancora la sua aura alternativa, indipendente e soprattutto antifascista. Exarchia è ancora un bel posto dove vivere ad Atene. Perdersi là tra le sue strette strade, ammirare gli splendidi e giganteschi murales che si ergono come opere d’arte su edifici abbandonati, respirare l’aria di uno dei quartieri più autentici di tutta la Grecia: tutto questo è Exarchia


Foto in copertina e in articolo di Mattia Marino

 

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Mattia Marino

Mattia Marino

Da sempre dalla parte dei più deboli, in difesa dei diritti umani, parte fondamentale ed integrante dei miei studi. Amo lo sport, il cinema indipendente e la musica.

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