“Io sono Zlatan e voi chi diavolo siete?”

Condividi

Compie oggi quarant’anni Zlatan Ibrahimovic, centravanti svedese del Milan, considerato uno tra i più grandi attaccanti di tutti i tempi. Al di là dei successi sul campo, cosa si nasconde dietro quel fare un po’ arrogante e al tempo stesso travolgente? Chi è davvero Zlatan Ibrahimovic?


Zlatan Ibrahimovic nasce a Rosengard, in Svezia, il 3 ottobre del 1981, da una famiglia piuttosto umile: il padre, Sefik, era un muratore di origini bosniache e di religione musulmana, mentre la madre, Jurka Gravic, cattolica e di origine croata, trascorreva intere giornate a lavorare per riuscire a sfamare i propri figli. Zlatan ha soltanto due anni quando i suoi genitori si separano. Vive i primi anni della sua vita per strada, tra la miseria e la povertà, commettendo anche qualche piccolo reato per riuscire ad andare avanti e per “sfogare” il suo spirito di ribellione, che lo ha sempre distinto da chi lo circondava. 

Furti, risse e bullismo hanno fatto da sfondo alla sua adolescenza, indubbiamente segnata da un contesto familiare abbastanza complesso. È proprio quanto vissuto, visto e sentito tra le strade di Rosengard, che ha plasmato il carattere di Zlatan e lo ha portato a costruirsi addosso un’autentica corazza. Questo scudo gli ha consentito di difendersi dall’ingiustizia del mondo e di sopportare il peso dei ricordi, dimostrando in primis a se stesso, ogni singolo giorno, che non c’è nulla che un uomo, un grande uomo, non possa davvero realizzare. 

Il suo carattere forte, irrequieto, carismatico, per alcuni aspetti arrogante, ma al tempo stesso sensibile e travolgente, gli ha permesso di diventare una stella del firmamento calcistico. Quel ragazzino che non riusciva a vivere una vita piatta e monotona, che amava il rischio e l’adrenalina, è diventato Ibracadabra per le sue magie in campo. Soprannominato anche “lo zingaro”, oggi Zlatan è un’autentica leggenda sportiva, non solo nella sua Svezia, ma anche e soprattutto a livello internazionale. 

Zlatan Ibrahimovic, il calciatore 

Zlatan è ancora adolescente quando inizia a tirare i primi calci al pallone e a segnare goal straordinari, incantando il pubblico. Fin dagli esordi col Malmoe, nel 1999, alterna le sue reti e i suoi dribbling da favola ai litigi con gli avversari; un finale di stagione poco felice determina il trasferimento tormentato all’Ajax.

Per via del suo carattere, ostinato e ribelle, non era visto di buon occhio dall’allenatore, eppure è proprio lì, su quel campo, che Ibra dà una svolta alla sua carriera da calciatore. Con la maglia dell’Ajax, infatti, il mondo intero inizia a conoscerlo. Vince due campionati olandesi, una coppa e una supercoppa dei Paesi Bassi, collezionando complessivamente 110 partite e 48 reti. 

Ha soltanto ventidue anni quando lascia l’Ajax e si trasferisce a Torino per vestire la maglia della Juventus, con la quale il 12 settembre 2004, debutta in Serie A. Zlatan inizia a conoscere davvero il calcio italiano, tra lavoro duro, fatica e vittorie importanti. Nelle due stagioni in bianconero gioca 92 partite e segna 26 reti, contribuendo fortemente alla conquista di due scudetti (successivamente revocati). 

Dopo le vicende di Calciopoli ecco il passaggio all’Inter, con la quale disputa tre stagioni, vince tre scudetti, una supercoppa italiana e si laurea capocannoniere nella stagione 2008/2009. Il suo bilancio in nerazzurro è di 117 partite e 66 reti. 

Nel 2009 Ibrahimovic si trasferisce a Barcellona. L’entusiasmo per la nuova avventura in un campionato diverso lascia però presto il posto alla delusione a causa delle incomprensioni con l’allenatore Pep Guardiola. Dopo una sola stagione in Spagna, caratterizzata da 46 partite e 22 reti, Zlatan cede alle lusinghe di Adriano Galliani e ritorna a Milano, stavolta per vestirsi di rossonero. 

L’esordio con la maglia rossonera arriva l’11 settembre 2010, in occasione della seconda giornata di un campionato che conquisterà a fine stagione. Dopo la vittoria dello scudetto e della supercoppa italiana, per Ibrahimovic c’è un altro titolo di capocannoniere nella stagione 2011/2012.

Il 18 luglio 2012, a trent’anni, si trasferisce al Paris Saint-Germain, firmando un contratto triennale e diventando il calciatore più pagato della Ligue 1. In Francia il palmares di Zlatan si arricchisce con ben quattro campionati, tre coppe di lega, tre supercoppe e tre titoli di capocannoniere. L’esperienza parigina si conclude nel 2016, dopo 180 partite e 156 reti. 

Il 1º luglio 2016, a trentaquattro anni, viene ingaggiato a costo zero dal Manchester United di José Mourinho, firmando un contratto per una singola stagione. Il 23 marzo 2018, rescisso anticipatamente il contratto con il Manchester, approda ai Los Angeles Galaxy, club militante nella Major League Soccer. Sia in Inghilterra che negli Stati Uniti, Ibrahimovic ha dimostrato a suon di reti di poter essere ancora decisivo nonostante l’avanzare dell’età. 

Il 27 dicembre 2019 il Milan annuncia di aver trovato un accordo con Ibrahimovic per un contratto di sei mesi, con opzione di rinnovo per un ulteriore anno; l’intesa viene formalizzata il 2 gennaio 2020. Zlatan è nuovamente un calciatore del Milan, la squadra che sente veramente sua. In questa seconda avventura rossonera, tutt’ora in corso, il fuoriclasse svedese sta vestendo i panni del leader carismatico del gruppo. Lo scorso 7 febbraio, nel corso di Milan-Crotone, Ibrahimovic ha raggiunto la ragguardevole quota delle cinquecento reti in carriera. Nonostante gli acciacchi fisici, continua a stupire in campo, smentendo quanti non credevano potesse fare ancora la differenza nel campionato italiano. 

Zlatan Ibrahimovic, l’uomo

La sua passione, la sua voglia di vincere, la fiducia in se stesso e nelle sue potenzialità, il suo carisma, la sua potenza, le sue reti spettacolari, la sua tecnica straordinaria (influenzata dal suo amore per le arti marziali) e la sua eleganza lo hanno sempre distinto da tutti gli altri, permettendogli di abbattere ogni ostacolo, anche quelli che apparivano insormontabili.

 «Io insegno ai miei figli che bisogna giocare per vincere, se i miei ragazzi perdono si arrabbiano molto: mi somigliano. Io non li lascio vincere: devono guadagnarsi la vittoria, nella vita nessuno ti regala niente».

Per quanto riguarda la sua vita privata, Ibrahimovic è sposato, da più di vent’anni ormai, con l’ex modella svedese Helena Seger, dalla quale ha avuto due figli: Maximilian e Vincent. Undici anni più grande del marito, la Seger continua a vivere la propria vita lontana dalle telecamere e non ha alcun profilo social. 

A prescindere dal tifo per la propria squadra del cuore, chiunque segua con passione il calcio non può che celebrare le gesta sportive e la carriera incredibile di un fenomeno come Ibrahimovic: buon compleanno Zlatan!


Alessandra Fazio

Adoro le lingue e le culture straniere, tutto ciò che è diverso e ti completa, anche per questo motivo amo viaggiare e confrontarmi con ciò che mi circonda.

error: Contenuto protetto