La festa dei cornuti: San Martino tra tradizione e ironia
Nel mese di novembre in Sicilia si celebrano San Martino e la “Festa dei Cornuti”, tra tradizione sacra e satira popolare.
Giorno 11 novembre si è tenuta la festa di San Martino, celebrata in diversi paesi cristiani per commemorare Martino di Tours. Questa è però una data particolare che non riguarda solo l’aspetto sacro: leggende popolari e antiche tradizioni, infatti, contribuiscono a dare un carattere più profano alla giornata, soprattutto in Sicilia.
Impossibile non parlare della “festa dei cornuti“: una ricorrenza che ha origini lontane e tradizioni varie, legate principalmente alla satira e alla burla verso gli uomini traditi dalle mogli, i cosiddetti “cornuti”.
Festa dei cornuti: le origini
L’origine della festa dei cornuti non è completamente chiara, ma risale ad antiche tradizioni che mescolano elementi pagani e cristiani. L’11 novembre, oltre a essere il giorno di San Martino, è legato ai riti contadini di chiusura dei cicli agricoli e al festeggiamento dell’abbondanza dopo il raccolto.
Con il passare dei secoli, però, questa giornata ha assunto una nuova connotazione: la presa in giro verso gli uomini che, per tradizione o leggenda, vengono rappresentati con “le corna”.
Chi era il “cornuto” nella tradizione antica
Secondo una delle versioni popolari, il termine “cornuto” deriva dall’usanza dei signori medievali di esporre sulla porta di casa corna di cervo come simbolo di potere. Tuttavia, quando questi partivano per la guerra, i servi ne approfittavano per fare visita alle dame rimaste sole: da qui sarebbe nata l’associazione tra le corna e l’infedeltà.

Un’altra leggenda, legata alla mitologia romana, in particolare con la figura di Marte – da cui il nome Martino – e di Venere, dea dell’amore, offre una visione alternativa. Si racconta infatti che i due amanti furono sorpresi dal marito di lei, Vulcano, che li rinchiuse in una rete. Il tradimento subito da Vulcano potrebbe essere la fonte della colorita espressione siciliana “cornuto e mazziato”, cioè tradito e “preso a colpi di mazza”.
Festeggiamenti, un confronto tra ieri…
Tradizionalmente, la festa dei cornuti era un’occasione per dare sfogo a scherzi e giochi satirici. In alcune zone, gli uomini sfilavano per le strade indossando finte corna, accompagnati da balli e musiche popolari.
Questi festeggiamenti potevano avere toni goliardici e teatrali, con uomini che venivano “pubblicamente” derisi per il loro stato di “cornuti”. La festa era quindi un modo per esorcizzare e ridicolizzare i drammi sentimentali attraverso la comicità.
…ed oggi
La festa dei cornuti continua ad essere celebrata ancora oggi in diverse località italiane e siciliane – come Pollina, Palazzo Adriano e Acireale – ma non solo! L’approccio attuale è più ironico e ha una connotazione meno offensiva rispetto al passato, trasformandosi in un evento che celebra le tradizioni e la cultura popolare locale attraverso sfilate, fiere e sagre di prodotti tipici, con momenti di spettacolo e rappresentazioni folkloristiche.
In molti casi, la festa dei cornuti è anche un’occasione per festeggiare San Martino con vino novello e prodotti di stagione, come castagne, formaggi e altre specialità autunnali, rafforzando il senso di appartenenza e comunità. Rappresenta una opportunità per divertirsi, ma anche un modo per mantenere vive le tradizioni locali, intrecciando satira e rispetto per l’eredità culturale.
di Cristina Lembo


