Oggi li chiamano Influencer, ieri li chiamavano Messia

Di Erica Barra – Attraverso un rapido excursus si potrebbe avanzare una teoria a tratti azzardata ma che in parte chiarisce e spiega un fenomeno che nasce con la nascita dell’uomo. Sin dai primordi l’essere umano ha avuto bisogno di trovare delle risposte ai misteri del mondo, ma ancora di più ha avuto bisogno nel suo percorso di vita di porre davanti ai suoi occhi idoli da osannare: figure guida di grande carisma che illuminavano saggiamente le vite mediocri e insensate dei comuni mortali.

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Ci sono stati gli Dei, che nell’antica Roma e nell’antica Grecia impersonavano le forze della natura o i luoghi e spiegavano vicende umane; ci sono state e ci sono le divinità delle religioni abramitiche e monoteistiche, le divinità induiste e buddhiste, dello shintoismo e chi più ne ha più ne metta; ci sono stati i Messia, che in terra si sono fatti portatori del messaggio divino, e da tali hanno guidato con forte entusiasmo i popoli di ogni dove.

Ogni epoca e ogni popolo ha visto e vissuto nel corso della sua storia la necessità di una stella guida che dirigesse lo spirito nel cammino della vita e lo accompagnasse dritto al mondo dell’oltre. Le immagini sacre, gli idoli, i luoghi di culto hanno fatto da tramite tra l’uomo e il suo osannato. A cosa assistiamo nell’epoca contemporanea, nell’era dei seguaci di tutto, del fast, dello sharing e dell’«influencer»?

Attraverso la finestra dei social network, le masse di singoli individui ambiscono all’agognato primato, si mettono in mostra con immagini di matrice personale, vestono i panni dei nuovi idoli, si affannano per apparire perfetti, più amabili, da adorare. E tra questi spiccano i più grandi, le altezze, i nuovi dei: gli influencer.

Presentazione della collezione di scarpe Chiara Ferragni  (2015)

A cosa è dovuto il successo di questi nuovi dei? Un elemento non trascurabile è il ruolo commerciale che ricopre l’idolo influencer. «Oggi gli influencer ricoprono un ruolo molto importante nella comunicazione aziendale – afferma Gigi Mazzeschi, organizzatore dei Macchianera Internet Awards (la kermesse che premia i migliori siti, influencer e pagine social italiani) – infatti l’influencer marketing è il canale che consente il tasso d’acquisizione più alto, tant’è che un’azienda su tre ha un budget dedicato a questa attività e ha dichiarato di volerlo incrementare. Dalle foto alle Instagram Stories, gli influencer diventano il punto di contatto privilegiato per legare efficacemente i consumatori ai brand».

I nuovi Messia delle masse, le nuove risposte, le nuove stelle guida. Tutto gira intorno a loro e tutti aspirano ad avere un po’ di loro. Li ringraziano della loro esistenza, li amano per essere l’ispirazione, li pregano di un’attenzione. Il tramite ora è una tastiera. Il ragionamento potrebbe sembrare blasfemo, potrebbe sembrare una critica nei confronti dei fenomeni a cui assistiamo. Non è niente di tutto ciò: si tratta di un’osservazione socioculturale su base storica. Ai posteri l’ardua sentenza.


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