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L’assessorato contestato: Alberto Samonà, la risposta leghista per la Sicilia

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Con le ultime nomine per l’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia, si è conclusa la ricerca di Nello Musumeci del nuovo assessore. A fronte delle numerose proteste – nonostante il Presidente della Regione siciliana abbia dichiarato trattarsi di «una sparuta minoranza» e di «poveretti con problemi personali» – la scelta è caduta su un palermitano ed esponente della Lega: Alberto Samonà. Chi è il nuovo vertice dei beni culturali siciliani?

Senza voler trascrivere la biografia di Samonà, è tuttavia necessaria una piccola panoramica sul nuovo sfavillante e “buon” assessore che difenderà l’identità siciliana.

Sappiamo che il nuovo assessore Alberto Samonà proviene da una famiglia prestigiosa fatta di intellettuali e architetti illustri come Giuseppe Samonà e Alberto Samonà.  Ha frequentato la facoltà di Giurisprudenza laureandosi con una tesi in diritto ecclesiastico dal titolo “Libertà religiosa come diritto soggettivo”. Ha iniziato la sua carriera giornalistica con Libero fino ad arrivare, nel 2017, alla direzione del giornale on-line ilSicilia, lasciato proprio pochi giorni fa.

Fa parte di varie commissioni regionali di esperti sulla letteratura, come ad esempio il premio “la Giara”; ha tenuto diversi laboratori e seminari sull’induismo e lo Yoga di Vāc Aim Saraswat (tantra, ayurveda, meditazione) e ha recentemente pubblicato un libro sul tema, “I colori di Śiva – Storie e narrazioni Tantra” (Tipheret, 2017). Ha dedicato anche un testo – “La Tradizione del sé” (Atanòr, 2003) – all’analisi del sé attraversando i simboli del paganesimo, le dottrine ermetico-pitagoriche, l’alchimia, le danze sacre dei monaci sufi. Possiamo definire la maggior parte della sua produzione letteraria, legata alla sfera spirituale e orientale (peraltro, anche molto interessante).

Alberto Samonà ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Famiglia Piccolo dalla quale si è recentemente dimesso, dopo dieci anni, per via del suo nuovo impiego all’Assessorato. Ma evitando di eseguire un’autopsia lavorativa dello scrittore, è lecito interrogarsi sulle sue competenze nel settore dei beni culturali. Essere giornalista, scrittore e figlio di architetto colloca Samonà come esempio del classico intellettuale.

Le curiose “creature dei social” hanno però messo in luce alcuni aspetti che vengono fuori dalla sua (scomparsa) vetrina Facebook.

Cercando fino a qualche giorno fa Alberto Samonà era possibile trovare tre profili – forse le tre espressioni del suo sé. In aggiunta ai suoi due profili privati (ora uno) dove indica un orientamento politico con “oltre” (presente nel profilo eliminato), esisteva la sua pagina ufficiale, prontamente eliminata, dove si potevano trovare alcuni post che siamo riusciti a conservare in tempo.

L’ultimo post – che proponeva un video di ControTv (abbiamo già incontrato questo canale per i video del complottista Rosario Marcianò) – era stato rimosso qualche giorno prima della cancellazione della pagina.

L’assessore crede che sia sopravvalutato il valore dell’antifascismo o – come ha dichiarato in una recente intervista a La Sicilia – che si tratti di una «categoria stantia, come il fascismo» e che «fascismo e antifascismo sono categorie di un altro secolo». Il tema dell’antifascismo è materia davvero delicata e sfiorare le sue estremità definendolo un concetto che porta con sé identità politiche o lotte risolte, non è del tutto corretto. Se ad oggi lo spirito antifascista è vivo e pulsante, lo è in virtù della sua naturale controparte che “pizzica” ancora il nostro presente.

La sua esperienza nel mondo della politica è costellata di salti acrobatici. Dopo la militanza nel MSI degli anni Ottanta, vale la pena soffermarsi qualche riga sulla formazione, negli anni Novanta, del Circolo politico-culturale Julius Evola. Il nome del circolo si riferisce al filosofo, pittore, poeta ed esoterista Giulio Cesare Andrea Evola. Si legge su Wikipedia: «Le sue posizioni [di G. Evola ndr] si inquadrano nell’ambito di una cultura di tipo aristocratico-tradizionale e di tendenze ideologiche in gran parte presenti anche nel fascismo e nel nazionalsocialismo, pur esprimendosi talvolta in chiave critica nei confronti dei due regimi. Mussolini ne apprezza alcune impostazioni: in particolare il ritorno alla romanità e una teoria della razza in chiave spirituale. Da parte sua il filosofo nutre una pacata ammirazione nei confronti del Duce». D’altronde Evola era frequentatore assiduo della vita accademica universitaria nell’ambito dei corsi di “mistica fascista” (corrente di pensiero fideista tutta interna al fascismo).

Nel 2018 Samonà si presenta alle “parlamentarie” per il Senato, circoscrizione Sicilia, con il Movimento Cinque Stelle, da cui esce escluso dalla lista dopo una prima selezione on-line. Sempre nello stesso anno, a settembre, viene poi nominato responsabile del Dipartimento Cultura della Lega Salvini Premier per la Sicilia occidentale. Samonà non smentisce mai il suo essere storicamente di destra, ma a oggi la sua adesione alla Lega è motivata da una “presenza pluralista” dentro questo partito. Il neo assessore siciliano definisce la Lega «non un partito di destra», ma un partito popolare che rappresenta il «superamento delle ideologie».

Quali sono le sue competenze tangibili, ad esempio, nei beni archeologici siciliani che compongono la stragrande maggioranza dei tesori della Sicilia? Il patrimonio culturale della Sicilia comprende oltre ai beni archeologici, architettonici e artistici, storici e contemporanei, anche beni demoetnoantropologici, senza dimenticare tutto il parco di tradizioni che vanno a formare il patrimonio immateriale che traccia i contorni dell’identità isolana, storicamente concretizzata anche nella Resistenza e nell’antifascismo. La conoscenza e la valorizzazione di questi sono e saranno sempre i requisiti minimi per proteggere, promuovere e rappresentare la più grande ricchezza di questa terra.

Sono un faro le parole del segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, che si auspica un cambio di rotta rispetto alle aspettative negative dell’opinione pubblica. In un comunicato stampa, Mannino dichiara: «Ci auguriamo che da oggi il biglietto da visita del neo assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, siano le iniziative che intende portare avanti per la valorizzazione e la promozione del settore, per la tutela dell’enorme patrimonio artistico-culturale della Sicilia con il necessario confronto con le parti sociali, al quale non ci sottrarremo nell’interesse di siciliani. Il ritratto di Samonà che emerge dai social e dal web, lo colloca di fatto anni luce dalla tradizione e dalle idee della Cgil, per cui l’antifascismo è e sempre sarà un valore. Il nostro auspicio – sottolinea Mannino –  è che da assessore anche all’identità siciliana, Samonà, oltre a muoversi nel rispetto dei valori costituzionali, mantenga e valorizzi il tratto democratico e antifascista dell’identità siciliana. Noi per quanto ci riguarda ci atterremo al merito dell’azione politica che Samonà e il governo Musumeci porteranno avanti».


 

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Virginia Monteleone

Responsabile "Eco Culturale". Credo che l’arte sia una scelta di vita, e che la si sceglie in varie modi: la si fa, la si spiega, la si vende o la si compra. Io la svelo nella sua semplicità.

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