La Difesa italiana tra processo di riforma ed esigenze di bilancio

Di Francesco Polizzotto – La recente pubblicazione del Documento Programmatico Pluriennale (2019-2021) per la Difesa ci invita a tracciare un’analisi dello stato generale del comparto delle Forze armate italiane. Con il Documento Programmatico Pluriennale (d’ora in avanti D.P.P.) il Ministro della Difesa presenta al Parlamento lo stato di previsione della spesa per l’anno finanziario corrente e per il biennio successivo. Oltre al quadro finanziario di riferimento, il D.P.P. fornisce un aggiornamento sulle attività che vedono impegnato il dicastero della Difesa, sia in chiave previsionale che consuntiva.

Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta – Rai News

Nel solco della profonda opera di rinnovamento intrapresa a partire dal 2017, anche il D.P.P. di questo anno, pur mantenendo gli elementi informativi cui deve rimanere saldamente ancorato in virtù dei disposti normativi, presenta una struttura e una veste grafica funzionali a renderne il più agevole possibile la fruizione e offre approfondimenti sulle questioni che assumono una particolare rilevanza, non solo per la Difesa ma per tutto il Paese.                           

Il D.P.P., infatti, oltre a rappresentare lo strumento con cui il Ministro illustra al Parlamento le previsioni di spesa, assolve anche alla fondamentale funzione di condividere con i cittadini le attività e le esigenze intrinseche dello Strumento militare, contribuendo ad aumentare nella collettività nazionale sia la consapevolezza del ruolo svolto dalle Forze armate, sia il livello di partecipazione democratica alle scelte governative in materia di sicurezza e difesa nazionale ed internazionale.

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Alla luce di un quadro macroeconomico che permane critico e di uno scenario geopolitico e strategico estremamente dinamico, coerentemente con l’intendimento di “migliorare e rendere più efficiente il settore della Difesa”, le Forze armate sono chiamate a proseguire con incisività il percorso di riordinamento e razionalizzazione avviato. Tale percorso deve portarsi avanti nella consapevolezza che uno Strumento militare efficace e moderno rappresenti un patrimonio da custodire e una risorsa indispensabile per la collettività nazionale. Il dicastero della  Difesa svolge un ruolo centrale nell’ambito di una strategia di ampio respiro che prevede il coinvolgimento sinergico di tutte le componenti dello Stato.

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Nel quadro del contesto descritto e nell’ottica della costante ottimizzazione e del perseguimento di una sempre maggiore sostenibilità economica, la Difesa sta pertanto proseguendo il processo di riforma e modernizzazione avviato, all’insegna del rafforzamento della dimensione interforze e con il chiaro intendimento di eliminare duplicazioni organizzative e/o funzionali, semplificare le procedure, ridurre i livelli gerarchici e pervenire ad un’ulteriore ottimizzazione del comparto.

Dal punto di vista dei contenuti, il D.P.P. si compone essenzialmente di tre parti. Nella prima “L’impegno nazionale nel contesto di riferimento” vengono trattati il quadro strategico, il quadro politico-militare, la cooperazione per la sicurezza internazionale e l’evoluzione degli impegni operativi (nazionali e internazionali). Nella seconda parte “Lo sviluppo dello Strumento Militare” si affrontano gli indirizzi strategici, le esigenze operative, le linee di sviluppo capacitivo e i vari settori della programmazione (con finanziamento, di prossimo avvio, operante, infrastrutturale, ricerca scientifica e tecnologica). La terza parte “Il bilancio della Difesa” analizza nel dettaglio i diversi capitoli del comparto: funzioni (difesa e sicurezza del territorio), investimento integrato, finanziamento missioni internazionali, bilancio in chiave NATO e impegno NATO del 2%. Il D.P.P. viene quindi completato da una serie di allegati esemplificativi, volti a chiarire ulteriormente anche dal punto di vista normativo gli argomenti affrontati.


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