L’Italicum sub-judice

È attesa tra stasera e domani la decisione della Consulta sulla legittimità costituzionale della legge elettorale cosiddetta Italicum. La corte, interpellata da cinque tribunali (Trieste, Torino, Messina, Genova e Perugia) dovrà pronunciarsi su alcuni punti della legge, ritenuti controversi ed a rischio incostituzionalità, tra cui il ballottaggio, la soglia di sbarramento ed il premio di maggioranza.

Il relatore Nicolò Zanon ha illustrato la causa, quindi sono chiamati ad intervenire gli avvocati anti-Italicum e l’avvocato generale dello Stato, Massimo Massella Ducci Teri, che ha il compito di difendere l’Italicum per conto della Presidenza del Consiglio. Il presidente della Corte, Paolo Grossi, ha chiesto a tutti i legali chiamati ad intervenire di essere sintetici nelle esposizioni delle ragioni di ricorso e di non riproporre le stesse argomentazioni già esposte. “Tenete conto che la Corte deve lavorare non solo in udienza. Auspichiamo di poter lavorare presto anche in camera di consiglio”, ha concluso il presidente della Consulta. L’intero panorama politico guarda al pronunciamento della Corte, dal quale dipenderanno verosimilmente le sorti dell’esecutivo Gentiloni, nonché le future mosse dei diversi partiti.

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