Anche la Sicilia ha i suoi “misteriosi” trulli: si trovano a Palermo

Ci sono ma in miniatura: i “trulli di Sicilia” sono delle costruzioni che riprendono quelli ben più noti in Puglia. Quelli palermitani, inoltre, sono immersi in una sorta di museo a cielo aperto a dir poco enigmatico.


Nell’incantevole borgo marinaro di Sferracavallo, conosciuto per la sua comunità di pescatori ancora oggi in attività, è custodita una perla conosciuta a pochi. Al confine della riserva naturale orientata di Capo Gallo, che collega i due celebri golfi palermitani di Mondello e Sferracavallo, si estende il lungomare di Barcarello, culminante nella località di Punta Barcarello (un tempo chiamato Punto Vaccarella per la presenza di bovini che pascolavano nel promontorio).

Nel suggestivo litorale è possibile imbattersi in un vero e proprio mini villaggio di Trulli, le costruzioni in pietra tipiche della Puglia centro-meridionale, maggiormente concentrate nella città di Alberobello, e considerate ad oggi patrimonio culturale dell’Unesco.

I “Trulli di Sicilia”, alti circa 130 centimetri, sono uno vero e proprio spettacolo ad oggi sconosciuto a molti. Oltre alle costruzioni in miniatura sono presenti altre opere interessanti, come la piccola riproduzione di una sfinge egiziana, o la barca trasformata in una grande fioriera. 

Dell’artista che le ha realizzate non si sa molto: alcune testimonianze locali fanno riferimento a tre anziani che, di propria iniziativa, hanno impiegato materiale di recupero nella riqualificazione del luogo. Passeggiando lungo la costa però è possibile incontrare una pietra con un’incisione che recita «Franco Pisano in questo luogo ha realizzato in modo encomiabile e profondo il suo carisma donato da Dio di artista, poeta e religioso 27/1/50, 18/11/09». 

sferracavallo barcarello trulli

È interessante infatti risalire al motivo per cui queste opere sono state pensate, e risale a una piccola chiesetta storica presente a pochi passi dal villaggio. La piccola cappella di Barcarello è ancora oggi punto di riferimento per numerosi fedeli del luogo. In verità si tratta della casamatta di un fortino di epoca borbonica, costruito nel 1802 in difesa delle coste palermitane. Inoltre, un piccolo anfiteatro – a chiudere la striscia di terreno che si estende in mezzo al mare – è stato recentemente costruito sul perimetro di una muraglia che, ai tempi, aveva il compito di proteggere l’unità di artiglieria.

Nonostante il passato militare, però, venne riconsacrato a luogo di culto per i caduti in mare dagli abitanti di Sferracavallo, ed è ad oggi considerata una chiesetta a tutti gli effetti, seppur riappellata a fortino

Nonostante la bellezza di questo museo a cielo aperto, la sezione è lasciata in balia del degrado e dell’indifferenza dei cittadini e delle istituzioni. Un grande peccato passeggiare sul lungomare e schivare i cumuli di rifiuti disseminati per tutto il litorale. La Sicilia è scrigno di tesori incredibili, troppo spesso ignorati e lasciati al loro naturale decadimento.


Ester Di Bona

Responsabile "Palermo Si Cunta". Amo combinare arte e sociale, coltivando competenze e aiutando, al contempo, gli altri a scoprire e implementare le proprie passioni.

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