Palazzo Conte Federico: un viaggio virtuale fra la nobiltà palermitana

Condividi

Palazzo Conte Federico rappresenta, tra i tanti edifici storici che vanta la città di Palermo, un piccolo scrigno di tesori inestimabili.


Il Palazzo Conte Federico è stato abitato dalla metà del XVII secolo dai discendenti di Federico d’Antiochia, uno dei numerosi figli dello Stupor mundi Federico II di Svevia. Grazie a quest’ultimo, infatti, Palermo diventa in quegli anni il centro della cultura più importante d’Europa. La sua nota curiosità intellettuale lo portò a realizzare diverse iniziative di rilievo, come la Scuola poetica siciliana, e gli ha permesso di trasformare la città di Palermo in un luogo di incontro tra le diverse culture (cristiana, ebraica, araba e greca). 

Federico II, inoltre, essendo cultore autodidatta di lingue, curò diverse traduzioni di opere filosofiche. La sua eclettica personalità portò in alto il nome della città: non è un caso infatti che fosse solito invitare alla sua corte figure di spicco dello scenario culturale del periodo.

Il Palazzo Conte Federico sorge dietro le antiche mura della città punica, tra l’omonima Piazza Conte Federico e la via dei Biscottari, nel quartiere antico di Ballarò; esso presenta una torre in una delle poche parti restanti delle mura, ed era originariamente composto da un complesso di diciannove torri di epoca arabo-normanna risalenti al XII secolo. 

Palazzo Conte Federico
Fotografia di Davide MauroWikipedia

La torre, chiamata “Torre dello scrigno” – poiché una volta attraversata ci si addentra nel cuore della città – è anche conosciuta come “Porta Busuemi”,  dall’arabo “Bab el Soudan”, o Torre dei negri. Il suo compito era quello di proteggere la città dagli attacchi dei nemici provenienti dall’esterno. Peculiari sono le due bifore, una in stile normanna e l’altra in stile aragonese, sopra le quali sono presenti rispettivamente gli stemmi degli svevi e degli aragonesi, gli antichi dominatori della città Palermo.

Entrando nel palazzo si ha l’impressione di fare un viaggio nel tempo, rivivendo tutte le epoche che hanno attraversato e modellato questa splendida città: una volta attraversate le porte, ci troviamo nel cortile interno decorato in pietra intagliata, opera dell’architetto di epoca barocca Venanzio Marvuglia, a cui dobbiamo, tra i numerosi vanti architettonici nostrani, Palazzo Riso e la Real Casina alla Cinese, senza dimenticare il suo importantissimo contributo nella direzione dei lavori di restauro della Cattedrale di Palermo

Superato il cortile si presenta ai nostri occhi una grande scala in granito rosso che porta ai piani nobili dell’edificio, arredati con preziose opere d’arte e di antiquariato. Una volta entrati nel cuore del palazzo ci imbattiamo in ampi saloni, suddivisi tematicamente e ricchi di tesori. 

Nella Sala blu e nella Sala degli stemmi ammiriamo i soffitti a cassettoni in legno dipinto, risalente al XV secolo; la Sala verde vanta delle porte in oro zecchino, uniche nel loro genere; la Sala rossa, inoltre, presenta gli affreschi di Vito D’Anna, pittore palermitano considerato uno dei massimi artisti del rococò siciliano; Infine, la Sala delle armi custodisce tutti gli strumenti bellici che furono usati nelle varie battaglie che coinvolsero Palermo. 

Palazzo Conte Federico

Ma la sala che più di tutte rende l’idea della sua bellezza inestimabile è sicuramente la Sala da ballo: a caratterizzarla è il pianoforte a coda, posto su di un palco, suonato da Wagner durante il suo soggiorno a Palermo nel 1882. Alzando lo sguardo verso il soffitto è possibile ammirare l’affresco, raffigurante la scena allegorica del Trionfo della purezza tra le virtù del suo tempo, del pittore Gaspare Serenario, racchiuso in una cornice in stucco dorato del grande scultore barocco palermitano Giacomo Serpotta. Il pavimento decorato a mano riporta lo stemma dei Conte Federico, costituito dall’aquila sveva.

Se è possibile ammirare questo gioiello lo dobbiamo alla famiglia dei Conte Federico, e in special modo a Don Gaspare Federico e Balsamo conte di San Giorgio, che acquistarono il palazzo dai padri olivetani di Santa Maria dello Spasimo, a metà del XVIII secolo.

Ancora oggi, il palazzo è abitato dal conte Alessandro Federico che, insieme alla sua famiglia, si occupa di organizzare le visite guidate visite all’interno dell’edificio, dove è possibile ammirare gli splendori che esso vanta. Un viaggio dentro un piccolo scrigno custodito nel cuore del quartiere antico di Ballarò.


Foto in copertina: www.contefederico.com

Massimiliano D'Amico

Sono appassionato di politica internazionale e di diritti umani, affronto la vita con gusto ironico, e non mi tiro mai indietro di fronte alle sfide.

error: Contenuto protetto