Temu, l’azienda cinese al vaglio della Commissione europea

Temu
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Lo scorso 31 ottobre, la Commissione europea ha avviato una procedura contro l’e-commerce cinese Temu per violazione delle norme del Digital Service Act.


La piattaforma cinese di e-commerce Temu, azienda di proprietà della società PDD Holdings, è finita nel mirino della Commissione europea per presunta violazione delle norme facenti parte del Digital Service Act (DSA). Tale strumento, insieme al Digital Market Act (DMA), costituisce la risposta dell’Unione Europea (UE) alle sfide dettate dal commercio online, nel tentativo di regolamentare il relativo mercato e fornire un’adeguata tutela ai consumatori.

Nel dettaglio, l’esecutivo comunitario ha avviato una procedura nei confronti di Temu lo scorso 31 ottobre. Tale decisione prende le mosse da una serie di elementi derivanti da un’indagine preliminare svolta dalla Commissione europea. Tra questi, spiccano la valutazione dei rischi fornita dall’azienda medesima lo scorso settembre, nonché le risposte ricevute dall’Istituzione comunitaria a seguito delle richieste formali di informazioni dalla stessa formulate nelle date 28 giugno e 11 ottobre 2024.

Le norme violate da Temu

La decisione della Commissione europea di attivare la procedura disciplinata dall’art. 66 del DSA si fonda sulla presunta violazione di alcune norme contenute nello strumento legislativo sopra richiamato da parte dell’azienda cinese oggetto di analisi. Entrando nel merito, secondo l’esecutivo comunitario, Temu si è resa responsabile di non aver agito in conformità agli artt. 27, 34, 35, 38 e 40 del DSA.

Tali disposizioni regolano, rispettivamente, la trasparenza dei sistemi di raccomandazione (artt. 27 e 38), la valutazione dei rischi relativi alla progettazione, al funzionamento e all’uso dei servizi forniti dalla piattaforma (art. 34), nonché i sistemi di attenuazione di tali rischi (art. 35) e l’accesso ai dati necessari per monitorare e valutare la conformità dell’azienda che opera online con il DSA (art. 40).

L’applicazione di tale quadro giuridico alla Temu discende dalla relativa qualifica quale Piattaforma Online di Dimensioni Molto Grandi (Very Large Online Platform o VLOP), effettuata dalla Commissione europea lo scorso 31 maggio 2024 ai sensi del DSA. Naturalmente, l’esecutivo comunitario è giunto a tale conclusione a seguito di quanto dichiarato all’epoca da Temu. In particolare, l’azienda ha riconosciuto un proprio bacino pari a 45 milioni di utenti attivi mensilmente nell’UE, aumentato a 92 milioni a settembre.

Le prossime tappe della procedura

Dichiarata l’apertura della procedura, la Commissione europea svolgerà nei prossimi mesi tutte quelle indagini necessarie per valutare l’effettiva violazione della norme del DSA da parte di Temu. In tale prospettiva, obiettivo dell’Istituzione comunitaria sarà esaminare i sistemi a disposizione della piattaforma cinese per ridurre la vendita di prodotti non conformi nell’UE e i rischi connessi alla progettazione di servizi che potrebbero creare dipendenza, come i programmi di ricompensa assimilabili a giochi online, al fine di tutelare il benessere psico-fisico dei consumatori.

Accanto a quanto sopra precisato, la Commissione europea indagherà altresì sul rispetto di determinati obblighi derivanti dalla normativa del DSA. Nel dettaglio, da un lato si fa riferimento agli obblighi riguardanti i sistemi di raccomandazione di contenuti e prodotti utilizzati dai VLOP nei confronti dei rispettivi utenti e ai parametri di individuazione da questi adottati. Dall’altro lato, l’esecutivo comunitario valuterà il rispetto dell’obbligo di accesso ai dati alla Commissione medesima e ai coordinatori dei servizi digitali finalizzato al monitoraggio della conformità della piattaforma con le norme del DSA.

Dal canto proprio, l’azienda cinese Temu ha già mostrato la propria volontà di collaborare a stretto contatto con l’esecutivo comunitario e le autorità nazionali competenti, nel tentativo di lenire le preoccupazioni sorte a seguito di quanto sopra precisato. In tale prospettiva, la piattaforma di e-commerce ha ritenuto essenziale sottolineare l’importanza di instaurare una proficua cooperazione volta a garantire la più efficace tutela dei consumatori.

Non resta, pertanto, che rimanere in attesa degli sviluppi di una vicenda dalla quale possono discendere diverse considerazioni, sia in termini di relazioni economiche su scala mondiale, sia nell’ottica della tutela dei diritti dei cittadini europei contro i rischi che si celano dietro le pratiche interne al fenomeno dell’e-commerce.

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