Un giovane Ozzy Osbourne con i suoi Black Sabbath a Palermo: correva l’anno 1971

Un giovane Ozzy Osbourne con i suoi Black Sabbath a Palermo: correva l’anno 1971

Nel 1971 Palermo fu travolta dal sound dei Black Sabbath. Ozzy Osbourne in armonica, 50.000 persone in delirio e una città che, per una notte, fu capitale mondiale del rock.


Tra sogni rivoluzionari e distorsioni psichedeliche, a Palermo – forse nella met più inaspettata – si tentò, tra il 1970 e il 1972, di riscrivere la geografia dei grandi eventi musicali internazionali. A guidare questa impresa titanica fu Joe Napoli, impresario italo-americano dal piglio visionario, che dopo il clamore di Woodstock volle esportare il verbo del rock globale nella sua Sicilia.

Nacque così il Palermo Pop, un festival destinato a diventare leggenda per chi c’era e a essere dimenticato troppo in fretta da chi venne dopo. La prima edizione, andata in scena nel 1970, si tenne nello Stadio “La Favorita” ed ebbe un impatto dirompente: diretta RAI, copertura da parte di otto emittenti estere, e una line-up da capogiro. Tra gli artisti: Aretha Franklin, Duke Ellington, Arthur Brown, Tony Scott e molti altri giganti della musica folk, jazz e rock. Anche l’Italia si fece sentire, con Fred Bongusto e con gli allora emergenti Ricchi e Poveri, accanto a nomi siciliani come Enzo Randisi e Franco Trincale, “segnalato” dopo aver ribadito uno slogan musicale al microfono contro Richard Nixon, allora presidente statunitense in carica.

Nel 1971 il festival si trasferì al Parco della Favorita e abbracciò suoni più sperimentali: fu l’anno dei Black Sabbath, alla loro prima esibizione italiana. Di quell’esibizione fu la stessa band a ricordare durante un’intervista quell’esperienza palermitana, la prima nel Bel Paese. “Eravamo ubriachi, la gente scavalcava il muro per entrare al concerto”, raccontò Ozzy Osbourne.

Un giovane Ozzy Osbourne con i suoi Black Sabbath a Palermo: correva l’anno 1971

A mezzanotte inoltrata, all’improvviso, in quel 7 settembre conclusivo del Festival, sul palco compare l’ombra mitica di Ozzy, frontman della band di culto e pionieri indiscussi dell’heavy metal britannico. L’attesa era stata estenuante, specie per il pubblico in delirio. Ma quando Ozzy soffiò le prime note dell’armonica che introduce “The Wizard”, fu come un’esplosione collettiva.

Un giovane Ozzy Osbourne con i suoi Black Sabbath a Palermo: correva l’anno 1971

I Black Sabbath regalarono un concerto che sarebbe entrato nella leggenda. Con brani come “Black Sabbath” e la devastante chiusura con “Paranoid”, la band guidata da Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward incendiò l’anima di oltre 50.000 spettatori.

Quello era anche il festival dei Colosseum, dei Toad, degli Omega e di Mungo Jerry. Fred Bongusto (già contestato) stavolta tornò sotto falso nome, travestito da rockstar americana, mentre Bobby Solo tentò la via del gospel elvisiano per sfuggire alla gogna del pubblico più politicizzato. Quella seconda edizione fu scossa da tensioni e disordini che anticiparono la fine.

Un giovane Ozzy Osbourne con i suoi Black Sabbath a Palermo: correva l’anno 1971

Anche l’eccessiva presenza della polizia, in uniforme e in borghese, fu ulteriore elemento di tensione, data la percezione evidentemente negativa da parte del pubblico, in generale, molto giovane.

Nel 1972, con la kermesse trasferita all’Arenella, le cose precipitarono: artisti di punta come Emerson, Lake & Palmer disertarono (salì sul palco solo Keith Emerson per ritirare un premio), e l’atmosfera degenerò nuovamente in violenze. Tra i momenti più critici, il ferimento del manager dei Mungo Jerry e di un agente di polizia. Non bastarono neanche le presenze italiane di peso come PFM, Banco del Mutuo Soccorso, Le Orme e Osanna a salvare l’evento. Il Palermo Pop 1972 fu l’ultima edizione. Joe Napoli gettò la spugna e la Sicilia perse l’occasione di diventare un punto di riferimento nel panorama dei festival musicali europei.

Scopri di più da Eco Internazionale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da Eco Internazionale

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere