Penelopegate: Fillon e lo scandalo delle presidenziali

Mentre il freddo della scorsa settimana ha fatto impennare il consumo di energia per il riscaldamento, altro argomento che ha infiammato la Francia è stato il cosìddetto “Penelopegate”.

In piene primarie per eleggere il  candidato socialista per le presidenziali del prossimo Aprile, lo scandalo riguardante Monsieur François Fillon e consorte impazzava per tutti i giornali francesi. In realtà, la vera protagonista dello scandalo è appunto la moglie dell’ex Primo Ministro. Dello scandalo fanno parte anche i figli di Fillon ma non vengono menzionati tanto quanto Madame Penelope Clarke.

Penelope, definita da Le Monde come “la femme de l’ombre” risulta da alcune indagini essere stata beneficiaria di un impiego fittizio come assistente parlamentare del marito e di aver percepito un ingente salario proveniente da fondi pubblici. A comprovare che la faccenda sia non del tutto chiara, è la dichiarazione contraddittoria rilasciata nel 2007 al The Telegraph da Penelope “non sono mai stata assistente di mio marito”. Queste parole rispolverate hanno scatenato ancor di più i media francesi. A tutte queste accuse il candidato di destra alle presidenziali ha risposto difendendo Penelope con un accorato “lasciate fuori mia moglie dal dibattito politico!” e definendola come fedele aiutante nel lavoro di comunicazione.

Non ci sono dubbi che la sortita di questo scandalo cada a fagiolo per l’eletto candidato socialista Hamon. In fatti il Penolepegate ha causato disagio e ripensamenti nei cittadini aumentando il trend generale europeo di sfiducia nei politici. Tuttavia, non ci sono stati grandi sbilanciamenti da parte della destra francese, eccetto qualche voce, e la candidatura di Fillon non viene ritrattata fino ad ora.

Il nepotismo non è cosa nuova nella politica francese ma ciò che davvero interessa l’opinione pubblica è che nonostante possa essere legale si tratti di una pratica che mette in questione la moralità dei politici. Ciò che destabilizza Fillon infatti è la sua pretenziosa idea di trasparenza verso gli elettori che alla prima occasione utile è stata smentita come ribadito da Valls, candidato socialista perdente alle primarie del 29 Gennaio, con queste parole “questo fa del male alla democrazia intaccata già da una crisi  di fiducia nella politica, paradossalmente favorendo il populismo”.

L’”integerrimo” Fillon è stato colpito duramente dallo scandalo e in attesa della fine delle prime inchieste non molla il podio ma anzi rinsalda i ranghi familiari in vista delle future elezioni.

Intanto le evoluzioni sullo scandalo continuano, venerdì scorso Christine Kelly, autrice della biografia su Fillon pubblicata nel 2007 è stata ascoltata e ha dichiarato di aver ricevuto delle minacce al riguardo.

Silvia Mannino


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