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Pandemic UK (Aggiornamento dell’1 Aprile)

 

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L’emergenza Covid19 in UK sta portando a galla contraddizioni tra classi sociali, non ultima l’evidenza che le classi sociali più basse, quelle con meno garanzie che troppe volte vivono nel precariato, sono la base di questa economia che senza di loro crollerebbe rovinosamente.  Gli effetti si vedono nelle preoccupazioni dei contadini e fattori che quest’anno a causa della carenza di raccoglitori (causati dalla Brexit e dal coronavirus), vedranno con molta probabilità il loro raccolto marcire sul terreno. Se andiamo a vedere i dati dell’Office for national statistics notiamo che il 99% dei raccoglitori di frutta e verdura proveniva dall’Unione Europea.

Qui London Economic intervista un contadino. Non è un mistero come questo impatterà non solo sulla disponibilità e reperibilità di ortaggi, frutta e verdura, ma anche sul loro prezzo finale. Questi erano tutti fattori prevedibili e si sarebbe potuto trovare uno schema per ammortizzare questo duro colpo, se si fosse considerata la pandemia una cosa reale per tempo, cosa che non è stata fatta in nessun settore, nemmeno quelli critici. Nonostante questo, il governo inglese si comporta come se le misure prese in fretta e furia siano state la migliore soluzione per il regno di Elisabetta II. Ebbene, l’effetto combinato Coronavirus/Brexit si sta diffondendo a macchia d’olio, con differenze geografiche: a Londra, per esempio, la manovalanza degli stranieri è impiegata maggiormente tra hospitality e catering, settori che perora non lavorano.

Questo scenario viene completato dalla psicosi dei giorni scorsi che ha portato centinaia di migliaia di persone a fare acquisti impulsivi dettati dall’emotività, facendo sparire dagli scaffali beni di prima necessità come farina, pasta, uova e (come non citarla) la carta igienica. C’è da dire che la narrazione della pandemia ha visto l’uso di parole chiave comuni alla diverse lingue e coinvolge concetti come “nemico da sconfiggere” o “guerra” che hanno contribuito a seminare panico e incertezza.

In questo contesto il governo inglese annuncia azioni eclatanti e mette in atto misure che funzionano (solo per una parte della variegata e stratificata popolazione britannica). Peccato che ci siano tantissime testimonianze che rivelano che nella vita reale questo sistema non funziona, lasciando senza protezione (fisica ed economica) una buona fetta di popolazione: possiamo prendere l’esempio dei migranti che sono disinformati e scoraggiati dall’accedere al servizio sanitario per timore di essere costretti a pagare cure o che l’interazione con NHS potrebbe portarli a essere individuabili e presi di mira dall’ufficio immigrazione. 

I medici di prima linea hanno raccontato a The Independent di essere stati imbavagliati, di non potere parlare delle carenze di dispositivi di protezione mentre trattano i pazienti con coronavirus – con alcuni sostenitori del governo che hanno minacciato la loro carriera.

Si parla di mettere in sicurezza aziende, impiegati, datori di lavoro, padroni di casa (landlords), ma sembra piuttosto una strategia politica per spostare l’attenzione dal problema di condizione sociale ed interessi economico politici, ad un piano che giochi sull’emotività del momento facendo leva sulla questione dell’emergenza. Come negli altri paesi, il problema principale resta la liquidità e la coerenza delle strategie. Se in USA si è ovviato al problema della liquidità versando a tutti i cittadini 1000 dollari, dall’altro lato il sistema sanitario è privato e per le cure si possono arrivare a spendere più di 30.000 dollari per chi non ha un’assicurazione sanitaria (e in America sono in tanti che non possono pagarsi cure mediche o semplicemente chiamare un’ambulanza- a pagamento anch’essa). In UK, sebbene le ambulanze non siano a pagamento e il sistema sanitario nazionale sia pubblico, si trovano contraddizioni molto profonde: da parte degli esponenti del governo, applaudire ai lavoratori NHS è stato un atto davvero ipocrita in un momento che è stato definito uno “scandalo nazionale” in diretta al question time della BBC. 

Richard Horton, caporedattore di The Lancet, una rivista medica con sede nel Regno Unito, mette con le spalle al muro il malcapitato esponente del governo, che ha molto poco da ribattere. Cercare di fare passare in cavalleria le minacce di sciopero dei medici che chiedono protezioni adeguate non farà passare l’emergenza, per cui il sistema sanitario nazionale ha chiesto alle scuole di donare occhiali da laboratorio a causa della carenza di strumenti e materiali.  E ora si applaude con una retorica che vede gli operatori NHS come eroi asserendo che queste sono le cose che fanno inorgoglire la nazione. Curioso, dal momento che chi gestisce questa nazione non ha fatto altro che scavare il fosso al sistema sanitario, portando i medici a definire la categoria “carne da macello al fronte”.  A sostegno di NHS arrivano medici e materiale medico cinesi che, dopo aver aiutato l’Italia e la Spagna, sbarcano anche in UK. Questa emergenza è tutta sociale e si stanno pagando anni di politiche incentrate sul guadagno e sul benessere di pochi. Brexit e le politiche dei conservatori ne sono la prova.

Mentre aziende consolidate come Carluccio’s (71 branches) o BrightHouse collassano smentendo l’effettivo funzionamento delle misure governative, il fiasco dello universal credit iniziato nel 2011 si evolve e si amplifica negli anni e peggiora in situazioni estreme come nel caso della pandemia. Ci sono decine di migliaia di persone che non solo non vengono coperte perché non sono profili idonei (perché non hanno guadagnato abbastanza nei periodi precedenti a Covid19, perché non riescono ad accedere ai servizi per varie ragioni ecc), ma devono fare pure i conti con ricatti sul posto di lavoro. Perchè “o ti attieni alle policies, nonostante siano ridicole e le procedure di practices and safety siano inesistenti” è un ricatto soprattutto perché in questo periodo un lavoro anche a rischio può fare la differenza. Sebbene la narrazione massmediatica preveda parole come “massive actions”, il sistema UK sta avendo non poche difficoltà, tanto da dover reclutare centinaia di migliaia di persone tra medici in pensione e volontari in tutto il paese senza i quali la soglia di sopportazione del sistema sanitario e sociale sarebbe stata sorpassata da un pezzo. La marcia indietro dei conservatori non si placa e pare che adesso gli immigrati EU che rubano il lavoro agli inglesi servano al governo Tory di Johnson, rivelando tutta l’infondatezza della dannosa retorica nazionalista delle destre britanniche (ma non solo).

Oltre a questo molti lavoratori in nero e chi guadagna meno di un tot stanno vivendo uno stigma sociale non indifferente perchè, a quanto pare, a Capitol City non esisti se provieni dagli ultimi distretti e la solidarietà di troppi si ferma al “rivolgiti al gruppo di supporto della tua zona”. Troppo spesso l’empatia per chi sta ai gradini più bassi della società viene a mancare e troppo spesso si leggono commenti sui social sulla scia del “e tu che hai fatto per guadagnartelo?”, come se il diritto ad  una vita sana e dignitosa non fosse sancito dalla carta dei diritti umani.  

Insomma è sempre più evidente come esistano cittadini di serie A e di serie B. L’esempio estremo e lampante di quanto descritto ci viene fornito dalla BBC che in questo articolo mostra come i problemi possano essere presi in considerazione e risolti (anche parzialmente) se le classi più agiate rischiano di accusare effetti indesiderati. Posto il fatto che l’emergenza abitativa non è certo stata risolta con questa iniziativa, è comunque indicativo per capire il tipo di tensione che muove l’azione e le priorità. 

Parlando degli affitti, cosa che tocca da vicino tutti (o quasi), ad una settimana di distanza dalle misure pubblicate dal governo il messaggio che si legge tra le righe è quello di rimettersi al buon cuore del padrone di casa che può decidere se arrangiare un accordo temporaneo per venire incontro alle necessità dell’inquilino, oppure no. In alternativa potete sempre indebitarvi chiedendo un prestito, asserendo che, comunque, “nella maggior parte dei casi l’epidemia COVID-19 non influisce sulla capacità degli inquilini di pagare l’affitto”(pag.7  punto 1.1). Mentre in Italia ed altri Paesi gli affitti sono stati sospesi – non prorogati – (ragionevolmente e comprensibilmente) l’atteggiamento discutibile del governo ha fatto presa e convinto della validità  delle misure moltissime persone, specialmente tra le comunità di immigrati economici in UK. 

Una misura interessante da osservare è l’iniziativa annunciata dal sindaco Khan con questo tweet in cui annuncia di andare incontro ai tanti cittadini che hanno difficoltà nel pagamento delle bollette tramite London Power: si tratta di una azienda locale supportata dal comune di Londra, che produce energia 100% green promettendo bollette più basse di quelle attuali, tentando di placare gli animi della working class. La comunità degli italiani in UK si divide invece tra chi sostiene la linea del “che altro vuoi dal governo?” e chi non percepisce questi provvedimenti come validi e/o sufficienti. 

Di sicuro c’è che l’economia conta di più delle necessità reali. Parlando di importanza del portafoglio e di disparità sociali radicate nelle pratiche di gestione del sistema paese, ci imbattiamo nell’ultima puntata della sitcom “how to exploit a pandemic”: i kit di autodiagnosi. 

I kit non solo non sono controllati e messi a disposizione dal sistema sanitario nazionale che in questa pagina (che non è stata aggiornata nonostante la necessità di informazioni sicure  – Page last reviewed: 28 February 2019- Next review due: 28 February 2022) dice espressamente di stare attenti a cosa si compra online perchè la descrizione potrebbe essere fuorviante, di fatto scaricando su farmacisti e GP (medici di base) la responsabilità di guidare all’acquisto dei tamponi. Il kit è prenotabile presso diverse organizzazioni di assistenza medica come City Doc. Da non confondere con il test per controllare l’attività degli anticorpi, il test per COVID19 viene attualmente usato esclusivamente nelle strutture NHS. 

In un solo giorno sono morte 400 persone mentre NHS riceverà ventilatori di fabbricazione britannica la prossima settimana e la pista di pattinaggio a Milton Keynes è stata convertita per ospitare i deceduti Coronavirus. Proprio le vittime di coronavirus sono al centro di una polemica secondo cui ci troviamo di fronte a numeri parziali, perché si contano solo i pazienti covid accertati negli ospedali. Anche in UK ci troveremo un sommerso di decessi COVID19 come in Italia? In che maniera si riuscirà a censire in modo esaustivo la popolazione affetta? Il governo del Regno Unito aveva in precedenza affermato di aver raggiunto l’obiettivo di 10.000 test al giorno, ma attualmente sono in corso circa 8000 test. E ora non si prevede di raggiungere un ulteriore obiettivo di 25.000 test giornalieri fino alla fine del mese. In compenso anche in UK le forze dell’ordine hanno dato dimostrazione di come non importa che i cittadini siano informati, consapevoli e coscienziosi, l’importante che siano ubbidienti, facendo storcere il naso a Jonathan Sumption, ex giudice della Corte suprema del Regno Unito che, come riporta Al Jazeera dice: “La tradizione della polizia in questo paese è che i poliziotti sono cittadini in uniforme, non sono membri di una gerarchia disciplinata che opera solo al comando del governo”. L’hashtag #policestate è un trend su Twitter in UK. 

Continuiamo a sostenere la linea espressa in questo aggiornamento e segnaliamo gli sviluppi anche sulla questione trasparenza fatta emergere dal Centro dello sviluppo mondiale, che ha pubblicato aggiornamenti sulla questione trasparenza decisionale del governo. (Per segnalazioni, testimonianze e osservazioni: ecointernazionale@gmail.com)


Alice Castiglione

Alice Castiglione

Vivo in UK, sono una visual artist e creatrice di contenuti, senza lasciare mai da parte l'attivismo.

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