Selvaggi? No, Indigeni

Di Alice Antonacci – Indigeni possono genericamente essere considerati quei gruppi di persone che sono nati e la cui esistenza è profondamente connessa e legata ad una determinata regione geografica sin dai primordi, specialmente in opposizione a occupazioni e domini coloniali, ed aventi un dato insieme di caratteristiche tradizionali e culturali. Tuttavia risulta difficile darne una definizione esauriente dal momento che, come rilevato dallo studioso viennese Rene Kuppe, una puntuale descrizione del concetto di popolo indigeno e l’individuazione dei soggetti che ne fanno parte comporta il rischio di produrre concetti inappropriati, sia nel caso in cui vengano adottate forme non inclusive sia nel caso in cui si faccia ricorso a categorie dai confini troppo ampi.

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Nativi Americani ed Aborigeni sono probabilmente i primi due gruppi sociali che vengono in mente quando si parla di comunità indigene, oltre che i primi a venir fuori se si cerca su Internet, eppure le comunità di questo tipo sono molte ed eterogenee. Si stima che ci siano 370 milioni di persone indigene nel mondo distribuite in 90 nazioni diverse. Queste popolazioni sono depositarie di culture e hanno modi unici di intessere relazioni con l’ambiente circostante in cui vivono. Una loro precipua caratteristica è quella di aver mantenuto caratteristiche culturali, sociali, economiche e politiche differenti rispetto a quelle delle società dominanti.

Sebbene si tratti di gruppi sociali diversi tra loro, queste popolazioni presenti in tutto il mondo condividono problemi comuni relativi alla protezione dei propri diritti. Guardando alla storia passata e (purtroppo) anche a quella recente, i popoli indigeni hanno cercato il riconoscimento della propria identità e delle caratteristiche che li contraddistinguono. La comunità internazionale ha riconosciuto l’esigenza di misure speciali per proteggere i loro diritti e le loro tradizioni.

I gruppi che possono essere ricondotti alle comunità indigene sono molteplici ma esiste un documento che ne sancisce i diritti, a prescindere da dove queste siano dislocate o dal numero di persone che ne facciano parte: si tratta della Declaration on the Rights of Indigenous People, ossia la Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 settembre del 2007. All’interno di questa dichiarazione vengono proclamati i diritti collettivi propri delle popolazioni c.d. autoctone.

La Dichiarazione è stata dibattuta per diverso tempo prima di essere adottata in occasione della sessione inaugurale del Consiglio per i Diritti Umani. Si tratta di un documento che ribadisce il diritto dei popoli indigeni a mantenere e rinforzare le proprie tradizioni, culture ed istituzioni e altresì a perseguire la forma di sviluppo più adatta alle loro aspirazioni e ad i loro bisogni.

Articolo 1: “I popoli indigeni, sia come collettività sia come persone, hanno diritto al pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali così come sono riconosciuti nella Carta delle Nazioni Unite, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo e nella legislazione internazionale sui diritti umani.”

Com’è noto le Dichiarazioni dell’ONU adottate mediante Risoluzioni dell’Assemblea Generale non sono strumenti giuridicamente vincolanti secondo il diritto internazionale. Ciononostante la Dichiarazione sui diritti dei popoli indigeni costituisce un elemento imprescindibile a cui guardare nell’ambito delle interazioni fra gli stati e le popolazioni indigene presenti nel mondo. Le Dichiarazioni, infatti, svolgono fuor di ogni dubbio un ruolo fondamentale ai fini dello sviluppo del diritto internazionale.

La dichiarazione, risultato di complesse e a volte controverse trattative, durate molti anni, rappresenta uno strumento di portata storica per il progresso dei diritti e della dignità dei popoli indigeni nel mondo. La sua adozione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, prevista prima della fine dell’anno, costituisce un traguardo importante, e ha il potenziale per un ulteriore coinvolgimento delle popolazioni indigene e dei loro partner”: queste sono state le parole pronunciate da Kofi Annan, ex Segretario Generale dell’ONU, durante la Giornata internazionale dei popoli indigeni nell’agosto del 2006 e dalle quali è possibile percepire la rilevanza di questa dichiarazione e quanto difficile possa essere la sua concreta e piena attuazione.

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La Giornata internazionale dei popoli indigeni nel mondo si celebrerà fra pochi giorni, precisamente il 9 agosto: una giornata la cui rilevanza non può essere discussa, ancor di più oggi, dal momento che le comunità indigene continuano ad essere minacciate, i loro diritti continuano ad essere violati, e viene negato loro il rispetto che contraddistingue ed è proprio di ogni essere umano.


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