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Pandemic UK (aggiornamento 23 marzo)

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Nonostante questa calma apparente, nei supermercati (che tanto hanno reclamato le loro misure di sicurezza) non si presta cura alla distanza sociale. Le persone in fila alla cassa sono ancora accalcate, i centri commerciali friggono di gente che cerca carta igienica, uova, farina e altri beni. Sebbene alle casse si faccia attenzione in modo scrupoloso alla direttiva che impone l’acquisto di un numero limitato di confezioni di uova/farina/pasta/riso/patate/acqua e altri beni di prima necessità, gli scaffali continuano a non reggere il ritmo della richiesta.

Stando ai dati del Center for Systems Science and Engineering (CSSE) della Johns Hopkins University (JHU), l’Inghilterra è al decimo posto della classifica delle nazioni colpite da Covid19. Si è osservato come il virus si diffonda più velocemente a Londra che nel resto del regno. Solo a Londra si contano più di 2000 casi e, mentre sale il numero dei contagiati, il governo tenta di rassicurare una popolazione che non si sente affatto al sicuro. 

Ricordiamo che è sconsigliato l’uso di Aspirina, Ibuprofene, Oki e di altri antinfiammatori. Per maggiori informazioni potete consultare la guida dell’Istituto Europeo di Medicina.

Come sappiamo, Londra è organizzata in borghi e le comunità locali potrebbero fare la differenza: i local hubs sono in fase di organizzazione per ottimizzare servizi come consegna di cibo e medicine, lavorando con supermercati e farmacie, per non lasciare fuori – potenzialmente – nessuno. Se per esempio vivete nel borgo di Newham, dovrete visitare www.newham.gov.uk, se vivete a Camden Town www.camden.gov.uk e così via. Per chi volesse proporsi come volontario, consultare questa pagina. 

Dato che non si trova pasta, il mastro pastaio Simone Remoli ci ha messo a conoscenza della sua iniziativa per consegnare pasta in tutta Londra. Segnaliamo inoltre che, sebbene ci siano molte piccole realtà che propongono la consegna a domicilio, i prezzi dei beni sono quasi proibitivi: su eatvita.co.uk troviamo una “offerta speciale” che propone un paniere da £ 20.00 con 6 verdure di stagione e 3 varietà di frutta. Quantità consigliata per 2 – 3 persone. Il peso non è dato saperlo. Anche altre ditte stanno adottando prassi del genere. Lucrare su questa situazione potrebbe essere la soluzione per tante aziende. Occorre stare attenti agli acquisti e tentare di appoggiarsi per quanto possibile al sistema di local hubs.

Segnaliamo, inoltre, come molte comunità si siano mosse indipendentemente per autorganizzarsi già dalla scorsa settimana per supplire alle mancanze e alla procrastinazione del governo, dimostrando maturità e coscienza sociale. Qui un elenco di chat di supporto già attive a East London. Invitiamo i lettori e le lettrici a inviarci questo tipo di informazioni anche da altre aree in città, se presenti:

Stratford & New Town  Maryland Forest Gate North Forest Gate SouthWest HamGreen Street WestGreen Street EastManor Park Little IlfordEast Ham NorthWall EndEast Ham CentralEast Ham SouthBoleynPlaistow (North & South)Canning Town (North and South)Custom HouseRoyal Docks

Anche gli alberghi fanno la loro parte mettendo a disposizione 300 stanze per ospitare clochard che, ricordiamo, sono da anni un’emergenza irrisolta. L’emergenza abitativa e il diritto alla casa, saranno finalmente riconsiderati?

Sebbene si siano riscontrate reazioni positive, è anche vero che c’è ancora chi, noncurante o ancora poco informato sul pericolo, non rispetta le norme basilari di sicurezza: distanza fisica tra persone di almeno un metro, uso di guanti e disinfettanti quando si è fuori casa; soprattutto ancora molta gente – fuori e dentro Londra – sottovaluta  il problema

Il Premier Boris Johnson avverte le persone di essere responsabili quando sono all’aperto. Nelle conferenze stampa giornaliere, a cui si affida la stampa tutta, si continua a battere sul punto della mortalità prevista all’1%, senza prendere in considerazione che il virus, se non arginato in tempo, potrebbe mutare e adattarsi alle condizioni che trova. Dovrebbe essere quindi fondamentale un intervento repentino e mirato, ma siamo ancora ad una fase di contenimento molto blanda, in cui ci si concentra sull’equilibrio necessità sanitarie/necessità economiche. Invece ci ritroviamo a fare la colletta per comprare mascherine protettive a medici, infermieri e altro personale sanitario (se volete donare questo è il link). 

Nelle immagini possiamo vedere la stazione degli autobus antistante la Stratford Underground, East London, normalmente brulicante di gente che va e viene. Questo è un punto nevralgico a East London perché raccoglie la stazione dei bus, Underground, Overground, DLR, TFL, Westfield Center, Stratford Center e la stazione di Stratford International. Il 22.3.2020 si presentava così:

Sebbene l’afflusso della gente sia diminuito, i parchi sono ancora molto frequentati perché ci si illude che stare all’aria aperta dia una qualche sicurezza. Purtroppo non è così. Il virus viaggia per via aerea, anche attraverso le particelle di inquinamento: ci sono studi che non solo lo dimostrano, ma lo avevano addirittura previsto. Secondo la Società italiana di medicina ambientale “il particolato atmosferico, oltre ad essere un carrier, cioè un vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus, costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni“. Qui il sito per chi volesse addentrarsi in queste letture.

Intanto continuano ad arrivare segnalazioni di cittadini che vivono sul territorio che lamentano la non attendibilità di ciò che dice il governo riguardo agli interventi: dal silenzio dell’111 alla prassi di scoraggiare i cittadini a chiamare il numero stesso per non pesare su NHS, i cittadini cominciano a dubitare seriamente della trasparenza delle decisioni del governo.

Anche il Center for Global Development si interroga su questo punto, arrivando a pubblicare un documento  che titola (traduzione) “Risposta del Regno Unito a COVID-19: urgente necessità di un processo decisionale trasparente e inclusivo”. In questo clima c’è da chiedersi inoltre se il clima di chiusura e militarizzazione lo vogliamo davvero, in Europa. E c’è da chiedersi come mai ci si sia scapicollati per fare tamponi ai calciatori mentre il personale sanitario tutto sarebbe la priorità.

Anche il linguaggio usato per raccontare un fenomeno è importante e sarebbe utile smettere di dire “siamo in guerra” o di usare espressione come “bollettino di guerra”, perché non lo siamo. Come osserva Giampaolo Rosso , insegnante e giornalista: “Non siamo in guerra, meglio dircelo con chiarezza. Nessuno ci attacca e fortunatamente non stiamo attaccando nessuno. Certo, siamo armati fino ai denti, abbiamo concesso agli affaristi dell’industria collegata alla guerra tutto quello che avremmo dovuto utilizzare per la salute, i diritti, le libertà, l’amicizia e la solidarietà, ma mai come adesso tante armi a nulla servono, nessuno salvano, nemmeno un morto evitano.”

Ricordiamo che tutte le informazioni governative riguardanti l’emergenza covid19 sono riconducibili a questi indirizzi con notizie in costante aggiornamento:
1. https://www.gov.uk/coronavirus
2. https://www.nhs.uk/conditions/coronavirus-covid-19/


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Alice Castiglione

Vivo in UK, sono una visual artist e creatrice di contenuti, senza lasciare mai da parte l'attivismo.

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