Esame avvocatura, ipotesi orale rinforzato

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Potrebbe svolgersi in modalità orale l’esame di abilitazione alla professione forense, previsto per il 13, 14 e 15 aprile. Si attende un decreto legge.


Negli scorsi giorni la ministra Marta Cartabia ha richiesto un parere al Comitato tecnico scientifico sullo svolgimento delle prove scritte per l’esame di Stato da avvocato, in considerazione della situazione epidemiologica odierna. Tale richiesta di parere è stata inoltrata dopo che quasi tutte le Corti d’Appello, sedi d’esame, hanno rilevato l’impossibilità di svolgimento in sicurezza delle prove, previste per il 13, 14 e 15 aprile.

Alla luce di tale situazione, il ministero sta già valutando la possibilità di un esame orale rinforzato per verificare anche le competenze oggetto delle prove scritte. Si tratterebbe pertanto di un esame più “sostanzioso” di quello orale attuale. Per individuare al meglio le modalità relative allo svolgimento delle prove, si è costituito un gruppo studio in seno al ministero, che ha avuto diverse interlocuzioni con il Consiglio nazionale forense. 

Bisogna sottolineare che, il rinvio d’esame di cui si discute è già il secondo effettuato in pochi mesi. Com’è noto, il primo slittamento è stato disposto nel novembre 2020 e riguardava le prove scritte del 15, 16 e 17 dicembre. È evidente che, già dal novembre scorso, la situazione pandemica odierna poteva essere prevista. L’impossibilità di un esame scritto, infatti, era stata già evidenziata dai tantissimi aspiranti avvocati che, più volte e per tale ragione, si sono ritrovati a manifestare davanti ai tribunali.

Appare inoltre opportuno sottolineare che la categoria dei praticanti avvocati era stata l’unica a subire una ingiustificata disparità di trattamento rispetto alle altre professioni. Per le altre categorie professionali, infatti, l’orale abilitante o modalità di svolgimento differenti erano già state previste da mesi.

Dopo settimane di silenzio si va, dunque, verso un decreto legge e verso la soppressione, per la prima volta, della prova scritta per diventare avvocato. Preme sottolineare che tale decreto rappresenterebbe il primo provvedimento presentato in Consiglio dei ministri dalla ministra Cartabia. La neo Ministra, nei giorni scorsi, aveva infatti dichiarato di «avere a cuore la situazione dei giovani praticanti avvocati».

Pertanto, secondo il ministero, un orale rinforzato sarebbe l’unica via per evitare assembramenti dannosi per la salute dei candidati. La prova scritta in presenza, infatti, comporterebbe la permanenza dei concorrenti per molte ore e per più giorni nello stesso luogo. A ciò si aggiunge che la suddivisione di 26mila persone è evidentemente problematica. 

I pronostici sulle modalità di svolgimento delle prove sono tante. Una prima ipotesi è il doppio orale nel quale valutare, attraverso quesiti e problemi giuridici, la capacità di ragionamento del candidato. Un’altra supposizione riguarda, invece, la diversa composizione delle materie oggetto d’esame. Si tratterebbe comunque di una modifica limitata all’attuale contingenza. 

Si auspica allora che le decisioni sulle modalità d’esame siano adottate celermente al fine di agevolare l’organizzazione dello studio dei candidati.


Rosa Guida

Laureata in giurisprudenza e attivista per i diritti umani. Appassionata di economia, storia e arte.

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