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“Una divisa per Nino”, il racconto necessario di Francesca La Mantia

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Francesca La Mantia, insegnante di origini palermitane, riesce nel suo libro “Una divisa per Nino – Il fascismo narrato ai bambini” a racchiudere un messaggio complesso in una storia semplice che insegna valori come la libertà di pensiero e di parola, l’importanza dell’antifascismo e della condanna di guerre e dittature.

Docente di italiano e latino, sceneggiatrice, regista cinematografica e teatrale, nonché scrittrice, Francesca La Mantia nasce a Palermo nel 1985, dove studia sceneggiatura presso la Scuola di Cinema del Sud di Palermo. Nel 2013 si trasferisce a Milano dove frequenta un corso di regia teatrale alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassie dove, nel 2016, si diploma alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti. Notevole, negli anni della formazione, il suo impegno in difesa dei diritti civili e umani, mostrato attraverso articoli, cortometraggi e documentari, oltre che nel campo dei diritti sindacali e dell’antimafia.

Nel gennaio 2016 esce il suo primo lungometraggio “La memoria che resta”: promosso in collaborazione con le ANPI milanesi, si tratta di un docufilm storico sulla Resistenza; non a caso viene scelta come data di uscita il 27 gennaio, Giornata della Memoria. Di lì a poco viene premiato fuori concorso al “Sardinia film festival 2016” e inserito nel programma ministeriale scolastico. Il film ripercorre la Resistenza attraverso le testimonianze dei partigiani milanesi, intervistati dalla regista: l’omaggio alla memoria storica di Milano, città Medaglia d’Oro della Resistenza, racconta i primi anni del fascismo, gli scioperi nelle fabbriche, il sistema scolastico durante il regime, i bombardamenti americani in Italia e infine l’armistizio e la Liberazione.

“Una divisa per Nino”, edito dalla casa editrice Gribaudo nel 2020, è l’eredità delle interviste con cui è stato realizzato “La memoria che resta”: 250 ore di interviste, oltre a quelle impiegate per il montaggio del lungometraggio, a cui, a detta dell’autrice, era necessario dare ulteriormente voce. Lo scopo della pubblicazione è quello di narrare il fascismo ai bambini. I vari capitoli sono accompagnati dalle illustrazioni di Matteo Mancini; nelle ultime pagine troviamo un’appendice in cui vengono raccontati, con semplicità ma completezza e particolarità, i fatti principali che riguardano l’Italia durante il regime del duce, quali la guerra d’Etiopia, la scuola fascista e infine la figura di Mussolini e la sua propaganda.

La storia di Nino è la storia di chi, nonostante il Regime cercasse di forgiare ogni individuo per avere cittadini-soldati da mandare in guerra attraverso l’adozione di un “testo unico di Stato” a scuola, le radio installate che permettevano in ogni parte d’Italia di ascoltare i discorsi del duce, fino alla gestione del tempo libero ad opera delle varie formazioni dell’Opera Nazionale Balilla, riesce ad opporsi al sistema rifiutandosi di indossare la divisa e, dunque, rifiutando ogni forma di costrizione e violenza. “Una divisa per Nino” è un libro da leggere insieme ai più piccoli, soprattutto oggi che il bisogno di libertà è più urgente che mai.


 
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Roberta Restivo

Amante del cinema e dell'arte, seguo con particolare attenzione i mutamenti culturali del mio territorio. I miei più grandi interessi sono i diritti umani e la geopolitica.

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