Iniziano i Giochi: le Coree alla tregua olimpica

Di Riccardo Licciardi – Qualche ora fa, nella contea di Pyeongchang in Corea del Sud, alle 8 di sera locali (mezzogiorno in Italia), con la cerimonia d’apertura ha avuto inizio la XXIII edizione dei Giochi olimpici invernali.

Il ruolo centrale della penisola coreana dal punto di vista geopolitico (unica Nazione al mondo ancora divisa a causa della guerra fredda) e la prosecuzione del programma nucleare da parte della Corea del Nord fanno sì che, oltre che per media ed esperti sportivi, le Olimpiadi coreane siano un appuntamento di rilievo anche per tutti gli addetti e gli appassionati di politica internazionale.

Per quanto concerne i rapporti tra Seul e Pyongyang il 2017 è stato sicuramente un anno particolarmente complicato. Da un lato, alcune dichiarazioni del Presidente statunitense Trump e le annuali esercitazioni militari congiunte tra Washington e Seul hanno provocato accesi malumori nel gruppo dirigente nordcoreano. Dall’altro lato, nel corso del 2017, il governo di Pyongyang ha fatto segnare il numero record di 16 lanci missilistici e ha condotto il sesto test nucleare nella storia della Repubblica Democratica di Corea riportando Seul, Washington e i loro alleati in un clima da piena guerra fredda.

Il 2018 si era aperto con la dichiarazione con cui il leader nordcoreano Kim Jong-un aveva affermato la volontà di Pyongyang di inviare la propria delegazione di atleti alle Olimpiadi organizzate nella vicina località montana sudcoreana di Pyeongchang.

In un primo momento tale dichiarazione era parsa priva di un reale riscontro e per alcune settimane  le trattative tra le due Coree erano sembrate allo stallo. La svolta è arrivata sabato 20 gennaio quando i rappresentanti delle due Coree si sono riuniti a Losanna ospiti del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e del suo Presidente, Thomas Bach.

In tale meeting si è raggiunto l’accordo per la partecipazione della selezione olimpica nordcoreana alle gare che si terranno da oggi fino al prossimo 25 di febbraio. Nello specifico, si è previsto che a Pyongchang siano presenti 22 atleti nordcoreani. Tra questi 22, particolarmente interessante risulta il caso delle 12 hockeiste sul ghiaccio nordcoreane che insieme alle colleghe del Sud gareggeranno in una nazionale di hockey sul ghiaccio coreana unificata.

Durante l’incontro di Losanna si è deciso, inoltre, che alle cerimonie, iniziale e conclusiva, le due delegazioni coreane avrebbero sfilato insieme, indossando la stessa uniforme ed utilizzando la speciale bandiera dell’unificazione coreana (rappresentata nella foto).

Nel complesso, quella di oggi è stata la quarta volta nella storia dei Giochi che gli atleti di Pyongyang e Seul hanno marciato fianco a fianco e sotto un’unica bandiera durante un evento olimpico. Ciò era già, infatti, avvenuto a Sydney nel 2000, ad Atene nel 2004 ed a Torino nel 2006. 

Inoltre, l’incontro di hockey sul ghiaccio femminile tra Corea e Svizzera, che si disputerà domani 10 febbraio, rappresenterà la prima assoluta di una selezione coreana unificata nella storia dei Giochi.

Come aveva commentato il presidente Bach dopo il vertice di Losanna: «I Giochi Olimpici hanno sempre lo scopo di costruire ponti, no di erigere muri. Lo spirito olimpico ha come base il rispetto, il dialogo e la comprensione reciproca». Difatti, il rapprochement “olimpico” tra Seul e Pyongyang potrebbe costituire un importante passo verso la distensione nei dintorni del 38esimo parallelo.

D’altra parte, non manca chi teme che tale riavvicinamento sia solo temporaneo o che sia addirittura pericoloso. Tra questi il Ministro degli Esteri giapponese, Taro Kano, che in un vertice a Vancouver lo scorso gennaio ha messo in guardia gli alleati occidentali contro la “charm offensive” di Pyongyang. Secondo il massimo responsabile della politica estera nipponica, la mossa nordcoreana potrebbe essere mirata a prendere tempo allo scopo di continuare il proprio programma nucleare.

Nei prossimi mesi scopriremo se la tregua olimpica in corso potrà dare frutti nel medio e lungo periodo o se le relazioni Pyongyang-Seul e Pyongyang-Washington torneranno a rischio escalation. Per il momento godiamoci le Olimpiadi, fuso orario permettendo.


 

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