“Scarpe galleggianti”, il racconto di Alessio Castiglione sulla pandemia vissuta dai bambini

«Racconto di questa storia d’amore di cui il Covid-19 è un’impalpabile antagonista» rivela Alessio Castiglione, autore ed educatore, durante l’intervista. Il suo nuovo libro, disponibile in anteprima durante la Via dei Librai a Palermo, affronta la pandemia da un punto di vista diverso, insolito, a cui si ha dato forse troppo poca attenzione: quello dei bambini. 


A due anni dall’inizio della pandemia sembra che, oggi, il Covid-19 e le sue conseguenze siano pian piano sempre più ovattate. Un virus che ha messo in ginocchio non soltanto l’economia mondiale, ma le persone e ciò che le rende più umane: il contatto col prossimo. 

I due estremi della popolazione sono stati trattati al punto di ridurli in piccoli punti focali: gli anziani e il contagio, i bambini e la didattica a distanza, nulla più che mera logistica.

Lo scrittore e pedagogista palermitano Alessio Castiglione ha avuto modo di raccontare nella sua nuova pubblicazione Scarpe galleggianti ciò che lui ha osservato durante il suo insaziabile lavoro con i bambini e le bambine della città di Palermo; lavoro che non si è arrestato ma di cui anzi si è sentito un forte bisogno con competenze in continuo aggiornamento.

«Nel 2021 uscivo solo per entrare nelle comunità per minori e c’era poco altro a cui pensare in quei pochi mesi, mi sono messo a trascrivere questo racconto spontaneamente durante uno degli incontri del New Book Club – laboratorio di scrittura di comunità da lui fondato –. Quello che mi premeva era raccontare dal punto di vista dei bambini qualcosa che non si sa sempre spiegare ai grandi».

L’autore di Scarpe galleggianti, Alessio Castiglione

Per il giovane autore di Brancaccio questo è il quarto libro, in una forma inedita rispetto ai tre precedenti. In Vanità Soldi Fango ci ha parlato di periferia e prostituzione minorile, in Io non ricordo ha scritto della migrazione grazie alla collaborazione con Save The Children e infine, in Annegare ha raccontato del fenomeno dell’HIV fin troppo zittito nella nostra contemporaneità. Qui, invece, eccolo in una favola contemporanea, per bambini e non solo.

«Racconto di questa storia d’amore di cui il Covid-19 è un’impalpabile antagonista. I protagonisti principali sono due: un bambino senza nome, proprio perché potrebbe essere qualsiasi ragazzino tra i 10 e i 13 anni d’età e Morena, compagna di classe che inizia a non partecipare più alle lezioni in remoto. Questa sofferenza fa scattare in lui una tipica svogliatezza adolescenziale, ma comunque non si lascia andare. Lavora di immaginazione, di fantasia e ingegno, quella forza creativa di cui i giovanissimi sono maestri e crea delle scarpe galleggianti come dono per la sua amata, per farle tornare il sorriso e ovviare alla distanza, ai viaggi mancati e potersi così ricongiungere. Possono essere il simbolo di una richiesta di libertà e di andare oltre ciò che si vive».

A questo libro hanno lavorato in tanti, amici e persone di grande stima, grazie a un’armoniosa deformazione professionale in cui si lavora sempre in squadra. In primis Giuseppe Vassallo, anche lui giovane palermitano, pittore e curatore di mostre. Se per l’autore del racconto è la prima volta che si cimenta in un racconto per bambini, per Giuseppe Vassallo è la prima volta che si cimenta nell’illustrazione.

Giuseppe Vassallo, illustratore per Scarpe galleggianti

«Tecnico e artista insieme. L’ho conosciuto durante una sua mostra allestita all’interno del locale Tèco e mi sono innamorato talmente tanto di una sua opera che ho sentito il bisogno di acquistarla. Il mondo che vede attraverso le sue lenti è veramente straordinario. Gli ho proposto questo progetto poco dopo che lui ha scoperto di essere risultato positivo al Covid, ed è stato molto simbolico tutto questo. Ha dipinto le tavole in uno stato febbrile e lo ha aiutato a sollevarsi da questa angoscia. Ho avuto accanto anche due cari amici e cari professionisti in questo percorso, che mi hanno fatto da editor, ossia Margherita Chinnici e Simone Napoli. Anche la Navarra Editore, con cui avevo già pubblicato, è stata molto accogliente, nonostante la crisi costante nell’editoria. Ottavio Navarra si è subito mostrato felicissimo e commosso. L’intenzione è quella di portarlo nelle scuole, nei centri aggregativi, per strada».


Quello che è evidente è che, fortunatamente, non è possibile separare l’Alessio scrittore dall’Alessio pedagogista, educatore e ricercatore universitario, ed è anche per questo che persino durante la prima presentazione di questo libro, che avverrà il 25 aprile alle ore 16:00 durante La Via dei librai a Piazza Bologni, la conduttrice designata è Maria Eleonora Menna, giovanissima e appassionata lettrice di 14 anni, conosciuta sempre grazie alle iniziative dell’Associazione New Book Club community lab.

«La mia non è una narrazione unica sicuramente, ma nonostante noi ci siamo preoccupati di come dover spiegare ai bambini l’arrivo di questa pandemia, loro invece hanno risposto con un adattamento naturale, ma per lo più la difficoltà che ho riscontrato è stata la mancanza di spazi liberi per giocare all’aperto. Poi alcuni di questi bambini ne hanno tratto benefici e il motivo è molto semplice: avevano i genitori a casa e riuscivano a godersi in qualche modo la presenza reciproca. A causa delle aspettative sociali che guardano al lavoro come centro nevralgico totalizzante delle nostre attenzioni, non prendiamo mai questo punto di vista».

Alcuni slogan dei primi tempi della pandemia forse sono stati traditi e non è dato sapere se questa pandemia ci ha reso migliori, ma Scarpe galleggianti è sicuramente una perla preziosa di ciò che stiamo attraversando, che ci insegna a non dare nulla per scontato, soprattutto quel cuore grande dei più piccoli, sempre vicini nonostante le distanze.

Il nuovo libro di Alessio Castiglione sarà acquistabile dal 24 aprile presso lo stand della casa editrice Navarra durante le giornate de La Via dei Librai, che a Palermo si terrà dal 21 al 25 aprile lungo la via del Cassaro Alto, e dal 4 maggio in tutte le librerie italiane.


Gaia Garofalo

Scrivere, leggere, passeggiare ed ascoltare musica sono i miei passatempi principali. Credo nelle storie che continuano a resistere: solo queste ci salvano dal resto.