Filomena “Memena” Delli Castelli, l’abruzzese dall’oratoria semplice

Di Maddalena Tomassini – Abruzzo, primi anni del secondo dopo guerra: una giovane donna, non ancora trentenne, si sposta su rudimentali mezzi di trasporto, di casa in casa, per spiegare ai suoi corregionali come votare e, soprattutto, perché è importante farlo. Crocerossina nelle fila della Resistenza e figlia di Azione Cattolica, Filomena “Memena” Delli Castelli sa farsi ascoltare – e spesso apprezzare – da tutti, avversari inclusi.

Nata nel settembre del 1916 a Città Sant’Angelo, nell’attuale provincia di Pescara, Memena è una delle due donne abruzzesi ad occupare un seggio nell’Assemblea Costituente. Il suo cammino inizia nella sua parrocchia, con don Nicola De Luca, figura che si potrebbe definire quasi “progressista” che la incoraggia a intraprendere gli studi universitari. Seguita dalla madre, Memena si trasferisce a Milano dove studia lettere alla Cattolica, laureandosi a pieni voti. Torna in Abruzzo nel 1944 per organizzare le fila della Democrazia Cristiana. Si immerge nel tessuto sociale – sbrindellato dalla guerra e dalla povertà – della sua terra, armata di determinazione e di un’oratoria carismatica quanto semplice.

Sulla sinistra Memena, la Costituente abruzzese

Memena si sposta per città e paesini a bordo di vecchi camioncini e macchine messe a disposizione del partito. Ai suoi comizi partecipano centinaia di persone, tante le case che “l’accolgono” con calore, sfoggiando sui propri balconi le lenzuola e coperte “buone”.

Durante una riunione dei quadri dirigenti della DC per la preparazione delle elezioni per l’Assemblea Costituente, Memena interviene al cospetto dell’onorevole Mario Cingolani, giunto in visita da Roma. Con un semplice discorso, conquista la sua stima e un incarico nella Direzione Nazionale del partito. A Roma trova il sostegno della moglie dell’onorevole Cingolani, Angela Maria Guidi, che la individua subito come candidata per l’Assemblea Costituente. A soli trent’anni, il 2 giugno 1946, Filomena Delli Castelli viene eletta con 27.000 voti di preferenza. In seguito, occupa il seggio da parlamentare fra il 1948 e il 1954, e quello da sindaco di Montesilvano fra il 1949 e il 1953.

Negli anni, Filomena Delli Castelli ha saputo conquistare la stima dei suoi avversari. Si racconta che Nilde Iotti e Concetto Marchesi abbiano più volte tentato di convincerla ad oltrepassare “la barriera”, invano. Insieme a Nilde Iotti e alle altre 20 donne della Costituente, Memena ha lottato per i diritti delle donne, per la loro emancipazione, per una loro attiva presenza nella vita civile e politica del Paese che si andava costruendo. Cinzia Maria Rossi, scrittrice, nella propria tesi di laurea, ricorda un simbolico – in un certo senso sintesi dei tempi – scambio fra la democristiana e la comunista. «Cosa aspetti ad abbracciare la vera rivoluzione e a passare da questa parte?». «La vera rivoluzione – le risponde Memena – è iniziata con la nascita di Cristo».


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