Musica e sperimentazione: l’arte è “il pane dell’anima”. Intervista a Simone Cicconi

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Continuano le interviste a tu per tu con i protagonisti del settore artistico, confrontandoci con loro partendo dall’indagine del Sunday Times Singapore che ha messo in evidenza la “non essenzialità” del lavoro degli artisti. Oggi ascoltiamo Simone Cicconi.


Come già esposto nelle precedenti interviste, l’indagine si aggira intorno alcune domande essenziali che vengono proposte a ogni artista allo scopo di esplorare le diverse percezioni e sensibilità dei singoli. Simone Cicconi ha accettato di parlare con Eco Internazionale dalla sua casa-studio di Amburgo, dove vive e lavora come sound designer.

Simone Cicconi, musicista e sound designer di origini maceratesi, è stato due volte vincitore di Musicultura, finalista al “premio De André” e “L’Artista che non c’era”, ha vissuto e lavorato in sei Paesi europei e nel 2015 ha pubblicato il suo primo album intitolato Troppe note (ma in compenso anche troppe parole), acclamato dalla critica come «strepitoso, straripante, sovrabbondante, capace di riflettere come uno specchio tutta la dirompente creatività ed istrionica originalità di un artista vero» (Rockit.it)

simone cicconi

Simone ha aperto i concerti di vari artisti italiani e internazionali, come ad esempio Levante e Jennifer Batten nei loro tour del 2014, ed i Lacuna Coil nel 2015. Ha pubblicato altri due album da solista, Rumore e Cosa potrebbe mai andare storto? e ha partecipato al disco in 8D Altered Reality

La cosa interessante è che nonostante il respiro internazionale, questo musicista, compositore e sound designer sceglie di scrivere i suoi testi in italiano. Scopriamo insieme a questo artista e lavoratore del settore artistico il suo pensiero sul dibattito in corso.

Alice Castiglione

Vivo in UK, sono una visual artist e creatrice di contenuti, senza lasciare mai da parte l'attivismo.

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