Angela Gotelli, l’audace partigiana

Di Giuseppa Granà – Nata a San Quirico, frazione di Albareto in provincia di Parma, nel 1905 Angela Gotelli è nota principalmente per essere stata una delle madri costituenti.

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Dopo avere frequentato il liceo a La Spezia, si avvicina al Movimento femminile cattolico, e successivamente frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Genova, in cui si laurea con lode. È durante il periodo universitario, che coincide con quello fascista, che Angela frequenta la Federazione Universitaria Cattolica Italiana, dove inizia a collaborare a iniziative culturali e formative insieme ad altre attiviste. Vince inoltre il concorso per l’insegnamento delle Lettere Classiche presso il liceo ginnasio di Trieste.

Ricopre poi, dal 1929 al 1933, il ruolo di Presidente nazionale delle universitarie. Nel 1930 è vicepresidente del Movimento laureati cattolici. Tutta la sua attività è improntata ai principi cristiani, in cui ha creduto per tutta la sua vita. Per l’epoca in cui ha vissuto può essere ritenuta una donna con delle idee innovative, soprattutto in materia di emancipazione femminile.

Dopo l’inizio della Seconda guerra mondiale frequenta un corso da crocerossina nell’ospedale di La Spezia, dove supporta i perseguitati politici. Dopo l’armistizio assiste in montagna i malati, gli sfollati e i feriti, accompagnandoli nei campi profughi e nei centri di soccorso. Partigiana audace, è molto attiva nel periodo della Resistenza, tanto da essere ancora oggi ricordata per il coraggio dimostrato nel 1944. Precisamente, in quell’anno si occupa dello scambio di ostaggi civili contro prigionieri tedeschi nel bosco di Montegroppo, contribuendo in tal modo a evitare pesanti rappresaglie.

Nel luglio 1943 partecipa alle riunioni camaldolesi del Movimento dei laureati cattolici, prendendo parte alla stesura del Codice di Camaldoli, il documento programmatico della futura Democrazia Cristiana, ed è attiva nel Comitato di liberazione Nazionale Alta Italia. Ha un ruolo attivo nella costituzione della Democrazia Cristiana, dove collabora con Amintore Fanfani, Aldo Moro, Giuseppe Lazzati e Giorgio La Pira.

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Quando giunge il momento del referendum istituzionale si schiera a favore della Repubblica. Nel 1946 è eletta all’Assemblea Costituente con la Democrazia Cristiana nella circoscrizione ligure. Insieme alla illustre Nilde Iotti, nel 1947 prende parte alla commissione costituita da 75 membri e alla prima sottocommissione per i diritti e i doveri dei cittadini. Si tratta indubbiamente di una tra le donne più attive dell’Assemblea Costituente. Quell’esperienza ha indubbiamente rappresentato per Angela un importante trampolino di lancio per la sua carriera politica. Infatti, da allora ricopre la carica di sindaco della sua città natale per sette anni, dove contribuisce alle riforme nelle scuole e nel settore dei trasporti. Alla camera viene eletta per tre successive legislature, ricoprendo ruoli di rilievo come quello di Sottosegretario alla sanità durante la vigenza del Governo Fanfani e del Governo Tambroni e quello di Sottosegretario per il lavoro e la previdenza sociale nel Governo Segni II.

Quando inizia ad accusare problemi di salute, Angela si ritira a vita privata. Muore ad Albareto nel 1996 all’età di 90 anni. Una vita così piena e vissuta non può essere non ricordata e quanto scritto può sembrare riduttivo se si pensa alle tante attività svolte. Il suo apporto in ambito sociale e politico è testimonianza di cittadinanza attiva, valore da ricordare e da tenere vivo anche guardando a figure del passato come la sua, che non moriranno mai veramente.


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