Elezioni in Ucraina, Zelensky conquista la maggioranza assoluta

Di Francesco Puleo – Il risultato delle elezioni di domenica in Ucraina per il rinnovo del Parlamento è ormai chiaro: una vittoria schiacciante per il partito “Servitore del popolo”(Sluha narodu) del comico Volodymyr Zelensky, eletto Presidente dell’Ucraina con il 73% dei voti nel ballottaggio seguito alle elezioni presidenziali dello scorso marzo. Con un consenso superiore al 40% dei voti a scrutinio quasi ultimato, Zelensky ottiene la maggioranza assoluta dei seggi e si prepara a governare da solo.

Volodymyr Zelensky riceve l’incarico di Presidente dell’Ucraina, 20 maggio 2019

Netta la sconfitta per il partito dell’ex presidente Petro Poroshenko, l’oligarca che ha governato il paese negli ultimi cinque anni, ovvero nella fase successiva alla cosiddetta “rivoluzione di Maidan”. Lo stesso vale per Yulia Tymoshenko, tra le figure di spicco della politica ucraina degli ultimi due decenni: sia lei che Poroshenko si sono assestati intorno all’8% dei voti.

Risultato positivo per la “Piattaforma d’opposizione” guidata dal filorusso Victor Medvedchuk, che oltre ad essere proprietario di una rete televisiva vanta un rapporto d’amicizia strettissimo con Vladimir Putin. Medvedchuk si avvicina al 13% a livello nazionale e in alcune delle aree russofone nel sud-est del paese è il primo partito.

Interessante e inaspettata infine l’affermazione di Sviatoslav Vakharcuk, cantante di uno tra i più celebri gruppi rock del paese e volto nuovo della politica, che con il suo partito “Voce” ha superato la soglia del 5%.

Il cantante Svyatoslav Vakarchuk, leader del movimento Voice

La vittoria di Zelensky era prevedibile, dopo il risultato del ballottaggio di aprile in cui ha sconfitto il candidato uscente Poroshenko con il 73% dei voti. Un’affermazione dovuta soprattutto alla sua fama di attore e comico: Zelensky è diventato una vera e propria star dopo avere interpretato il ruolo da protagonista di una serie tv intitolata Sluha Narodu (da cui prende il nome il suo partito) in cui indossava i panni di un professore di storia che diventa capo di stato per combattere la corruzione e il malaffare.

Tutt’altro che prevedibile il futuro prossimo del paese. Il movimento anti-establishment di Zelensky ha un programma vago e ambizioso di lotta alla corruzione e di riforme economiche ma è composto per lo più da persone prive di esperienza politica. Le stesse che dovranno non solo risollevare un’economia stagnante segnata da un’inflazione a due cifre e da salari bassissimi ma che dovranno risolvere la spinosa questione del Donbass, l’area orientale del paese in cui da cinque anni si combatte una guerra civile che vede contrapposti l’esercito regolare e i separatisti filorussi.

Cauto finora l’atteggiamento di Vladimir Putin, dal momento che le intenzioni del nuovo governo ucraino sono tutt’altro che chiare: se per Zelensky il fine dichiarato è la pace, non si sa ancora con quali mezzi intende ottenerla. Si parla da mesi di una conferenza di pace alla presenza di alcuni tra i paesi più importanti dell’Unione Europea, con il quale Zelensky intende rafforzare ulteriormente i legami. Bisognerà attendere i prossimi mesi, cruciali per comprendere il nuovo corso della politica estera e di difesa in Europa e che sarà sicuramente influenzato dalla visione fortemente europeista e filo-atlantica del nuovo presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen.


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