Economia Usa, un inizio in salita per Joe Biden

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I dati sull’economia Usa lasciati in eredità dall’Amministrazione Trump pesano su tutte le future scelte della nuova Presidenza.


Iniziamo da un rapido sguardo macroeconomico sulla situazione degli Stati Uniti nell’anno 2020 per capire cosa l’Amministrazione Trump lascia in eredità alla nuova Presidenza. Nell’ultimo anno il Prodotto Interno Lordo americano è crollato del 4,3%, recuperando parzialmente le brucianti cadute del secondo trimestre grazie al terzo e, solo in parte, limitando i danni nel quarto. 

L’inflazione negli Stati Uniti mantiene un andamento accettabile, lontano dalla deflazione europea, con un tasso del 2,1% che consente un adeguato margine di manovra per le politiche monetarie della Federal Reserve qualora volesse intervenire. Bisogna tuttavia considerare che il tasso di sconto oscilla fra lo 0% e lo 0,25%, rimanendo ancora in territorio positivo al contrario di quanto si registra in Europa.

Il dato terribile del 2020 riguarda il mondo del lavoro. Gli USA hanno perso 9.370.000 posti di lavoro e i disoccupati sono oltre dieci milioni. Il tasso di disoccupazione ha toccato il 6,9%, un livello più che doppio rispetto al dato di febbraio del 3,5%. Per tamponare la falla creata dal Covid-19 la spesa pubblica è intervenuta a sostegno dell’economia e gli effetti si vedono sui conti pubblici, dove il rapporto deficit/PIL ha sfondato il 15% arrivando al 15,4%, e il rapporto debito/PIL ha raggiunto il 131,1%.

Di fronte a questi dati la politica economica della nuova Amministrazione Biden non potrà esimersi da nuovi stimoli, tenendo anche in debito conto che la pandemia non è ancora alle spalle e che potrebbero esserci nuovi problemi sanitari. Il primo pacchetto di stimoli allo studio dovrebbe avere una potenza di fuoco non indifferente fra mille e 2mila miliardi di dollari circa. Al suo interno la principale misura di stimolo dovrebbe essere un sostanzioso assegno destinato a pioggia nei confronti dei ceti meno abbienti e della “middle class”.

In base a quanto è trapelato, la misura in questione consterebbe di un assegno di 1.400 dollari per tutti coloro il cui reddito è al di sotto dei 50.000 dollari e un assegno di 2.800 dollari per le coppie il cui reddito è al di sotto dei 100.000. Come è evidente, questa misura di stimolo dovrebbe avere come obiettivo la ripresa dei consumi e il sostegno ai ceti più poveri. 

La soglia scelta non è casuale: secondo uno studio, il limite dei 78.000 dollari ha rappresentato una sorta di spartiacque fra reddito in consumi e reddito destinato al risparmio per quanto osservato circa i risultati del precedente pacchetto di stimolo fatto dall’amministrazione Trump, che consisteva di un assegno di 600 dollari. 

In particolare, i redditi al di sotto dei 46.000 dollari hanno rapidamente speso quanto ricevuto. Quello a cui assisteremmo sarebbe a una sorta di “helicopter money” limitato e destinato a sollevare consumi e ad alleviare la povertà. L’unico dubbio, al momento, riguarda l’anno fiscale a cui fare riferimento rispetto al reddito: non è chiaro se esso sarà il 2019 o il 2020.

economia Usa

Un’altra misura fondamentale in cantiere è l’innalzamento della soglia del salario minimo per i dipendenti federali, che dovrebbe raggiungere i 15 dollari l’ora. Questa nuova soglia provocherà un forte spiazzamento del mercato del lavoro, contribuendo a cascata a innalzare il salario minimo orario anche nel settore privato e aumentando così il potere contrattuale dei lavoratori. L’obiettivo finale è ovviamente quello di rilanciare ancora una volta i consumi, trascinando la domanda e spingendo l’offerta a seguirla.

Altra misura fondamentale è il probabile stanziamento di almeno 400 miliardi per combattere la pandemia. Queste spese dovrebbero essere destinate a rafforzare la campagna vaccinale e una parte robusta alla riapertura delle scuole in sicurezza entro i prossimi 100 giorni. Infine, qualcosa come 350 miliardi dovrebbero essere destinati al finanziamento delle autorità locali e statali per sostenerne il finanziamento e superare eventuali ristrettezze sui bilanci.

Nel complesso, è altamente probabile che la misura di stimolo fiscale si approssimi ai 2mila miliardi di dollari. La maggior parte delle misure sono destinate allo stimolo della domanda aggregata, destinando una mole ingente di risorse alle fasce della popolazione più in difficoltà a causa degli effetti della pandemia. Capire però se queste misure siano risolutive è materia non semplice: molto del destino del primo anno dell’Amministrazione Biden dipende dalla principale variabile esogena al momento, la diffusione del Covid-19. 

L’aggravarsi della situazione, con eventuali nuove chiusure, porterebbe ancora una volta a una contrazione della domanda agendo in misura direttamente opposta alle misure di politica fiscale. Gli Stati Uniti hanno già subìto una mattanza di oltre 450.000 morti: l’andamento dell’epidemia è la chiave per capire il successo delle misure economiche.


Francesco Paolo Marco Leti

Tesoriere di Eco Internazionale. Classe 1984, manager culturale, esperto in economia internazionale, storia dell’economia e storia del pensiero economico.

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