Deb Haaland, la prima ministra nativa americana della storia

Condividi

Joe Biden lo aveva promesso e adesso quella promessa è realtà. Deb Haaland, membro della tribù Laguna Pueblo, è ufficialmente la nuova Segretaria degli Affari interni.


Deb Haaland nasce in Arizona, in una famiglia di militari. Suo padre, di origine norvegese, era un marine veterano del Vietnam. Sua madre, nativa americana, era in marina. A causa del lavoro dei genitori è costretta a trasferirsi frequentemente. Cambia ben 13 scuole, tutte pubbliche, prima di diplomarsi ad Albuquerque, in New Mexico. La sua vita è stata tutt’altro che facile. Madre single, conosce da vicino la povertà e cosa significa vivere grazie ai sussidi. Con un enorme debito universitario da saldare e una figlia da crescere, ha dovuto richiedere buoni pasto di emergenza e chiedere frequentemente alloggio ad amici.

Adesso che la sua situazione finanziaria è migliorata Haaland non nasconde né dimentica il suo difficile passato di indigenza, anzi. Le continue lotte da madre single la continuano a guidare nel suo lavoro di legislatore. Sostiene il Medicare for All, sta lavorando a un disegno di legge per obbligare le società della gig economy (come Uber) a fornire ai suoi dipendenti Medicare e Social Security, ha firmato un disegno di legge del Minnesota denominato “anti-lunch shaming” volto a evitare l’umiliazione per i bambini i cui genitori non possono permettersi di pagare il pranzo a scuola. 

«Lotterò sempre per la gente. Penso che sia obbligo di qualsiasi governo rendere migliore la vita delle persone. Ecco perché paghiamo le nostre tasse. Vogliamo buone strade, vogliamo ponti solidi. Vogliamo bei parchi giochi in cui i bambini possano giocare. Vogliamo comunità sicure. Non vogliamo che i nostri vicini soffrano la fame. So com’è un bel quartiere e voglio che le persone riescano a trovare il successo», ha dichiarato Haaland.

Ma è non solo questo a renderla “speciale”. La sua nomina ha infatti un forte valore simbolico. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti una nativa americana è a capo di un’agenzia di governo. E non di un’agenzia qualunque. Deb Haaland guiderà gli Interni, il dipartimento federale che sovrintende i cosiddetti affari tribali – ossia le relazioni del governo federale con le tribù. Ma creare le condizioni per una coesistenza pacifica con i nativi non era sicuramente il suo reale obiettivo. 

deb haaland

Secondo quanto riportato dallo storico David Treuer, i governi precedenti «stavano facendo un lavoro orribile come Ministero per gli indiani e le comunità indiane, e il più delle volte peggioravano le cose». L’unico interesse del governo era ottenere l’annullamento dell’identità culturale dei nativi attraverso l’attuazione di politiche repressive. Un esempio? Il programma di istruzione e assimilazione forzata. Questo programma costringeva le famiglie indigene a mandare i figli in apposite “scuole”, dove veniva realizzata una vera e propria pulizia culturale diretta a ottenere la totale assimilazione alla cultura bianca. 

Abusi fisici ed emotivi gli strumenti più idonei alla causa. Numerose famiglie native condividono la medesima storia. Tra queste anche la stessa Deb Haaland, il cui bisnonno è stato separato dalla sua famiglia e portato a centinaia di chilometri di distanza, nella famigerata Carlisle Indian Industrial School in Pennsylvania, il cui motto del fondatore era “Uccidi l’indiano … e salva l’uomo”.

«Penso che sia molto importante ricordare che molti dei poteri che il governo federale ha esercitato su comunità native, famiglie, individui, nel XX secolo, erano regole e regolamenti burocratici, il problema delle regole burocratiche rispetto alla legislazione è che non possono essere riesaminate dai tribunali» spiega K. Tsianina Lomawaima, discendente della tribù Creek Nation e professore in pensione di studi sugli indigeni all’Arizona State University. Chi si ribellava, nel migliore dei casi, finiva in prigione. Come i diciannove leader della tribù Hopi, del nord-est dell’Arizona, che nel 1895 finirono ad Alcatraz per essersi opposti a quella politica didattica ed essersi rifiutati di separarsi dai figli. 

Per lungo tempo al popolo nativo è stata negata qualunque forma di giustizia per gli abusi e l’oppressione subita. È stata negata loro anche la possibilità di rialzarsi e migliorare le loro aspettative di vita. Ancora oggi i nativi americani hanno il più alto tasso di povertà rispetto a qualunque altro gruppo razziale. Questo comporta alti tassi di criminalità, di alcolismo, di appartenenza a bande, di abusi sessuali, di suicidio. Tutto questo a causa delle inesistenti politiche di sostentamento e aiuto.

La nomina della Haaland infonde nuova fiducia nella comunità. «Ora che è segretaria la Haaland, penso che tutti possiamo aspettarci che ci sarà una voce che non è solo familiare  o amichevole con tribù e questioni tribali, ma una voce che siamo noi», ha dichiarato Holly Cook Macarro, presidente American Indian Graduate Center. 

Secondo molti questa nomina potrebbe migliorare la comprensione di ciò che i nativi americani hanno dovuto subire per secoli. Perché i nativi americani vogliono che le loro storie vengano raccontate. «È quasi un genocidio strategico quando pensi alla storia e a quello che è successo. Ma quello che penso sia importante è che le nostre voci siano ascoltate», spiega l’artista Ty Defoe, discendente delle tribù Ojibwe e Oneida, che vive a Brooklyn. 

Con Deb Haaland al capo del dipartimento degli Interni questo potrebbe finalmente accadere. In un’epoca in cui ancora si tenta di sottrarre ai nativi americani il diritto di voto con ignobili stratagemmi, «avere Deb Haaland proveniente da queste comunità e in una posizione di leadership nel governo federale è davvero potente» afferma Holly Miowak Guise, discendente della tribù Iñupiaq e assistente professoressa di storia presso l’Università del New Mexico.

A festeggiare il suo insediamento non sono esclusivamente le comunità indigene ma anche gli attivisti ambientalisti. Il Dipartimento Affari interni si occupa infatti della gestione del 20 per cento delle terre degli Stati Uniti e circa un quarto della produzione nazionale di petrolio e gas; Haaland avrà un ruolo centrale nella realizzazione del piano di Biden sul cambiamento climatico.

Sostenitrice del Green New Deal e di una drastica riduzione delle emissioni di combustibili fossili, fermamente contraria alle trivellazioni di petrolio e gas su suolo pubblico, Haaland ha fin da subito messo in chiaro le sue intenzioni. Pur riconoscendo il ruolo vitale che ha avuto e tuttora ha l’energia fossile, ha comunque sottolineato che «la nostra sfida climatica deve essere affrontata. Il Dipartimento ha un ruolo nello sfruttare il potenziale di energia pulita delle nostre terre pubbliche per creare posti di lavoro e nuove opportunità economiche». 

Questione ambientale e questione indigena sono strettamente legate tra loro. Compito del Dipartimento dell’interno è anche quello di onorare gli impegni del governo federale con la comunità nativa. Compito che storicamente ha fallito. L’amministrazione Trump ha distrutto siti sacri, inquinato l’ambiente e trivellato terreni pubblici, senza alcun rispetto per le tribù indigene residenti in quei territori e per la loro cultura.

«C’è una connessione unica tra i popoli nativi e il territorio che devono gestire, per secoli gli è stato impedito l’accesso alla loro acqua e al loro suolo, impedendo la loro economia basata sull’agricoltura», ha dichiarato Haaland. Per questo motivo durante il suo mandato ha promesso di rimediare ai danni provocati dalle precedenti amministrazioni. 

Non sappiamo cosa riuscirà a realizzare Deb Haaland nei prossimi quattro anni. Ciò che è certo è che la sua nomina ha portato una ventata di ottimismo e speranza all’interno di una comunità invisibile, da secoli vessata e dimenticata.  «C’è molta speranza. L’opinione è che una persona indigena debba essere in quella posizione, e molto meglio che sia una donna indigena. Credo davvero che un cambiamento di prospettiva possa davvero trovare soluzioni a problemi come il cambiamento climatico e la siccità», ha dichiarato Julia Bernal, direttrice della Pueblo Action Alliance nel New Mexico.


Alessia Lentini

Classe 1993, laureata in giurisprudenza e appassionata di politica. Polemica per natura, scrivere mi aiuta a mettere ordine al mio "caos calmo".

Un pensiero su “Deb Haaland, la prima ministra nativa americana della storia

I commenti sono chiusi.

error: Contenuto protetto