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La prima donna Palombaro della Marina Militare

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Con 170 anni di storia la categoria dei Palombari è la una delle più antiche della Marina Militare. Oggi gli uomini che ne fanno parte, professionisti del mare, sono integrati nel Gruppo Operativo Subacquei (GOS), alle dipendenze del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”.

Il GOS si occupa di condurre qualsiasi tipologia di intervento subacqueo fino a profondità superiori ai 1.000 m, di soccorrere equipaggi dei sommergibili in difficoltà o avaria, di neutralizzare ordigni esplosivi bellici – soltanto nel 2019 sono state circa 72.000 le bonifiche di ordigni bellici – di recuperare oggetti dal fondo fino alla profondità di oltre 2.000 metri mediante l’utilizzo di veicoli filo-guidati. È un reparto d’élite della nostra difesa e rappresenta per la Marina Militare italiana motivo di orgoglio.

Per diventare Palombaro occorre seguire un corso di formazione intensivo. L’accesso al corso può avvenire da esterni, frequentando il corso Volontari Ferma Prefissata che dura 1 anno; se si supera questo corso si passa a quello Volontario Ferma Prefissata di 4 anni, altrimenti si può avere accesso attraverso le linee interne della Marina Militare.

Al termine del corso, durante una cerimonia, viene assegnato il prestigioso basco blu, dopo aver prima consegnato la “stupida” – un berretto militare con visiera che viene indossato per un anno durante il corso. A ricevere il basco blu qualche giorno fa a La Spezia è stata Chiara Giamundo, Comune di prima classe di soli 23 anni di Tarquinia – provincia di Viterbo – prima donna della storia e far parte del GOS.

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e il capo di stato maggiore della Marina Militare Giuseppe Cavo Dragone hanno prima consegnato il brevetto; in un secondo momento è avvenuto l’imbascamento da parte dell’istruttore Massimo Miglioranza. Ricevere il basco per Chiara non costituisce un mero traguardo, ma è un punto di inizio. Il risultato da lei ottenuto, frutto di sacrifici, dimostra (se ce ne fosse bisogno) che anche il personale femminile è in grado di farne parte.

Non sono banali i requisiti necessari per accedervi. La preparazione atletica è fondamentale, dalla corsa, alle flessioni, alle prove in vasca, all’apnea. Per portare il peso delle attrezzature sott’acqua questa attività negli anni è stata più idonea agli uomini. Ma Chiara ha dimostrato di avere ottime capacità sott’acqua mettendosi al pari di un operatore uomo, dopo undici mesi impegnativi. Chiara ha saputo raggiungere gli standard del GOS, grazie anche al nuoto praticato da piccola ma soprattutto alla sua tenacia. In un anno di corso sono stati tanti i momenti difficili ma lei non ha mai mollato. Credere fermamente in ciò che si fa è la chiave del successo.


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