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La rinascita di Palermo nell’ultimo decennio

Fare un decalogo con tutte le novità che hanno arricchito la città di Palermo è davvero limitante. Ma ci siamo sforzati di individuare quei punti che hanno portato la città a distinguersi e a mostrarsi anche esempio sociale e culturale per tutto il paese. Potremmo far patire il nostro elenco da un solo nome che diventa un po’ anche il filo conduttore di tutto: il sindaco Leoluca Orlando, ormai al suo quarto mandato per il capoluogo siciliano. Un sindaco che ha puntato tutto sulla cultura, sull’accoglienza – facendo diventare la città simbolo dell’accoglienza (insieme a Riace, senza dubbio) e dell’integrazione: sempre presente nelle grandi manifestazioni, è riuscito a trasformare il volto della città.

Prima novità che ha cambiato il modo di vivere il centro storico è la sua pedonalizzazione, e l’attivazione dei tratti limitati da ztl (zona a traffico limitato, come ogni grande centro storico italiano). Tutti a passeggiare per le vie del centro riscoprendone le bellezze, non senza qualche brontolio. Come è noto, i palermitani sono molto sorridenti e affettuosi ma accolgono difficilmente le novità anche se poi ci si lasciano trasportare con naturalezza.

Come si arriva in centro se non con l’autobus che tarda sempre («colpa del traffico», ricordiamolo)? Tranquilli, adesso abbiamo anche il tram. Sono quattro le linee tram in servizio a Palermo che collegano velocemente ed in maniera ecologica punti strategici della città. Sono stati presentati progetti per una nuova linea che collegherebbe un’altra periferia con il centro passando per via Libertà. Ovviamente il tutto sempre condito da polemiche.

Ma cosa abbiamo da vedere in centro oltre le molteplici attività gastronomiche e le chiese barocche? Di certo molto altro, non per altro nel 2018 Palermo è stata nominata capitale della Cultura. Nello stesso anno è stata sede di una delle Biennali d’arte contemporanea più importanti d’Europa, Manifesta 12 dove il tema è stato la natura, il titolo della biennale era infatti il Giardino Planetario. Un patrimonio di circa 180 dimore in tutta la città hanno ospitato i vari eventi della biennale, dal centro storico sino ad arrivare a quartieri come lo ZEN 2.

Ma se ci introduciamo tra i vicoli del mercato di Ballarò troviamo un enorme galleria d’arte a cielo aperto. La street art ha colorato e arricchito un quartiere da sempre difficile, sede di spaccio e delinquenza, adesso aperto ai turisti e appassionati. Progetti per i bambini, progetti che coinvolgono interi quartieri per rinascere, che fanno il restyling alla città passando per i suoi muri e abbattendo quelli interni, come anche i progetti portati avanti per il quartiere Danisinni. Nello storico quartiere oscurato dalla grandezza di Piazza Indipendenza da un lato, e dall’altro dal Castello della Zisa, gli abitanti non sono tutti convinti dell’intera operazione. Qualcuno ha voluto lasciare l’aspetto della propria abitazione immacolato, difendendo la colorazione originale senza che quest’arte della strada si intrometta; molti altri hanno invece accolto di buon grado colorazioni stravaganti e illustrazioni sulle mura esterne di casa. È il Rambla Papireto, un progetto artistico partecipativo volto all’inclusione sociale e partito dall’Accademia di Belle Arti di Palermo che su Danisinni ha puntato e continuerà a puntare per trasformare l’area – in un tempo assai lontano una depressione che accoglieva le acque del fiume Papireto – in una galleria d’arte en plein air. Il tutto per il risveglio di quel “tratto” emarginato dalle manifestazioni che solitamente affollano e illuminano il resto della città.

Si sa Palermo è una città giovane, infatti nel 2017 è stata nominata Capitale italiana dei Giovani, promuovendo progetti come Resto al Sud e attività culturali per i più giovani. La Capitale Italiana dei Giovani è un importante titolo che viene assegnato annualmente ad una città italiana che ottiene la possibilità di mettere in mostra la varietà e la ricchezza delle sue iniziative rivolte dai e per i giovani. Lo scopo principale è dare alle nuove generazioni un ruolo di protagonisti all’interno della società. In poche parole, un’occasione di valorizzazione di quel capitale sociale che dimostra l’intenzione di mettersi in gioco con creatività, passione e determinazione.

Anche il passato si rinnova, e lo fa il Museo Archeologico Antonio Salinas che nel 2016 inaugura la nuova sede con eventi che movimentano i corridoi di questa magnifica bacheca di storia. E un’altra chicca che ha riempito di orgoglio Palermo, dopo 20 anni di assenza dal suo porto, è stato l’attracco della famosa caravella Amerigo Vespucci, la «nave più bella del mondo», come la definirono negli anni Sessanta i Marines della portaerei americana Uss Independence che la incrociarono nelle acque del Mediterraneo.

Un decennio movimentato che serviva ad una città che splende da sempre per la sua bellezza, per la sua ricchezza di siti culturali, la città tutto porto abbracciata dal mare da un lato e dalle dolci montagne dall’altra. «Nel giardino pubblico vicino al porto, trascorsi tutto da solo alcune ore magnifiche. È il posto più stupendo del mondo. Monte Pellegrino? Il promontorio più bello del mondo». Parole di Johann Wolfgang von Goethe, nel suo famoso Viaggio in Italia. Via Libertà? «Gli Champs-Élysées di Sicilia» secondo Richard Wagner. E se l’hanno detto loro…


Virginia Monteleone

Virginia Monteleone

Responsabile "Eco Culturale". Credo che l’arte sia una scelta di vita, e che la si sceglie in varie modi: la si fa, la si spiega, la si vende o la si compra. Io la svelo nella sua semplicità.