Il lato oscuro del pacifismo: le sfumature di un termine

Il lato oscuro del pacifismo: le sfumature di un termine

Il pacifismo è un movimento che cerca la pace. Ma cosa significa davvero questa parola? E quante sono le sfaccettature che può avere?


Pacifismo, una parola con mille sfumature al suo stesso interno. Cosa vogliamo indicare quando ne parliamo? Come avevamo già accennato, il concetto stesso di pacifismo affonda le sue radici in una storia piuttosto remota. Ma il vero significato si sviluppa solo nel XX Secolo, quando le azioni dell’uomo hanno infine raggiunto un limite quasi di non ritorno. La capacità distruttiva delle guerre mondiali, e l’avvento dell’arsenale atomico nel panorama globale, hanno decisamente dato un colpo di acceleratore all’idea di un pacifismo che sia esteso a tutte le nazioni.

Ma quello che a parole sembra facilissimo da discutere trova immediatamente un muro di duplicità che è difficile da scardinare; cosa implica davvero essere pacifisti? Si è parlato tanto del movimento non violento del Mahatma Gandhi, ma non vi è mai stato dietro lo stesso principio del pacifismo. Le basi del movimento, infatti, sono quelle del principio di non violenza, che si applica ancora oggi anche a manifestazioni pacifiche e scioperi, mentre il pacifismo è anch’esso una lotta, seppur con obiettivi diversi.

Altra tipologia di lotta non violenta, da rapportarsi a una forma più combattiva, la si trova nell’America degli anni ’60; basti pensare al contrasto tra il nome di Martin Luther King, grande fan di Gandhi e fautore di una protesta civile per i diritti degli afroamericani, e la frangia più aggressiva di cui era simbolo El-Hajj Malik El-Shabazz, nome islamico della figura meglio conosciuta come Malcolm X.

Martin Luther King predicava un tipo di protesta pacifico, che molto somigliava all’idea di fondo di Gandhi; di fatto, nonostante il periodo storico turbolento a livello militare, non predicava di combattere contro gli avversari, ma di cercare di convincerli della forza delle proprie opinioni. Al contrario, Malcolm X portava avanti un tipo di lotta decisamente più forte e aggressiva.

Altro caso emblematico è quello del Sud Africa di Nelson Mandela; nato come rivoluzionario pacifista, periodo che coprì soprattutto i suoi anni in carcere, seguirà anche lui le orme della forma non violenta in un secondo momento, il che gli garantì anche il Nobel per la pace, premio ottenuto col suo predecessore Frederik Willem de Klerk.

Tuttavia, il pacifismo come movimento è spesso criticato per la sua finestra di azione, dato che deve rivendicare la pace quando ormai la guerra è già avvenuta o in corso, portando quindi a una sorta di “scandalo del pacifismo”. Inoltre, spesso il movimento pacifista tende ad avere una sorta di lato oscuro, nel quale chi si definisce pacifista si trova spesso a distinguere tra vittime di serie A e vittime di serie B, ignorando quei conflitti considerati marginali ai propri occhi.

Non è tutto; la retorica giornalistica, spesso, finisce col presentare determinate fazioni come vincitrici a livello morale, portando anche avanti il meccanismo dei deboli che riescono a superare la prevaricazione dei forti. Basti pensare al concetto di “primavera araba” portato avanti per definire le proteste che si sono sollevate in vari paesi del Medio Oriente, del Nord Africa e del vicino Oriente per cambiare, a volte arrivando anche a metodi più violenti, i governi in carica ritenuti spesso nemici del popolo.

Per quanto all’apparenza il termine possa sembrare molto poetico, infatti, occorre ricordare che in molti casi, approfittando delle rivolte, gruppi estremisti hanno cercato di ottenere il potere militare e politico, spesso riuscendo e portando un rimedio peggiore del male. E potremmo anche citare il caso dell’Ucraina, che vede sorgere attorno a se’ parecchie voci che chiedono “la pace” nella guerra contro la Russia, ben lontana dall’essere risolta in modo equilibrato.

Dunque, ad oggi il termine pacifismo necessita di una revisione? Possibile, ma occorre ricordare che non deve necessariamente sembrare sbagliato il concetto, bensì bisogna delinearlo in modo migliore e fare sì che possa essere ampliato e rivalutato, in maniera tale da adattarlo ad una storia che all’apparenza sembra piutttosto controversa.

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