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Vuelta, Tour e Giro: chi sono i nuovi padroni del ciclismo?

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Primoz Roglic, Tadej Pogacar e Tao Geoghegan Hart, vincitori rispettivamente della Vuelta a España, del Tour de France e del Giro d’Italia, sono i nuovi padroni delle grandi corse a tappe del panorama ciclistico internazionale.


Si è conclusa ieri la settantacinquesima edizione della Vuelta a España, con la vittoria finale del ciclista sloveno Primoz Roglic. Il corridore del Team Jumbo Visma ha avuto la meglio sul rivale Richard Carapaz, ecuadoregno del Team Ineos Grenadiers, staccato in classifica generale di soli 24″. Sul gradino più basso del podio si è piazzato Hugh Carthy, britannico del Team EF Pro Cycling, con un ritardo di 1’15”. Per quanto riguarda gli italiani, da segnalare Mattia Cattaneo, della Quick Step, giunto diciassettesimo nella generale, a 17’45” da Roglic.

La corsa spagnola, solitamente disputata nel mese di settembre e quest’anno slittata tra ottobre e novembre, è stata l’ultima tra le grandi corse a tappe di questa stagione ciclistica. Roglic ha dimostrato di essere il corridore più regolare durante le tre settimane, vincendo la prova a cronometro e difendendosi strenuamente nelle tappe di alta montagna. Per il ciclista sloveno, vincitore della Vuelta anche nel 2019, è stata l’occasione della rivincita dopo la cocente delusione subita al Tour de France

La corsa a tappe francese, infatti, aveva visto Roglic a un passo dal successo finale, ma il connazionale Tadej Pogacar, corridore del Team Emirates ha ribaltato la classifica nel corso della penultima tappa, la cronometro individuale con arrivo a La Planche des Belles Filles. Il Tour de France 2020 (centosettesima edizione della corsa), svoltosi dal 29 agosto al 20 settembre, è stato così vinto da Pogacar, con 59″ di vantaggio su Roglic e 3’30” su Richie Porte, corridore australiano della Trek.

Ottima la performance di Damiano Caruso, giunto al decimo posto, con un ritardo di 14’03” dalla maglia gialla. Pogacar, oltre alla classifica generale, ha vinto anche la maglia bianca come miglior giovane della corsa e quella a pois come miglior scalatore. Considerata la sua giovane età – ventidue anni compiuti proprio il giorno dopo la fine del Tour – Pogacar si candida a diventare un protagonista delle corse a tappe per i prossimi anni. 

Stessa ambizione per Tao Geoghegan Hart, corridore del Team Ineos Grenadiers, ultimo vincitore del Giro d’Italia. La corsa rosa, giunta alla sua edizione numero centotre, si è disputata dal 3 al 25 ottobre, insolitamente collocata tra il Tour e la Vuelta. Fortemente condizionato dal ritiro di alcuni favoriti (Geraint Thomas e Adam Yates), dalle positività al Covid-19 e dal maltempo che ha causato la ridefinizione del percorso, il Giro 2020 è stato in bilico fino all’ultima tappa.

Alla partenza della cronometro conclusiva di Milano, infatti, sono arrivati con lo stesso identico tempo di marcia due corridori, il britannico Hart e l’australiano Jai Hindley, del Team Sunweb. I 15,7 km contro il tempo sono stati coperti in 18’14” da Hart e in 18’53”, invece, da Hindley: la maglia rosa finisce quindi sulle spalle di Hart per soli 39″. Al terzo posto in classifica un altro corridore del Team Sunweb, l’olandese Wilco Kelderman, attardato di 1’29”. Tra gli italiani, deludente Vincenzo Nibali, due volte vincitore del Giro (2013 e 2016), giunto settimo con 8’15” di ritardo da Hart. 

I tre grandi giri hanno dunque visto prevalere i rispettivi vincitori con distacchi finali inferiori al minuto, chiaro segnale di competizioni molto equilibrate. L’organizzazione delle corse a tappe ha risentito dei cambiamenti profondi nel calendario della stagione ciclistica. La pandemia ha infatti condizionato la preparazione atletica dei corridori nonché le loro scelte sulla partecipazione alle varie corse. Roglic, Pogacar e Hart portano a casa successi prestigiosi e si affacciano con fiducia e sicurezza alla stagione 2021, sperando che possa essere meno atipica di quella che sta per concludersi. 


 
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Francesco Polizzotto

Direttore editoriale di Eco Internazionale. Tra le mie passioni segnalo la storia, il giornalismo ed il Milan. Sono strano, sono di destra ma ho anche dei difetti.

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