Europa 2017, la coalizione che ancora non c’è e chissà se ci sarà

Il voto dello scorso 24 settembre ha segnato e non poco il quadro politico tedesco. Non poteva essere diversamente con l’exploit dell’l’Alternative for Deutschland, per la prima volta entrata nel Bundestag, e il crollo di consensi subito dalla Cdu-Csu di Angela Merkel, che seppur vincitrice ha dovuto fin da subito arrovellarsi su come trovare la quadra di una nuova coalizione di governo.

Smentita da subito un’eventuale alleanza con l’Spd di Schulz, che ha deciso per il suo partito un destino diverso da quello di “gamba d’appoggio della Cdu-Csu”, il voto non dava tante altre alternative ad Angela Merkel. L’unica percorribile era ed è una coalizione con i Liberali, tornati nel Bundestag con 78 seggi dopo il flop con zero rappresentanti nel 2013, e con i Verdi, che richiama nei colori dei singoli partiti la bandiera della Giamaica.

Un’intesa però, che è apparsa complessa fin dall’inizio e che, infatti, ancora oggi non è stata definitivamente trovata. Sui nomi della squadra di governo, ma soprattutto sul programma da perseguire. Non sono mancati i momenti di rottura e tensione, l’ultimo solo qualche giorno fa, vista la distanza, per nulla marginale, tra i partiti su temi come Europa, immigrazione, economia e ambiente.

Persino all’interno dell’Unione della stessa Merkel, in cui la Csu di Horst Seehofer aveva da tempo manifestato la propria volontà di rivedere la politica d’accoglienza dei profughi portata avanti dalla cancelliera. Su Euro ed economia, invece, si giocano gli equilibri di coalizione tra Liberali e Verdi. Con i primi che, ottenuta la poltrona del Ministero delle Finanze che era di Wolfgang Schäuble, intendono proseguire la politica di controllo sui bilanci a livello europeo. Un’austerity che, invece, viene categoricamente rifiutata dal partito ambientalista. I nodi, insomma, restano tanti. La Merkel non dispone delle carte per poter imporre la sua posizione, così come nessuno degli alleati vuol vivere da semplice gamba d’appoggio della Cdu, come fatto dai socialdemocratici nel corso delle ultime legislature. Piuttosto questi intendono incidere, approfittando del fatto che senza il loro supporto, la Merkel non potrebbe riuscire a costituire una coalizione di governo. Che da certezza assoluta alla vigilia del voto e anche nelle settimane successive allo stesso, sembra esser diventato qualcosa di difficilmente raggiungibile.

Mario Montalbano


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