Cronologia delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti

A due mesi dalla sfida tra Donald Trump e Kamala Harris, ripercorriamo l’elenco delle cinquantanove sfide elettorali per la presidenza degli Stati Uniti.

Parte prima: da Washington (1788) a Hoover (1928).


Le prime elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America si tennero tra il 15 dicembre 1787 e il 10 gennaio 1788: George Washington vinse contro John Adams, ottenendo l’unanimità dei voti. Quattro anni dopo, nel 1792, stessa sfida tra Washington e Adams e stesso risultato, con la conferma del presidente. Le elezioni del 1796 furono le prime veramente combattute, con il vicepresidente Adams che ebbe la meglio sullo sfidante, Thomas Jefferson. Nel 1800 ecco la rivincita, con Jefferson eletto presidente grazie alla vittoria contro Adams. 

Le elezioni presidenziali del 1804 furono le prime svolte dopo l’approvazione del XII emendamento, che cambiò la procedura elettorale, introducendo il meccanismo dei grandi elettori. Il presidente uscente Jefferson vinse nettamente contro Charles Pinckney. Nel 1808 Pinckney venne nuovamente sconfitto, stavolta da James Madison, Segretario di Stato sotto la presidenza Jefferson. Madison venne riconfermato nel 1812, dopo aver battuto De Witt-Clinton. Dopo le due presidenze di Madison ecco quelle di James Monroe, vincitore delle elezioni nel 1816 e nel 1820. 

Le elezioni del 1824 furono le prime in cui il candidato più votato non venne poi eletto presidente. Andrew Jackson, pur avendo ottenuto la maggioranza relativa sia nel voto popolare che nei grandi elettori, non raggiunse la maggioranza assoluta. A quel punto, in base al dodicesimo emendamento della Costituzione, toccava alla Camera dei Rappresentanti scegliere fra i tre candidati più votati, ovvero Jackson, John Quincy Adams e William Crawford. Fu Adams a ottenere 13 voti (sui 24 Stati che allora aveva l’Unione) e a diventare quindi presidente. Nel 1828 Jackson si prese però la rivincita, battendo nettamente il presidente uscente Adams. Nel 1832 Jackson venne poi riconfermato alla presidenza degli Stati Uniti. 

Jackson presidente stati uniti

Le sei elezioni presidenziali tenutesi tra il 1836 e il 1856 vennero vinte da altrettanti candidati presidenti diversi. Martin Van Buren vinse nel 1836, William Henry Harrison nel 1840, James Knox Polk nel 1844, Zachary Taylor nel 1848, Franklin Pierce nel 1852 e James Buchanan nel 1856. Le elezioni del 1848, in particolare, furono le prime in cui si votó lo stesso giorno (election day) in tutti gli Stati e anche le prime in cui il giorno fu fissato per legge di martedì. 

Le elezioni presidenziali del 1860 segnarono la vittoria di Abraham Lincoln, esponente del Partito Repubblicano, che venne poi confermato nel 1864. Il suo assassinio, evvenuto il 15 aprile 1865, portó Andrew Johnson ad assumere la funzione. Alle elezioni del 1868 si sfidarono Ulysses Gran per il Partito Repubblicano e Horatio Seymour del Partito Democratico: vinse nettamente Grant, poi riconfermato nel 1872.

Alle elezioni presidenziali del 1876 si verificò nuovamente lo scenario del 1824, quello in cui il candidato più votato non divenne presidente. Il democratico Samuel Tilden sopravanzò infatti il repubblicano Rutheford Hayes nel voto popolare, ma quest’ultimo venne eletto presidente per aver ottenuto un grande elettore in più (185 contro 184). Hayes non si ricandidò nel 1880, ma i repubblicani vinsero comunque con James Garfield. 

Nel 1884 il Partito Democratico tornò alla presidenza grazie alla vittoria di Grover Cleveland. Il presidente non venne confermato nel 1888, nonostante avesse ottenuto più voti rispetto allo sfidante repubblicano Benjamin Harrison (terza volta dello scenario 1824). Cleveland raggiunse il suo secondo mandato presidenziale dopo aver sconfitto Harrison nel 1892. 

Le elezioni degli Stati Uniti del 1896 videro il ritorno alla presidenza del Partito Repubblicano, con la vittoria di William McKinley. Confermatosi dopo le elezioni del 1900, McKinley subì un attentato il 6 settembre 1901 e mori il 14 settembre, venendo così rimpiazzato dal suo vicepresidente Theodore Roosevelt. I repubblicani rimasero al potere fino al 1914, avendo vinto le elezioni del 1904 con Roosevelt e quelle del 1908 con William Howard Taft. 

roosevelt presidente stati uniti

Sia Roosevelt che Taft si ricandidarono nel 1912, ma grazie a Woodrow Wilson tornò alla presidenza il Partito Democratico. Wilson fu quindi confermato nel 1916, battendo Charles Evans Hughes. I repubblicani tornarono al potere nel 1920 con Warren Harding, il cui mandato durò solamente due anni e cinque mesi. Harding morì infatti il 2 agosto 1923 a causa di una polmonite e venne sostituito da Calvin Coolidge. Confermato Coolidge alle elezioni del 1924, i repubblicani mantennero la presidenza anche nel 1928 grazie a Herbert Hoover.

Continua nella seconda parte.

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