La riforma dell’esercito svedese, intervista al ministro Peter Hultqvist

Manca davvero poco alla chiamata dei 100 mila coscritti che comporranno il “nuovo” esercito svedese. Le nuove leve – in maggioranza del ’99 – cominceranno l’addestramento di base agli inizi del prossimo anno e presteranno servizio per un periodo di 11 mesi.

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Peter Hultqvist

Peter Hulqvist, Ministro della Difesa dal 2014 e promotore di questa iniziativa, ha risposto ad alcuni nostri quesiti.

Ministro, come ben sappiamo la reintroduzione della leva obbligatoria è ufficiale. Che tipo di reazione ha avuto il paese a riguardo?

«C’è stato un ampio consenso per la decisione, sia in Parlamento tanto quanto nell’opinione pubblica. Certamente, ci sono stati dubbi, ma la maggior parte dei giovani interessati alla decisione l’hanno supportata e un terzo tra i diciottenni hanno espresso interesse nell’addestramento di base».

Pensa si tratti della scelta migliore?

«Ero contro la decisione di smantellare la coscrizione sin dal principio, per ragioni che sono diventate realtà. Non abbiamo abbastanza soldati, marinai e capi squadra nelle nostre unità a causa del fallimento del sistema di reclutamento volontario. Pertanto, non solo penso questa sia la scelta migliore, penso sia l’unica via percorribile».

Per quanto riguarda gli altri paesi? Pensa faranno lo stesso?

«So che c’è un grande interesse internazionale in quello che facciamo, ma non voglio speculare a riguardo o dire quale decisione dovrebbero prendere gli altri paesi».

Può per favore spiegare la ragione per la quale un esercito costituito da coscritti sarebbe migliore rispetto un esercito formato da soldati professionisti?

«Il sistema che stiamo costruendo combina coscrizione con soldati professionisti. I soldati professionisti che abbiamo nelle nostre forze armate sono molto talentuosi e ci conferiscono la prontezza di cui abbiamo bisogno. Il problema è la mancanza di soldati e con una sempre più crescente insicurezza nella nostra parte d’Europa, non possiamo permetterci di non avere un sufficiente numero di soldati formati. Quindi il sistema di coscrizione dà alle nostre forze armate calma e stabilità di cui abbiamo tanto bisogno».

E per quanto riguarda i costi di questa manovra?

«I primi anni sono a costo zero, dato che i numeri delle reclute è quello già programmato dalle forze armate. Ma se dovessimo decidere di aumentare i numeri, ciò comporterebbe dei costi».

intervista a cura di Marco Tronci


 

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