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Degli Australian Open e dell’anno che verrà

Terminato ieri il primo dei quattro Grandi Slam, gli Australian Open. Solite conferme provenienti dal tennis maschile, piacevoli sorprese dal tennis femminile. Novak Djokovic surclassa in finale Dominic Thiem 3-2 (6-4 4-6 2-6 6-3 6-4). Sotto 2-1, il serbo recupera gli ultimi 2 set. Sono 17 le vittorie negli slam, 3 in meno di Roger Federer detentore del maggior numero di Slam, 8 quelle agli Australian Open, in cui è primatista assoluto. Primo posto nel ranking ATP, ritrovato a discapito di Nadal.

Dopo i quattro titoli WTA (tre in singolo, uno in doppio) arriva il coronamento di una carriera per la statunitense Sofia Kenin, vincitrice del torneo femminile 2020. La tennista raggiunge un risultato che le frutta la settima posizione in classifica generale (suo miglior ranking) battendo la numero uno al mondo Barthy in semifinale e la spagnola Garbine Muguruza 2-1 (4-6 6-2 6-2).

Stentano gli italiani, delude soprattutto Matteo Berrettini. Alta era l’asticella delle aspettative dopo lo sprint finale del 2019 con la partecipazione agli ATP finals 8 di Londra, l’esordio in Coppa Davis e i 2 titoli ATP 250. Non è arrivata la consacrazione definitiva. L’eliminazione agli Open arriva come una doccia fredda al secondo turno per il numero 8 in classifica. Il tennista romano, che si contraddistingue per la sua abilità su ogni superficie di gioco, è stato sconfitto dallo statunitense Sandgren (100° in classifica ATP) in cinque set, sorpresa del torneo che ha fatto scempio anche di Fognini agli ottavi, primo tra i nostri nella competizione maschile. Dopo aver eliminato Opelka in uno scontro a più riprese, condito dalla pioggia e dal forte vento, Fabio aveva battuto anche il campione domestico Thompson, al quinto match-point. Due episodi che raccontano di un vecchio leone, tutt’altro che finito. 

Il torneo continua a confermarsi come disciplina non troppo adatta ai “giovanotti”. Da Jannik Sinner si attende un 2020 in decollo dopo la vittoria agli ATP next generation. Agli AO (Australian Open ndr) ha svolto il suo compitino, a 18 anni e alla seconda presenza nel tabellone di uno slam è riuscito a spingersi sino al secondo turno: battuto Purcell, sconfitto da Fucsovics. Niente di più e niente di meno di quanto avrebbe potuto fare. Ma per ora va bene così: tempo al tempo. Per emergere tra i veterani serve pazienza. Meno incoraggiante la situazione nel tennis femminile. Camilla Giorgi ha fatto il suo dovere vincendo due partite alla portata, poi non ha saputo scardinare le resistenze della Kerber al terzo turno. È tornata tra le top-100, salirà ancora, ma l’impressione è che rimarrà una giocatrice da exploit improvvisi e nulla più. Difficile pensare che possa migliorare il suo best ranking. Qualche scalpo di prestigio arriverà.


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