Donne, è arrivato Mr. Trump

La campagna elettorale per le elezioni presidenziali, che si concluderanno il prossimo 8 novembre, si è contraddistinta per la presenza delle donne: da un lato per la partecipazione della candidata democratica Hillary Clinton, nonché  prima donna a correre per il posto alla Casa Bianca, dall’altro perché le donne hanno caratterizzato la campagna dell’avversario repubblicano.

Donald Trump, il 70enne imprenditore, col gusto per la prevaricazione, personaggio televisivo e candidato dei repubblicani, più che per il suo programma politico, è balzato sulle pagine della cronaca per i suoi comportamenti sessisti e le frasi “politicamente scorrette”. Tutta la sua campagna, fondata praticamente sul nulla, è stata caratterizzata da insulti, stereotipi e frasi maschiliste che offendono e sminuiscono il valore delle donne. In questi mesi, sono stati tanti i nomi delle donne che sono venuti fuori e che fanno parlare di sè: chi lo fa per interesse, per popolarità, per passione, per politica ma c’e anche chi lo accusa di molestie sessuali. Decine di donne dicono di aver subito assalti sessuali dal magnate, una di loro lo ha paragonato persino ad “un polipo”.

In un video del 2005, registrato grazie a dei microfoni rimasti accesi, e pubblicato qualche settimana fa dal Washington Post, si sente il milionario che, chiacchierando con un conduttore televisivo sulle donne, utilizza un linguaggio volgare e scurrile, e con fierezza sottolinea che grazie alla sua fama e al suo potere può baciare, palpeggiare o portarsi a letto qualunque donna lui voglia.

Questo video getta ancora una volta nella bufera il tycoon, ed ha suscitato rabbia all’interno del suo partito, tanto da portare i vertici a dissociarsi dalle parole del loro candidato e a condannarle, chiedendo a Trump di scusarsi ufficialmente (cosa che ha fatto per la prima con un video), sostenendo di essere un uomo diverso oggi.

Il candidato repubblicano ha regolarmente sessualizzato, offeso, sminuito e stereotipato le donne, permettendosi di insultare personalmente donne di successo come Sarah Jessica Parker, Rosie O’Donnell, Cher, Bette Midler e molte altre.

Nonostante alcuni chiedevano di abbandonare la corsa alla Casa Bianca, il playboy dai capelli giallo paglierino ha deciso di continuare ed in suo sostegno sono scese in campo proprio le donne di Trump, ovvero le donne di famiglia, che hanno preso parte nelle varie conventions difendendo il tycoon a spada tratta nel tentativo di convincere l’elettorato femminile.

In prima fila troviamo Melania Knauss, attuale moglie del magnate, che venne accusata di plagio dopo la convention di Cleveland poiché copiò frasi del suo discorso da quello che tenne Michelle Obama nel 2008. A seguire troviamo le figlie Ivanka , figlia avuta dalla prima moglie Ivana Zelnìkova, che sottolinea come il padre premi il talento delle donne; e Tiffany, nata dal secondo matrimonio con Marla Maples, che ha supportato fermamente le idee del padre. A chiudere la difesa c’è  la nuora di Trump, Lara Yunaska, moglie del figlio Eric.

Lo scorso 6 agosto, la giornalista di Fox News Megyn Kelly  intervistando Trump fece riferimento ai termini usati per appellare le donne che non gli piacevano, termini come “maiali grassi (fat pigs), cani (dogs), sciattone (slobs) e disgustosi animali (disgusting animals)”.

Trump col suo sorriso beffardo rispose di non avere abbastanza tempo per una “completa correttezza politica”, e per non smentire il suo stile, qualche ora dopo definì la Kelly “un’oca” e disse che non sapeva a cosa la giornalista si potesse riferire.

“Le donne devono fermare Trump”, questo l’augurio della democratica Hillary, anche lei attaccata dal suo avversario sia nella sfera politica che privata con continui insulti, che coglie l’occasione per sottolineare ancora una volta come questo personaggio non sia appropriato a ricoprire la carica di Presidente degli Stati Uniti d’America.

Come definire un tipo così? Beh meglio non dirlo! E’ solo un maschio che dimentica di essere nato da una donna!

Francesca Rao


 

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