In «cammino» verso un futuro sostenibile

Di Alice Antonacci e Beatrice Raffagnino – La foresta Amazzonica sta bruciando, ma anche altre parti del mondo non se la stanno passando troppo bene sotto il profilo ambientale. È arrivato il momento di darsi una mossa, ma come? 

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Ci sono situazioni che dipendono dalle scelte politiche dei paesi ed è innegabile che la politica qui risulti fondamentale. In molti si chiedono – e  sempre di più auspichiamo si chiederanno – cosa possano fare in concreto loro se sono in atto i cambiamenti climatici. Sembra siano domande a cui si legano risposte molto lontane dalla vita quotidiana di ognuno. Eppure non è così. Si tratta di pesi e misure differenti ed è necessario fare gli opportuni distinguo. Ma una cosa comunque è certa ed è che ognuno di noi che si trova su questo pianeta è chiamato a prendere una posizione in relazione a questa situazione. Ciascuno di noi può fare qualcosa. 

Davanti a una situazione emergenziale ci sono delle azioni, delle scelte, delle posizioni che hanno un loro peso e che sono importanti. Il mondo che conosciamo sta cambiando e probabilmente è il caso che iniziamo a preoccuparcene e dopo esserci preoccupati, iniziare a fare. Bene la differenziata, bene i negozi eco-friendly, bene l’uomo che riconosca la sua splendida capacità di adattamento e la sfrutti per fare del bene a se stesso e contemporaneamente anche agli altri e all’ambiente in cui vive.

Con la calura di questo agosto scoppiettante a 360 gradi abbiamo provato a dare una risposta a questi interrogativi, vedendo cosa ciascuno di noi, abitanti della Madre Terra, può fare per limitare i danni e provare a ricucire le ferite che fino ad ora le abbiamo inferto. Nessuno dice che sarà facile.

Lo sapevate, ad esempio, che si può viaggiare riducendo gli sprechi? Avete mai pensato ad un “viaggio in cammino”? In primis servono scarpe comode, non quelle nuove appena comprate che fanno venire le vesciche nei talloni. Inoltre sono necessari spirito d’avventura e amore per la natura. Vi presentiamo due itinerari che non prevedono, nel loro percorso, il ricorso di mezzi inquinanti.

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Il Cammino di Santiago di Compostela: Il Cammino deve il suo nome a Giacomo di Zebedeo, uno dei dodici apostoli. Quest’ultimo secondo la leggenda venne decapitato in Palestina e poi trasportato, per volontà dei suoi discepoli, in Galizia. Successivamente il suo corpo venne ritrovato dall’eremita Pelagio in una tomba sul monte Liberon. La lapide recitava la frase “Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomè”. Pare quindi che la parola Compostela derivi dal latino “Campos Tellum”, luogo di sepoltura. Attualmente il Cammino attira più di 200.000 pellegrini l’anno. Questi raggiungono la Cattedrale percorrendo, a piedi, in bicicletta o a cavallo, uno fra i tanti possibili itinerari. Tra di essi i più frequentati sono sicuramente il Cammino Francese che parte da Saint Jean Pied de Port o da Sarria, il Cammino Portoghese che parte da Porto o da Tui e il Cammino Inglese che parte da Ferrol. La scelta del percorso da compiere è del tutto personale così come pure quella relativa al periodo in cui partire. Naturalmente sarebbe consigliabile, per via del clima così simile al nostro, intraprendere il viaggio nei Mesi di Maggio, Giugno, Settembre o Ottobre. Tuttavia sulla carta la maggior parte dei pellegrini, soprattutto italiani, predilige il Mese di Agosto. Quanto, invece, all’equipaggiamento, la regola è quella del minimo indispensabile. Si tratta di un Cammino a stretto contatto con la Natura e con noi stessi. Un itinerario spirituale prima ancora che religioso che vuole far riflettere sul nostro stesso approccio alla vita e su tutto ciò che troppo spesso diamo per scontato. Lo zaino (che non deve pesare più del 10% del proprio peso corporeo), il sacco a pelo, due-tre cambi d’abito e un paio di scarpe da trekking (usate e leggere) sono quindi il must have di ogni novello pellegrino. Per il resto occorre grande forza di volontà e una buona dose di spirito di avventura, elementi che, d’altra parte, non dovrebbero mai mancare neanche nel nostro quotidiano.

Arrivati a Santiago de Compostela, presso l’Ufficio di accoglienza del Pellegrino è possibile ritirare la Compostela. Fondamentale al momento della richiesta è avere con sé la credenziale del pellegrino che attesta con i suoi timbri che sono stati percorsi quantomeno gli ultimi 100 km. Questa dimostrazione era in passato fornita dai pellegrini attraverso una conchiglia che essi portavano a Santiago dalle sponde della Galizia. E non a caso oggi è proprio la concha del peregrino il simbolo principale del Cammino. La conchiglia appare sulle attrezzature e sui muri degli edifici che delimitano il percorso ed ha un forte significato. Innanzitutto richiamando le dita di una mano indica l’esecuzione di opere buone. Inoltre la disposizione dei raggi verso un punto centrale sembra indicare le vie che partendo dalle diverse zone d’Europa conducono tutte indistintamente alla Cattedrale.

I cammini della Magna Via Francigena. L’Associazione “Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia” nasce l’1 Settembre 2009, con l’intento di studiare e rimettere a percorribilità il sistema di sentieri e “trazzere”di tutta la regione. Ad una fase di ricerca segue la prova sul campo e solo alla fine il dialogo con le amministrazioni comunali e regionali che devono custodire ciò che appartiene da sempre al patrimonio di tutta la Comunità. Dal 2012, il lavoro dell’Associazione è dunque sfociato nei Progetti della Magna Via Francigena, della Via Francigena Messina Montagne, della Via Francigena Fabaria e della Via Francigena Mazarense. Si tratta di un sistema viario che attraversava – e attraversa – la Sicilia, percorrendone linee di costa e linee montane e toccando i più grandi insediamenti, indigeni, prima, e greci poi. Tale sistema permetteva di connettere, con precisi criteri di funzionalità, punti importanti nel territorio, insediamenti, villaggi o centri embrionali di commercio e scambio, connettendoli tra di loro per mezzo di sentieri battuti dalle popolazioni che lì abitavano sin dal XV sec. a.C.La Magna Via Francigena, citata in un documento del 1098, redatto dalla cancelleria sveva a copia di un precedente atto notarile, è una grande arteria di comunicazione, che collega da sempre, in senso nord/sud, Agrigento con Palermo, incrociando coi suoi 183 km, la via di transumanza verso le Madonie nel territorio di Corleone e Castronovo di Sicilia.

Da AgrigentoOggi

La Palermo-Messina per le montagne è la via di 370 km che da Palermo porta a Messina lungo le Madonie, i Nebrodi e i Peloritani. La Via Francigena Fabaria, citata da un diploma normanno del 1105, va da Agrigento a Maniace, passando vicino Bronte sull’Etna. Il cammino si conclude a Randazzo ma l’ultima tappa, da Adrano, si percorre in littorina, sulla Circumetnea.

La Via Francigena Mazarense è documentata da un atto del 1267. Tra le affascinanti piane coltivate a vigneto del trapanese, la via si snoda percorrendo i centri che dalla costa conducono verso Alcamo, la zona archeologica di Segesta e le creste di S. Giuseppe Jato per giungere a Palermo, seguendo i passi collinari che portano alla Conca d’Oro. Seguendo questo antico tracciato sarà possibile camminare in zone spesso lontane dal grande turismo ma ricche di tradizioni, cultura, buon cibo e sorrisi, dove l’accoglienza è garantita da strutture convenzionate o da alloggi pellegrini messi a disposizione dalle amministrazioni comunali o dalle parrocchie o associazioni che rendono attiva la cittadinanza. Il passaggio per i centri dell’itinerario sarà in particolare testimoniato da un “passaporto di viandanza”, la cosiddetta credenziale che potrà essere gratuitamente ritirata presso alcune statio peregrinorum lungo la via. Un itinerario a stretto contatto con la Natura che consente di cambiare il proprio punto di vista e di avvicinarsi maggiormente alla vera, genuina, Sicilianità.

Ecco un paio di idee per un viaggio sostenibile che possa coniugare la voglia di sperimentare e col rispetto dell’ambiente. Andando a piedi si può scoprire molto di più che quanto potremmo fare con altri mezzi, perché non provare?


Foto in copertina da aku.it

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