Coca Cola, icona generazionale da un mal di testa al mondo

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Non solo una bevanda gassata e rinfrescante. La Coca Cola ha fatto molta strada e ha diramato le sue radici in ogni campo della nostra vita: dal banco alimentare all’arte, fino a brandizzare anche Babbo Natale.


Chi non ha mai bevuto un sorso di Coca Cola almeno una volta nella vita? Quella che sembrerebbe una bevanda rinfrescante e zuccherata, tuttavia, è un vero e proprio status symbol che negli anni ha guadagnato il favore del pubblico lasciando la sua impronta nella storia. 

Tutto inizia l’8 maggio 1886 in un piccolo laboratorio di Atlanta quando John Pemberton decise di portare il suo nuovo farmaco contro il mal di testa alla vicina farmacia, la Jacob’s Pharmacy. Qui allo sciroppo venne aggiunta l’acqua gasata e venne fatta assaggiare ai clienti. Si accorsero che la sostanza medicamentosa piaceva parecchio ai clienti della farmacia (e non faceva passare assolutamente il mal di testa) e così iniziarono a chiederne una produzione più ampia, ma per un utilizzo diverso. 

Nel 1892, tuttavia, John Pemberton a causa dei suoi mezzi limitati fu costretto a vendere il brevetto della coca cola ad Asa Candler che ne costruì l’impero che ad oggi conosciamo. 

La storia della bevanda più famosa del mondo 

La storia della Coca Cola ha più di 130 anni e ha attraversato tutti i momenti più importanti e critici della storia del ‘900 mondiale. La bevanda dai colori bianco e rosso che ha dato vita a Babbo Natale è sicuramente la campagna di marketing più duratura e di successo al mondo. 

coca cola ad

La Coca Cola ha accompagnato gli Stati Uniti che a partire dal 1929 si dirigevano verso la Grande Depressione e l’ha fatto con lo slogan “La pausa che rinfresca”. Si proponeva fin dai primi anni come una vera e propria fuga dalle preoccupazioni della vita quotidiana e dai problemi che affliggevano la popolazione negli anni più duri della storia. 

Iconica, la Coca Cola nella sua conosciutissima bottiglietta di vetro, dà vita alla figura di Babbo Natale che veste i colori sgargianti del marchio americano. Siamo negli anni ’30 e l’ennesima campagna di marketing ben fatta dà vita a quello che nell’iconografia attuale è la figura di Babbo Natale, allora con in mano una Coca Cola e adagiato su un divano, sorridente, afferma «Ovunque io vada… ». Il personaggio di Santa Claus fu disegnato per la campagna pubblicitaria che tenne banco dal 1931 al 1964 da Haddon Sundblom e diventò una vera e propria icona di stile.

Coca Cola musa delle arti 

Ma la Coca Cola è anche arte. Celeberrima la pop art di Andy Warhol che la riporta nelle sue opere e ne fa il simbolo per eccellenza del capitalismo. La troviamo anche all’interno dell’opera Poetry of America di Salvador Dalì: una bottiglia di Coca Cola in pieno stile surrealista va lentamente liquefacendosi all’interno dell’opera. 

coca cola arte dalì

Una bevanda che diventa arte, tuttavia, non può non partecipare alle pellicole filmiche più famose e irriverenti della storia. Famoso il cameo nel film Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker, in cui il drappo srotolato su un cartellone pubblicitario lascia intravedere nella comunista Germania dell’est le forme tracotanti del capitalismo americano che non solo scioccano i protagonisti ma si propongono anche di rinfrescare la vecchia Unione Sovietica. E ancora il cinema la cita in Blade Runner: sarà Ridley Scott a inserire nelle scene la panoramica sul cartellone pubblicitario della magica Coca Cola.

Una bevanda “olimpionica” 

Il marchio Coca Cola ha accompagnato anche competizioni sportive di portata mondiale come le Olimpiadi di Sidney, ma si è contraddistinta anche per la filantropia dei suoi manager. Grazie alla Coca-Cola Foundation verranno, infatti, donati 12 milioni di dollari in seguito agli attacchi terroristici dell’11 settembre in America a sostegno del Memoriale.

La Coca Cola non è dunque solo una bevanda rinfrescante, è anche il prodotto di un marketing e di una comunicazione più forti della storia, sempre in prima fila agli eventi storici indimenticabili. Resta una pietra miliare della cultura mondiale. La bevanda che da Atlanta ha accompagnato generazioni e generazioni ad oggi è diventata una vera e propria compagna di viaggio nel tempo.


Simonetta Viola

Classe 1988, traduttrice freelance, web master e docente di Inglese, ethical hacker certificata.

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